Lamezia, l’ex palazzo di Città tra degrado e rischio chiusura uffici

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Lamezia Terme - Con una lunga storia alle spalle, l’ex palazzo di città, rischia di cadere a pezzi. Il plurisecolare edificio che affaccia su corso Numistrano, sembra deteriorarsi giorno dopo giorno con gli antichi fregi ormai rovinati così come l'orologio e il blasone comunale che rischiano di crollare. Sono ormai anni che di tanto in tanto i cornicioni sono oggetto di interventi d’urgenza da parte dei vigili del fuoco. Un tempo sede di amministrazioni e consigli comunali oggi, da come si evince anche dalle foto, necessita di interventi per porre rimedio al precario stato di salute del palazzo. L’edificio nel lontano 1936 si narra ospitò anche il Principe Umberto II di Savoia. 

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Inoltre a rischiare la chiusura sarebbe anche l’ufficio di Stato Civile. Qualche mese faera stato infatti avviato lo spostamento di alcuni uffici con un avviso si informavano i cittadini che “per il rilascio delle carte d’identità, sia in formato elettronico che cartaceo, sono operativi i seguenti uffici, sede centrale via Perugini o delegazione comunale Sambiase”. Sulla paventata chiusura è intervenuto anche l’ex consigliere comunale Massimo Cristiano per il quale “sembrerebbe infatti che il Comune di Lamezia, non sappiamo da chi è partito l'ordine, stesse per chiudere lo storico ufficio Stato Civile di corso Numistrano nel vecchio palazzo di città dell'ex Comune di Nicastro. Non sappiamo se si tratta di uno spostamento ad altra sede o di una chiusura definitiva, ma in tutti e due i casi perdere un ufficio così importante, nel cuore dell'ex Comune di Nicastro potrà avere effetti devastanti per l'intera città”. Il presidente MTL-Lamezia Nuova richiama l’attenzione anche sull’urgenza della messa in sicurezza. 

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Sulla questione si è espresso anchel’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia Mimmo Gianturco che, evidenzia come “sotto i colpi della commissione straordinaria, oltre a impianti sportivi e teatri, è finita la delegazione comunale di Nicastro in piena violazione dello statuto. L’inagibilità è ormai un pretesto dietro al quale nascondere l’incapacità amministrativa”. “Poco importa - rimarca Gianturco - se ciò crea nuovi disagi a tutta la cittadinanza residente a Lamezia est, specie a quella più anziana vista anche la scarsa qualità del servizio del trasporto pubblico urbano. Non possiamo più accettare che l’inagibilità delle strutture pubbliche diventi un pretesto per nascondere una palese incapacità amministrativa”. “Al di là delle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione verso questa decisione - conclude Gianturco - per evitare ulteriori disagi a migliaia di cittadini urge individuare una soluzione temporanea presso altri edifici pubblici ubicati nella stessa zona, come ad esempio la Biblioteca comunale, Palazzo Panariti ecc, sempre se non trovino anche qui motivi ostativi per il loro utilizzo, ad oggi sconosciuti”.

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