Lamezia, Pif al Civico Trame: “Anche la Calabria può cambiare”

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Lamezia Terme - Un Pif spumeggiante e ironico eppure assolutamente inedito, quello che ha dato la possibilità al pubblico del Civico Trame di conoscere aspetti della propria personalità assai poco noti, come il rapporto con la fede, la scelta agnostica maturata negli ultimi anni, ma anche l’ammirazione per figure come San Francesco e il Papa omonimo. Il tutto a partire dal suo ultimo libro, “…che Dio perdona a tutti”, Feltrinelli editore, presentato in occasione di un anniversario tristemente importante per Lamezia, quello dell’assassinio per mano mafiosa dei due netturbini Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano avvenuto il 24 maggio del 1991 e ancora di fatto impunito. “E’ un libro sulla coerenza e sulla fede” dice Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, noto al grande pubblico come presentatore e inviato del programma “Le Iene” e come autore del fortunatissimo film “La mafia uccide solo d’estate”, che con questo nuovo lavoro da scrittore ha già toccato le 120.000 copie vendute.

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La storia, raccontata in maniera “fieramente leggera”, è quella di Arturo, un agente immobiliare agnostico, che s’innamora perdutamente di Flora, pasticcera fortemente credente, e che per conquistarla decide, per tre settimane, di improvvisarsi cattolico fervente, e lo fa senza sconti, mettendo così a repentaglio i suoi equilibri sociali e lavorativi. Come sempre Pif associa ai risvolti esilaranti della trama una profonda riflessione etica, questa volta inaspettatamente applicata al tema della religione, che recenti dichiarazioni in ambito politico, specchio di una situazione surreale che crea bagarre di più ampia portata, hanno reso di grande attualità. “Da quando sono diventato agnostico mi faccio più domande su Dio di quando credevo in maniera automatica” dichiara francamente l’autore, che dice di non credere nei Miracoli o nel Maligno, ma invita a non tirare fuori facilmente il Vangelo quando si assume una posizione politica perché “il Vangelo è un libro serio”. Per Pif, che cita don Tonino Bello, “la fede deve essere scomoda” perché “la società ha bisogno di qualcuno che sappia andare oltre, come Papa Francesco, o prima di lui San Francesco, che oggi sarebbe definito un buonista radical chic figlio di papà, che è ricco e finge di fare il povero, e i lebbrosi se li metta nel suo attico con veduta su Assisi”. Ma anche Giovanni Falcone figura fra i personaggi che per Pif hanno saputo andare oltre, facendo scelte scomode a spese proprie, e che andrebbero appoggiati da chi purtroppo non ne è capace.

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Qui la discussione scivola ovviamente sul tema dell’antimafia, e Pif svela di sperare che un regista calabrese scriva un film che, parafrasando, sia intitolato “La ‘ndrangheta uccide solo d’estate”, e promette in caso di aiutare a produrlo, per ingenerare lo stesso schiaffo educativo a tutte le mafie che il suo lungometraggio e poi la serie in onda su Rai 1 hanno sicuramente procurato. “Se Palermo in 30 anni è cambiata può cambiare anche la Calabria” dice infine, richiamandosi però ad un cambio di mentalità e di comportamento, e senza rinunciare ad un’altra citazione aggiunge che San Francesco diceva: “Predicate il Vangelo. Se è necessario, anche con le parole.”

Giulia De Sensi