Lamezia, un monumento alle vittime di mafia in piazza Ardito: presentato il progetto

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Lamezia Terme - Presentato oggi il bozzetto del monumento alle vittime di mafia nel territorio di Lamezia, su proposta del Centro “Riforme - Democrazia - Diritti”, progettato ed elaborato dall’artista Maurizio Carnevali. La scultura dovrà essere dedicata alle sei vittime lametine della ‘ndrangheta con i quali nomi sarà giustapposta una targa: il giudice Ferlaino, operai Cristiano e Tramonte, i coniugi Aversa e Precenzano, la guardia Giurata Antonio Raffaele Talarico. Molti di questi casi, ancora oggi, nonostante sia trascorso molto tempo, sono rimasti senza alcun colpevole. Presenti alla conferenza stampa anche i parenti delle vittime.

“Non bastano le cerimonie annuali di rito per coltivare la memoria storica - dice Costantino Fittante, presidente dell’associazione promotrice, - bisogna che ci sia un segno tangibile in grado di rammentare il sacrificio di queste vite, che serva da testimonianza e sia da stimolo per domandarsi cosa sia la mafia a Lamezia”. L’associazione “Riforme - Democrazia - Diritti” sarà solamente l’ente promozionale dell’idea e fa appello dunque alle istituzioni tutte affinché ci possa essere la collaborazione attiva del Comune, della Provincia, della Regione, dei sindacati, delle associazioni di categoria fino ai singoli cittadini perché sia possibile istituire una raccolta fondi, con l’istituzione di un comitato promotore presieduto dal prossimo sindaco come figura di garanzia, per portare a compimento il progetto.

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La proposta era già stata avanzata nel 1993, ed esposta all’allora sindaco Doris Lo Moro. Il monumento alla memoria era stato pensato, sempre da Carnevali, per essere collocato laddove Salvatore Aversa e la moglie avevano perso la vita. La proposta, però, non andò mai in porto: in quel luogo, simbolo della lotta alla mafia, oggi è stato costruito un complesso abitativo.

Il maestro, oggi, rielaborando il bozzetto, ha ipotizzato una collocazione differente, più centrale rispetto alla movida della città: in Piazza Pietro Ardito (ai piedi della statua della Madonnina), in modo da poter instaurare un più diretto dialogo tra l’opera d’arte e il suo significato intrinseco e una gioventù lametina da educare alla cultura legalità. La scultura verrà posta a livello strada, su un piccolissimo basamento, sul quale, si auspica, i ragazzi possano sedere per viverla. Ecco la proposta scultorea: su una lastra d’acciaio, che fa da diaframma alla scena che la precede, sono raffigurati degli avvoltoi simbolo della ferocia con cui l’artista sente di identificare la mafia; sulla destra si ergono due figure umane, una più grande e una più piccola. Un uomo adulto reagisce all’aggressione degli avvoltoi alzando un braccio per proteggere con il proprio corpo un bambino, è il suo futuro e va tutelato. Il piccolo a sua volta volge lo sguardo verso gli spettatori che sono chiamati ad essere attori non passivi, ma sollecitati a loro volta ad avere un sussulto, ad opporsi fermamente al malaffare. Un blocco di pietra lavica sarà il basamento a simbolo del sostegno morale e fisico della giustizia.

“Quest’opera deve servire a chi vive qui quotidianamente a capire quale sia la strada giusta da seguire,  per ricordare ai giovani che non conoscono questi episodi, poiché non li hanno vissuti, quanto sia importante non lasciarsi sedurre dai bagliori delle strade negative - dice Angela Napoli, presidente dell’associazione “Risveglio ideale” di Taurianova presente a sostegno dell’iniziativa, e aggiunge - in un territorio come quello di Lamezia, dove il Comune viene ripetutamente commissariato per infiltrazioni mafiose, c’è necessariamente bisogno di avere istituzioni sane, poiché spesso sono esse stesse possono essere considerate complici di questi terribili lutti”. Niente può cancellare il dolore causato da questi efferati omicidi, può essere però lenito da una giustizia capace di portare a termine il proprio compito.

Dora Coscarelli

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