Stele in ricordo della lametina Elvira Caruso al Nuovo Regina Margherita di Roma

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Roma – Una stele alla memoria del direttore sanitario Elvira Caruso, lametina scomparsa prematuramente 8 mesi fa all’età di 57 anni, è stata dedicata nel Nuovo Regina Margherita di Roma per manifestarle “affetto e riconoscenza per quanto da lei fatto in tutti questi anni a favore degli ammalati romani”.

Una direttrice sanitaria “entrata nel cuore di tutti per la sua umiltà, la sua preparazione, il suo attaccamento al lavoro ed al mondo sanitario, composto non solo dai pazienti romani, ma anche dal personale medico e paramedico”. A ricordarla, Angelo Tanese, Commissario Straordinario dell’ASL Roma 1, Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio I di Roma Capitale, di Carlo Caponetti, già Direttore Generale dell’ASL Roma A, Gemma Guerrini dell’Associazione Mica Aurea, di Barbara Giudice Andrea, Direttore Sanitario del Nuovo Regina Margherita, tante colleghe e semplici cittadini romani. Tutti hanno voluto tracciare un loro personale frammento di ricordo per “la sua tenacia e la sua perseveranza nello scongiurare la soppressione dell’Ospedale romano, nell’aprire un reparto nuovo a favore degli emarginati bisognosi e degli anziani, nel fare lavoro di squadra con tutti gli attori del pianeta Sanità, essendo sempre la prima ad entrare e l’ultima ad uscire dalla struttura”.

Presente anche il Comune di Lamezia Terme con il consigliere comunale Giancarlo Nicotera, che dopo aver portato i saluti del sindaco Paolo Mascaro e della Città, ha riflettuto su un dato: “La tristezza ed il rammarico legati alla fuga di cervelli dalla Calabria, oggi diventano gioia nel vedere cosa è riuscita a fare una nostra concittadina qui a Roma. Le testimonianze odierne parlano di una vita vissuta per la tutela della salute in senso vero. E’ bello osservare che anche chi si è occupato, come Elvira Caruso, di numeri, conti e di amministrazione lo abbia potuto e saputo fare con passione, empatia, umiltà e pensando ai più deboli, così lasciando in tutti un ricordo indelebile, perché la sanità è, oltre che competenza, anche e soprattutto umanità. Non posso non notare che il calore che ci metteva nel fare le cose denota tutta la sua calabresità, perché i calabresi questo trasporto e questa sensibilità ce l’hanno nel DNA”. Al termine della giornata è stato anche inaugurato un premio di pittura e letterario dedicato ad Elvira Caruso. 

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