I 170 anni della civiltà cattolica

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

filippo_veltri_5ff57_1ef52_5ec74_7b203_3a116_7fd84_7e9c5_66d93_fd7b2_248e9_9f1b6_d9501_8bd44_127e7_5ad3b_756cb-1_88b0e_2dc55-3_d6487_305e1_5ef5e_a22f1_70142_25532.jpg

 La Civiltà Cattolica ha appena compiuto 170 anni. L’editoriale della prestigiosa rivista, menzionando la storia del giornale, ricorda le più recenti innovazioni che essa ha varato negli ultimi anni. A partire dal messaggio inviato dal Pontefice per l’occasione, essa si conferma – e da oggi si dichiara – “rivista internazionale dei gesuiti”. Ricordando che sin dall’inizio era presente una «parte amena», cioè poetica e creativa, si annuncia che quella tradizione viene recuperata e se ne danno le ragioni. Infine, si annuncia la nascita di una nuova newsletter dal titolo «1850», cioè l’anno di fondazione della rivista. Si conferma il compito impegnativo richiestoci da Francesco: «accettare la sfida delle inquietudini straripanti del tempo presente, nel quale Dio è sempre all’opera”. In questi 170 anni La Civiltà Cattolica ha seguìto la storia della Chiesa, dell’Italia e del mondo. Ha attraversato le due guerre mondiali, il Concilio Vaticano II, e visto la conclusione di 11 pontificati. Sfogliare la raccolta dei suoi 4.069 fascicoli pubblicati fino ad oggi significa percorrere la storia contemporanea entrando nelle sue pieghe e nelle sue ragioni. Per questo nel 2018 e’ stata fondata una collana dal titolo «Accènti», che oggi festeggia la pubblicazione del suo decimo volume. In essa c’é’ la migliore riflessione prodotta in questi 170 anni a partire da un tema di forte attualità. Sappiamo che l’oggi non si comprende senza conoscerne le radici.

La rivista poi è diventata una «rivista internazionale dei gesuiti». Oggi si dichiara tale, coordinando, in seconda di copertina, questa carta di identità con la presenza del motto originario – Beatus populus, cuius Dominus Deus eius – adesso collocato in una posizione nobile, vicina al logo. Perché e come internazionale? Internazionale per il suo sguardo da sempre ampio al mondo e alle sue tensioni geopolitiche e religiose; internazionale perché dall’aprile 2017 la rivista è pubblicata in 5 lingue; internazionale perché dal febbraio 2018 il collegio si è allargato grazie a un gruppo di 12 «corrispondenti» da tutto il mondo, ma anche a tanti altri gesuiti di varie nazioni.Papa Francesco conferma questa strada quando, nel suo biglietto augurale, scrive: “Vi auguro di essere creativi in Dio esplorando nuove strade, anche grazie al nuovo respiro internazionale che anima la rivista: si sentono salire dalle pagine le voci di tante frontiere che si ascoltano”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA