
Crotone - Una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar) che lo scorso anno si era costituita parte civile, sarà formalmente parte nel processo penale sul naufragio di Cutro, la cui prima udienza è fissata per il 14 gennaio a Crotone. Si tratta di Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee che si sono costituite parti civili, mentre Amnesty International Italia sarà presente al processo come osservatore. Da tempo le Ong mirano "ad ottenere verità e giustizia per la catena di eventi, decisioni ed omissioni che hanno portato a uno dei più tragici naufragi della storia italiana": quello avvenuto al largo di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un'imbarcazione è affondata provocando la morte di almeno 94 persone e un numero imprecisato di dispersi. Di tutte le persone che erano a bordo solo 80 sono sopravvissute. Nel processo sono accusati di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
"Come la tempestività è fondamentale nei soccorsi, così i ritardi nell'attivare interventi di salvataggio non sono un semplice incidente ma una negligenza da sanzionare" commentano le Ong. "In questo caso specifico, le autorità italiane - aggiungono - hanno prima dato priorità all'operazione di polizia e poi ignorato il loro dovere di soccorso; come noto, quella gestione ha avuto conseguenze drammatiche". "Il diritto internazionale, la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare devono essere la priorità e vanno rispettati sempre. È inaccettabile che le persone continuino ad annegare nel Mediterraneo e non si deve più consentire che i responsabili, a tutti i livelli, di questo come di altri naufragi restino impuniti" concludono le Ong.
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