Anniversario omicidio coniugi Aversa, Morelli (Fsp Polizia): "Parole nostro Cappellano e Questore siano indirizzo per chi crede nello Stato"

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Lamezia Terme - Nel 34° anniversario dell’efferato omicidio dei coniugi Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, avvenuto il 4 gennaio 1992, si è svolta oggi a Lamezia Terme una solenne celebrazione eucaristica presso la Cattedrale, alla presenza di autorità civili e militari, rappresentanti istituzionali e numerosi cittadini. Al termine della funzione religiosa è stata deposta una corona di fiori sulla stele dedicata ai coniugi Aversa in corso Numistrano, luogo simbolo della memoria collettiva della città. Alla cerimonia ha preso parte Rocco Morelli, Segretario Generale Provinciale di Catanzaro del Sindacato Fsp Polizia di Stato, accompagnato da una delegazione della Segreteria Provinciale.

"Ricordare Salvatore Aversa e Lucia Precenzano non è un mero esercizio commemorativo – ha dichiarato Morelli – ma un dovere morale e civile. Quelle vite spezzate hanno segnato per sempre il cammino dei loro figli, Giulia, Walter e Paolo, ma hanno inciso profondamente anche le coscienze di un’intera comunità e del Paese tutto. Sono ferite che non si rimarginano, ma che devono continuare a parlarci di responsabilità, di scelta e di coraggio".

Il Segretario Provinciale della Fsp Polizia di Stato ha poi richiamato con forza i passaggi dell’omelia pronunciata da don Alessandro Nicastri, Cappellano della Polizia di Stato: "Le parole di don Alessandro hanno toccato il cuore di tutti noi, quando ha parlato del risveglio delle coscienze dei cittadini di Lamezia Terme e non solo. Quella strage rappresentò uno spartiacque drammatico, l’inizio di una stagione di sangue che nel 1992 avrebbe visto le stragi di Capaci e di via D’Amelio, per mano dell’ignobile anti-Stato. Un richiamo potente a non assuefarci mai alla violenza e all’indifferenza".

Ancora più incisivo, ha proseguito Morelli, il messaggio lanciato dal Questore di Catanzaro, Giuseppe Linares: "Come abbiamo avuto modo di affermare più volte, il Questore Linares è un esempio istituzionale che vola sempre alto nei suoi ragionamenti. Il suo invito ad abbattere ogni forma di assuefazione e di pigrizia intellettuale è un monito che deve guidarci ogni giorno. Dobbiamo rimboccarci le maniche, sul piano umano e professionale, per provare concretamente a cambiare le discrasie della nostra società".

"Il Questore Linares – ha aggiunto Morelli – ha inoltre lanciato un invito chiaro e responsabile a superare ogni forma di conflitto interno all’apparato dello Stato. Solo mettendo da parte divisioni e contrapposizioni e rafforzando il senso comunitario e la coesione istituzionale è possibile rendere l’azione dello Stato più credibile, autorevole e vicina ai cittadini".

"Come Sindacato di Polizia – ha concluso Morelli – continueremo a tenere alta la memoria dei colleghi caduti e delle loro famiglie. Perché la memoria, se autentica, non guarda solo al passato, ma diventa azione quotidiana, scelta di campo, impegno coerente dalla parte dello Stato e della legalità".

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