“Denunciare è libertà": la FSP Polizia al fianco di Simone Aiello e di tutti gli imprenditori che scelgono lo Stato contro il racket

corte-dei-conti-relazione_242f4_c5900_4bb51_e4868.jpg

Catanzaro - "Anche noi siamo vicinissimi all’imprenditore Simone Aiello e a tutti coloro che scelgono la strada della denuncia, opponendosi con coraggio alla prepotenza criminale. La sua testimonianza – limpida, immediata, senza esitazioni – rappresenta il modello di cittadinanza responsabile di cui la nostra terra ha bisogno. È questa la Calabria che vogliamo: una Calabria che non si piega, che non arretra, che guarda allo Stato come unico baluardo di giustizia e libertà". Dichiara così il Segretario Generale Provinciale della FSP Polizia di Stato, Rocco Morelli, ribadendo una posizione di vicinanza netta, convinta e determinata.

Morelli aggiunge: “Rivolgo un appello chiaro e diretto: ogni imprenditore, ogni cittadino che dovesse trovarsi nelle stesse condizioni di Simone Aiello abbia la forza di agire nell’immediatezza, denunciando ogni forma di ricatto, intimidazione o tentativo di racket. Solo così potremo spezzare – insieme – il cerchio soffocante delle mafie e restituire dignità alla nostra economia e alla nostra comunità. Lo Stato c’è, le Forze dell’Ordine ci sono. Non si è mai soli quando si sceglie la legalità”.

La FSP Polizia di Stato esprime apprezzamento per la compatta presenza dell’Associazione Antiracket Lametina ALA, che ieri ha affiancato Aiello nella sua testimonianza al Tribunale Collegiale Penale di Catanzaro. Un segnale che conferma la forza di una rete civile e imprenditoriale che non accetta più il silenzio e che si mette al fianco di chi denuncia. La recente sottoscrizione in Prefettura del nuovo Protocollo contro usura ed estorsione rappresenta un altro passo cruciale: un impegno condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine, parti sociali e associazioni per rafforzare i meccanismi di tutela e protezione di chi sceglie la legalità. Morelli sottolinea: “Questo territorio ha finalmente deciso da che parte stare: dalla parte della legalità. E la legalità la si difende con i fatti, non con le parole”.

Il Segretario chiude con fermezza: “La mafia si combatte denunciando. La paura si vince insieme. Lo Stato è e rimane l’unica ancora di salvezza per spazzare via, definitivamente, ogni mafiosità dalla nostra terra”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA