L’allarme di “Lamezia Libera”: "Rischio soppressione per il convento dei Frati Cappuccini di Nicastro"

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Lamezia Terme – “Rischierà la soppressione il secolare convento dei Frati Cappuccini di Nicastro per mancanza di religiosi?”. A lanciare l’allarme è l’associazione “Lamezia Libera” che ricorda come “lo stesso convento, esistente sin dal 1545, risulta essere uno dei più importanti della Provincia monastica ed è punto di riferimento spirituale dell’intero circondario e non solo. L’oasi San Francesco d’Assisi, sita sul colle Sant’Antonio a Nicastro, fino ad alcuni anni or sono era un centro di alta spiritualità che comprendeva: il Seminario Serafico, la Curia Provinciale dei Frati Cappuccini di Calabria (istituita con tanto di decreto del 13 gennaio 2008 dal Ministro generale OFMCap. fr. Mauro Johri), la Comunità delle Suore Francescane Ospedaliere di Santa Chiara, l’Istituto Superiore di Scienze religiose e, inoltre, una struttura di accoglienza plurifunzionale, messa al servizio di ogni istituzione per corsi di esercizi spirituali, giornate di ritiro, capitoli provinciali, corsi di formazione biblica, assemblee intercongregazionali, gruppi di studi antropologici e scientifici, etc. Non raramente, la stessa struttura venne utilizzata dalla Conferenza Episcopale Calabra per il proprio specifico magistero”.

Oggi, sostengono dall’associazione lametina “rimane soltanto la targa sulla parete del muro di recinzione che indica in parte ciò che allo stato attuale non esiste più. Infatti, il Seminario Serafico è stato trasferito altrove, la Curia provinciale è stata trasferita arbitrariamente a Cosenza da quando è stato eletto il nuovo Ministro Provinciale ed il nuovo consiglio della Provincia di Calabria dei Frati Minori Cappuccini, l’Istituto Superiore di scienze religiose è stato soppresso (non si capisce il motivo pur funzionando a pieno regime, mentre continuano ad essere operativi quello di Rende, di Squillace e di altri centri calabresi), la Comunità delle suore è stata trasferita a Catanzaro e gran parte della grande struttura plurifunzionale ospita oltre settanta migranti. Adesso è il turno del convento con annessa la Chiesa Santuario di Santa Maria degli Angeli, comunemente denominata chiesa di Sant’Antonio che è anche parrocchia. Attualmente operano due frati presbiteri e un diacono permanente che si dedicano alle attività della parrocchia. Inoltre, nell’aprile del 2024 sono stati stanziati due milioni di euro per il restauro di una parte del convento poiché, il piano che anni addietro ospitò qualche reparto dell’ospedale civile è stato messo in vendita dal Comune di Lamezia Terme per fare cassa (è stato inserito nella lista dei beni immobili comunali in alienazione). Invece, sarebbe stato molto più opportuno dare questa parte del convento alla Comunità dei frati in comodato d’uso. Ad oggi non sono iniziati i lavori di ristrutturazione, nonostante le infiltrazioni di acqua e l’umidità provocano una graduale decomposizione del tessuto edilizio. Che fine hanno fatto i soldi destinati al recupero del convento? Perché non iniziano i lavori? Quale burocrazia o burocrate sta ostacolando i lavori? Perché la classe politica locale non interviene nello stesso modo in cui è intervenuta per il convento dei Frati minimi di Sambiase? Perché il Comune lametino, ha usato due pesi e due misure tra il convento dei Cappuccini di Nicastro e il convento dei Minimi di Sambiase pur essendo la città di Lamezia Terme un’unica realtà? Infatti, mentre parte dell’antico convento dei frati Cappuccini di Nicastro il Comune lametino lo ha messo in vendita, il 5 febbraio us, presso il palazzo di città, in presenza dell’ex Sindaco Paolo Mascaro, è stata siglata una  convenzione tra il Comune di Lamezia Terme e la Comunità dei Frati Minimi di San Francesco di Paola di Sambiase per la concessione in comodato d’uso, per la durata di 30 anni con possibilità di rinnovo, dell’intero immobile facente parte dell’antico complesso di San Francesco di Paola. Queste domande attendono delle risposte”.

Infine, il Presidente dell’associazione Francescantonio Mercuri auspica che “tutto ciò che è stato sottratto all’oasi San Francesco d’Assisi venga restituito, a cominciare dalla Provincia monastica. Si auspica, inoltre, che l’Amministrazione comunale in carica possa dare in comodato d’uso ai Frati Cappuccini la parte del convento messa precedentemente in vendita (così com’è stato per i Frati minimi di Sambiase) e che il Ministro Provinciale possa far confluire al Convento di Nicastro altri Frati. Il convento dei Cappuccini di Nicastro non si tocca senza se e senza ma, anzi deve essere rafforzato e valorizzato”.

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