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Reggio Calabria - “Assodato che la proposta legislativa dei gruppi di maggioranza, finalizzata a introdurre - anche in Calabria così com’è stato tranquillamente fatto in altre Regioni - l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore, poggia su solide basi costituzionali e statutarie. Che è una proposta che non comporta alcun aggravio di spesa, tantomeno un sovvertimento delle norme dello Statuto regionale, perché, qualora fosse approvato, il provvedimento legislativo non modificherebbe la previsione statutaria di 30 consiglieri e di 7 assessori che, infatti, rimane inalterata. Si tratta, infatti, di una proposta di legge che, introducendo la figura del consigliere - supplente, attua un principio fondamentale dello Stato di diritto e delle democrazie liberali: l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore. Tutto ciò, per distinguere nettamente la funzione di controllo e vigilanza, tipica del consigliere regionale, da quella gestionale che spetta all’assessore.

Tuttavia, pur essendo la proposta condivisa all’unanimità da tutta la maggioranza, proprio per affrontare, con maggiore serenità e in una logica di sistema le problematiche istituzionali, si è convenuto - nel corso di una riunione del centrodestra terminata poco fa - di  riproporre, nei prossimi mesi, alle Commissioni competenti e all’Aula, l’iniziativa legislativa che introduce la figura del consigliere-supplente assieme a una serie di altre modifiche dello Statuto e del Regolamento, con l’obiettivo fondamentale di migliorare l’architettura istituzionale della Regione, per renderla più trasparente, democratica ed efficiente. Ribadendo la giustezza politica e legislativa del provvedimento che intendiamo rinviare, auspico che tutte le forze politiche presenti in Aula, sui temi istituzionali e sulle questioni di più stringente attualità, si adoperino, per recuperare, nella fisiologica dialettica maggioranza-opposizioni, i tratti della leale collaborazione e della responsabilità, requisiti indispensabili per garantire alla Calabria realistiche prospettive di futuro”.

Mancuso: "Centrale nodo infrastrtture"

“Abbiamo oggi molti punti all’ordine del giorno da discutere e approvare, ma permettetemi di asserire che l’informativa richiesta al presidente Occhiuto - a seguito delle interlocuzioni avute con il Governo in merito alle infrastrutture - costituisce un punto centrale. Sia per il Consiglio regionale che per la Calabria, il cui storico deficit infrastrutturale penalizza ogni sua progettualità di sviluppo e genera effetti negativi sull’intera società calabrese”. E’ l’incipit dell’intervento con cui il presidente Filippo Mancuso ha aperto i lavori della seduta del Consiglio regionale. “Le infrastrutture rappresentano lo scheletro fondamentale di un territorio ed è evidente la relazione che vi è tra la quantità di infrastrutture di un territorio e il suo livello di sviluppo economico. Questo Consiglio, a un anno dal suo insediamento, sulla questione infrastrutture, che più di altre mette in luce la gravità del divario tra la Calabria e il resto del Paese, ha già dimostrato - ha sottolineato Mancuso - un impegno serrato su questi argomenti. Ricordo, in particolare, la mozione sulla SS.106 approvata all’unanimità il 28 febbraio scorso e con cui abbiamo richiesto il completo finanziamento e la sua definitiva realizzazione.  Cosi come ricordo che il Consiglio regionale ha condiviso i contenuti della ‘Vertenza Calabria’, dopo l’informativa resa a giugno in quest’Aula dal presidente Occhiuto”.

Informativa di Occhiuto su infrastrutture

Il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, ha tenuto un'informativa al Consiglio, nel corso della seduta odierna, sui contenuti dell'incontro che ha avuto nei giorni scorsi, insieme al presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, col ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. "Il ministro Salvini - ha detto Occhiuto - ci ha rappresentato la volontà del Governo di realizzare il Ponte sullo Stretto. Per quanto mi riguarda, ho espresso la volontà di allargare il tema del confronto, da esercitarsi attraverso un gruppo di lavoro composto anche dai Presidenti delle due Regioni, sul più generale complesso della infrastrutturazione delle Regioni del Mezzogiorno. Ho rappresentato al Ministro Salvini la necessità che il Governo sia conseguente rispetto ad un impegno contenuto nell'allegato Infrastrutture al Def licenziato dal precedente esecutivo. Allegato che prevedeva - ha aggiunto il Governatore - di finanziare con ulteriori tre miliardi di euro la nuova statale 106 ionica. Era un impegno contenuto nella parte discorsiva dell'allegato infrastrutture al Def, ma non nelle tabelle, perché quell'impegno va scritto in legge di Bilancio. Ho rappresentato la circostanza, che il Ministro Salvini conosceva, che in un Paese civile una strada non può essere definita, per trent'anni, la 'strada della morte' senza che lo Stato si faccia carico di evitare che questa arteria continui ad essere definita in questo modo. La statale 106 è una strada di importanza strategica. Non solo per la Calabria, ma per tutto il Paese. Anche l'Europa la inserisce tra le strade più importanti di collegamento nel Mezzogiorno". Occhiuto ha ricordato come "nel corso dei decenni precedenti non ci sia mai stato un conseguente impegno da parte dei Governi che si sono succeduti, sia di centrodestra che di centrosinistra".

Il Presidente della Regione ha anche fatto riferimento all'intervento fatto insieme all'assessore Mauro Dolce col Governo di allora e con l'Anas "in relazione al fatto - ha detto Occhiuto - che la Calabria è collegata al resto del Paese soltanto con l'Autostrada del Mediterraneo. Chi governa questa Regione, ed i calabresi in generale, devono essere preoccupati se non piove, e quindi della siccità. Ma devono essere ancora più preoccupati se piove perché la Calabria è una regione esposta ai rischi avversi determinati dai cambiamenti climatici". Occhiuto, tra gli altri argomenti, si è soffermato sul porto di Gioia Tauro, "che è in continua crescita - ha detto - perché il Mediterraneo sta diventando centrale negli scambi commerciali. Oggi si sta spostando il paradigma dello sviluppo, sempre più proiettato verso il Mediterraneo. La Calabria può diventare l'hub dell'Europa sul Mediterraneo. E un investimento come quello del ponte sullo Stretto dimostra che c'è la volontà del Governo centrale di investire in questa parte del Paese con opere che abbiano un riverbero sullo sviluppo infrastrutturale secondario. Sarebbe un'opera gigantesca, capace anche di attrarre l'interesse mondiale verso la Calabria e la Sicilia". "Ho detto al ministro Salvini - ha detto ancora il presidente della Regione - che avrà il nostro consenso sul ponte, ma soltanto se collegato ad un pari interesse per altre infrastrutture che sono necessarie in Calabria. È una vecchia battaglia anche del Consiglio regionale. Abbiamo già espresso all'unanimità la volontà di svolgere un'azione forte ed incisiva sulla statale 106 con il sostegno ricevuto dai sindacati. Dovremmo essere uniti anche sull'autonomia differenziata. In merito a quest'ultimo argomento ho detto al ministro Calderoli che l'approccio che io vorrei che il Mezzogiorno avesse nei confronti dell'autonomia differenziata e del federalismo non un atteggiamento difensivo, ma privo di complessi e senza sudditanza psicologica nei confronti delle Regioni del Nord".

"La legge sul 'consigliere supplente' non era un argomento che mi appassionava molto. Piuttosto, sono stato impegnato in questa settimana a lavorare col Governo sulle infrastrutture regionali e prima sulla proroga del 'Decreto Calabria'. Oggi, però, ho chiesto ai firmatari di questa proposta, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, di ritirarla dall'ordine del giorno, anche se è stata presentata in assoluta buona fede perché in fondo rappresentava un provvedimento già approvato in altre Regioni, come la Lombardia o il Veneto. Ma purtroppo noi non siamo ancora né come la Lombardia, né come il Veneto". Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, parlando con i giornalisti a margine della seduta del Consiglio regionale. "In Calabria - ha aggiunto Occhiuto - ci sono ancora tante cose che non funzionano. E quindi è utile dare dimostrazione che siamo in grado di fare funzionare prima quello che non va. Si penserà a questa norma quando si farà la revisione dello Statuto regionale e si ragionerà su come rendere più funzionale l'attività complessiva del Consiglio regionale".

Irto (Pd) lascia Consiglio Calabria dopo elezione

Nicola Irto, del Pd, ha formalizzato le sue dimissioni da consigliere regionale dopo l'elezione al Senato ottenuta alle politiche dello scorso 25 settembre. Una decisione che arriva molto tempo prima rispetto alla scadenza prevista dalla legge per optare fra una delle due cariche. "Dopo l'attività politica in Consiglio regionale, dove ho avuto l'opportunità e l'onore di svolgere diversi ruoli, compreso quello di presidente dell'Aula - ha detto in aula - rassegno le mie dimissioni. L'elezione a senatore della Repubblica mi impone di concentrarmi sul nuovo ruolo che i calabresi hanno voluto affidarmi e che svolgerò con il massimo impegno e nell'interesse esclusivo della Calabria e del Paese. Sento, però, di dover rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i colleghi con cui ho avuto modo di lavorare in questi anni, ma anche ai dipendenti del Consiglio e a tutti coloro che lavorano, e continueranno a farlo, per il bene della nostra Regione. E' stata un'esperienza esaltante, contrassegnata da tante difficoltà, ma anche dal raggiungimento di numerosi obiettivi. Faccio i miei migliori auguri ai colleghi che proseguiranno il loro lavoro in questa legislatura, e li invito al massimo impegno perché il periodo che ci prepariamo ad affrontare sarà assai complicato. Serve, dunque, uno sforzo fuori dall'ordinario, da parte di maggioranza e opposizione, per fare in modo che la Calabria riesca a superare questa fase e costruire uno sviluppo reale per il nostro territorio. Lo stesso impegno che sarà richiesto al Parlamento al governo con i quali il Consiglio regionale deve avere una sempre più stretta e proficua collaborazione che, per quel che di mia competenza e possibilità, proverò ad agevolare in ogni modo".

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