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Catanzaro - "La Regione Calabria da sempre si è occupata di Sibari con costante interlocuzione e sollecitazioni per il suo pieno sviluppo, con il ministero dei Beni Culturali. Fino ad oggi sono molti gli interventi fatti e tanti altri sono da fare". A dirlo è stato l'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, durante una conferenza stampa dedicata agli scavi archeologici di Sibari ed agli interventi di manutenzione effettuati e da effettuare dopo l'alluvione del gennaio 2013. Con lui, a spiegare i dettagli delle operazioni e delle ricadute sul sito archeologico, Francesco Prosperetti, direttore regionale dei beni culturali e Simonetta Bonomi, soprintendente per i beni archeologici. "E' acclarato - ha detto Prosperetti - che dopo l'alluvione gli scavi abbiano subito ingenti danni, dovuti non solo alla natura idrogeologica della zona, ma anche alla scarsa manutenzione degli argini. Va però precisato che la Regione è stata vicina, con questa amministrazione, a Sibari, da sempre e non solo ora che c'è questa necessità. Quello che noi siamo in grado di fare è oggi è frutto di una programmazione annosa, tra il Ministero e SviluppoItalia, oggi Invitalia". La prima parte degli interventi, che riguardano il recupero della zona dopo l'alluvione, "sarà infatti possibile - ha proseguito - grazie ai fondi concordati con Invitalia. Gli scavi, è necessario chiarirlo, non sono mai usciti dalla condizione di precarietà dovuta al fatto che nei secoli le 3 città, Sibari, Turi e Copia, sono sprofondate proprio a causa della falda acquifera su cui sorgono. La lotta contro l'acqua è storica in quei luoghi. La condizione naturale degli scavi sarebbe quella della sommersione". Per conservare gli scavi all'asciutto una parte degli interventi sarà dedicata ad una tecnologia innovativa che consentirà di abbassare la falda acquifera costantemente. "Saranno realizzate delle trincee drenanti non visibili - ha sostenuto Simonetta Bonomi - che consentiranno la rimozione dell'acqua in profondità. Attualmente abbiamo un sistema che ci costa fino a 50mila euro di bollette.

Non possiamo più sostenere un costo simile. Il primo intervento, già in atto è quello del ripristino dell'area, poi avremo il recupero nel dettaglio del sito archeologico. Dopo attueremo le azioni di valorizzazione che erano già previsti indipendentemente dall'alluvione". Una serie di interventi che consentiranno di rilanciare gli scavi e il museo "verso una nuova stagione - ha proseguito -. E poi, finalmente, dopo anni di silenzi, siamo riusciti ad ottenere dall'Anas, attraverso degli interventi compensativi pari a 14 milioni di euro, la possibilità di realizzare un sottopasso che colleghi le diverse zone del sito, divise dalla Statale 106. Finalmente, poi, potremmo iniziare a discutere anche dell'ampliamento degli scavi, sviluppati su 7 ettari con un potenziale di 180 e che sono fermi dal 1975, salvo piccoli interventi". Tutto dovrà essere realizzato entro il 2015, perché si possano sfruttare i fondi stanziati e alla fine "perché tutto non venga vanificato - ha detto Prosperetti - sarà necessario fare una programmazione al riguardo tenendo in considerazione tutti i fattori attraverso un piano integrato. Un passo è stato fatto grazie all'accordo attuativo con la Regione, che prevede la pubblicazione di un bando per imprese che forniscano servizi, anche di trasporto per i turisti, così da ridurre i costi". Un piano che secondo Caligiuri "farà del 2014 l'anno di Sibari".

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