
Catanzaro – Si è tenuta oggi l’assemblea dei segretari di circolo e degli eletti del Partito Democratico della provincia di Catanzaro, alla quale ha partecipato, tra gli altri, anche il neo eletto segretario regionale Ernesto Magorno. ''Per stare insieme – ha dichiarato Magorno - dobbiamo farci unire dai contenuti e dai valori, altrimenti rischiamo di continuare a dividerci. Dobbiamo fare il tentativo di unire il Pd, ed è molto più facile unire i militanti che i ceti politici che lo rappresentano. Dobbiamo tenere bene in mente che il nostro avversario è Scopelliti. L'aver messo subito un'azione forte in questa direzione, - continua - aiuta a dimostrare che esiste un partito pronto a dire a Scopelliti 'vattene', ma non perché c'è stata una sentenza, quanto perché non sei stato in grado di governare". All'incontro, introdotto dal segretario provinciale Enzo Bruno, hanno partecipato anche il deputato Alfredo D'Attorre e l'europarlamentare Mario Pirillo. "Per dimostrare che vogliamo essere amministratori seri e credibili - ha proseguito Magorno - dobbiamo mettere insieme subito delle idee da riferire al premier Renzi che sarà a Scalea il 20 marzo in occasione della manifestazione contro la 'ndrangheta. Dopo penseremo alle primarie che faremo presto, stiano tranquilli tutti: le faremo e sarà il mezzo per scegliere il presidente della giunta regionale''. Il Pd, secondo Magorno, deve costruire una proposta alternativa di governo e lo può fare aprendosi alla società, al mondo delle associazioni, del volontariato, delle professioni: "non più può pensare di vincere solo con l'alleanza poggiata su Pd e Sel". E a proposito di "questione etica" ha chiarito: "rappresentare il partito nelle istituzione significa servire, la questione degli avvisi di garanzia viene dopo. Dobbiamo mettere al centro della nostra riflessione questione etica come servizio".
Ad intervenire durante l’assemblea, anche il deputato del Partito Democratico Alfredo D’Attorre: "La parentesi del centrodestra al governo della Calabria è ormai conclusa, e non da adesso ma da molti mesi ormai. Si sta protraendo solo sulla base di un attaccamento alle poltrone e di bieche logiche di potere''. ''La Calabria - ha aggiunto - attende un'alternativa, attende che noi battiamo un colpo e ci dimostriamo all'altezza della sfida del cambiamento. Sono convinto che se il Pd riuscirà a fare il Pd non ci sarà partita alle prossime elezioni regionali''. Parlando poi della sua assenza da Catanzaro, durata alcuni mesi, D'Attorre ha sostenuto: "So che si è pensato a una sorta di mia fuga o di mio abbandono. In realtà, ho valutato sul fatto che una mia presenza, nel periodo congressuale, avrebbe inevitabilmente acceso ulteriori polemiche e contrapposizioni dopo una fase così lunga di commissariamento. Restare defilato dunque è stata una mia scelta. Così come è stata una mia scelta quella di attendere la fine del congresso, l'elezione del segretario provinciale e di quello regionale, per tornare a mettermi a disposizione del partito regionale e in particolare di quello di Catanzaro. E' un impegno - ha aggiunto - che ho preso quando mi sono sottoposto qui alle primarie, ed è un impegno al quale voglio corrispondere come deputato, con umiltà, nella speranza di dare un contributo importante. Fermo restando che alla fine della legislatura, quando questa avverrà, il Pd di Catanzaro riassumerà pienamente la propria rappresenta territoriale". Nel suo intervento, D'Attorre ha parlato anche dell'area centrale della Calabria come "elemento importante e strategico del cambiamento della regione. Per questo - ha proseguito - abbiamo bisogno di un gruppo dirigente del Pd di Catanzaro più unito. Il congresso è finito, e quando un congresso finisce il segretario eletto è il segretario di tutti, di chi l'ha votato come di chi ha assunto posizioni diverse. Dobbiamo adesso far prevalere le ragioni della solidarietà interna e soprattutto della responsabilità che abbiamo di fronte alla Calabria. Con questo spirito spero di poter dare un contributo, oltre le polemiche congressuali che ci sono state, e fare in modo che da Catanzaro possa esserci un gruppo dirigente autorevole che faccia prevalere sempre di più il ruolo di questa provincia in Calabria e nell'interlocuzione con il nuovo governo nazionale".
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