
Serra San Bruno - Realacci, Censore e Bray (Pd) depositano una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole sul pericolo di taglio dell’Abete Bianco monumentale calabrese e sul rischio di taglio di oltre 200 alberi nel bosco Archifòro.
“Vendersi il bosco per fare cassa. Stando a quanto riportato da alcuni quotidiani della Calabria sarebbe questa la ‘trovata’ del Comune di Serra San Bruno (VV) per sanare il proprio bilancio. L’amministrazione di Serra San Bruno avrebbe messo in vendita 2.603 alberi da tagliare dal bosco “Archifòro”, che ricade quasi integralmente nel suo territorio ed è parte del Parco naturale regionale delle Serre, per rimpinguare le sue disastrate casse. E poco importa che il bosco rappresenti un habitat caratterizzato da specie rare e protette sia di flora che di fauna, come gli abeti bianchi, gli astori, o gli assioli. Così ricco che proprio qui si trova l’esemplare di abete bianco più grande d’Europa, 5,5 metri di circonferenza la base per 55 di altezza, o che l’Ente Parco ha voluto valorizzarlo realizzando il suggestivo sentiero Archifòro grazie ai fondi europei. Per fare piena luce sulla vicenda, sapere se i ministri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali siano al corrente del caso e quali iniziative intendano intraprendere per verificare la competenza esclusiva del Comune di Serra San Bruno sul bosco, anche per scongiurare il taglio dei citati 2.603 alberi e in primis quello dell’Abete Bianco più grande d’Europa, ho presentato un interrogazione insieme ai colleghi Bruno Censore, Massimo Bray. Ai ministri interrogati chiediamo, inoltre, di chiarire se il taglio indiscriminato del bosco dell’Achifòro sia compatibile con la presenza di fauna tutelata. E infine se l’esemplare di abete bianco più grande d’Europa sia stato, o meno, inserito nell’elenco per la tutela degli «Alberi Monumentali» e, qualora non vi fosse, di inserirlo con urgenza”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, depositando un’interrogazione sul pericolo di taglio del bosco Archifòro”.
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