Salta al contenuto principale

FRANCESCO-PUGLIANO.jpg

Catanzaro - "L'impianto di Celico, che è anche discarica, ha ricevuto un'autorizzazione con il parere favorevole di tutti gli enti preposti, compresa la Provincia di Cosenza, datata novembre 2008. All'interno di quel via libera c'è anche una parte che riguarda il conferimento dell'indifferenziato, il cosiddetto tal quale".

Lo ha detto l'assessore all'Ambiente, Francesco Pugliano, incontrando i giornalisti a Catanzaro, in relazione al braccio di ferro in atto nel comune della Presila cosentina dove esiste una discarica il cui utilizzo viene precluso ai mezzi del Comune di Cosenza da un fronte di comitati, movimenti e rappresentanti istituzionali. "Sulla vicenda della discarica di Celico si sta giocando una partita strumentale e irresponsabile - ha aggiunto Pugliano - dal momento che quell'amministrazione comunale non ha ruolo in materia e poi perché si sta ritrovando stranamente sulle posizioni del sindaco un intero schieramento politico e elettorale, tutto a sostegno di quelle tesi senza alcuna cognizione di causa. Tutti questi esponenti politici si stanno avventurando ad esprimere giudizi senza avere il benché minimo punto sugli atti che hanno determinato l'autorizzazione all'utilizzo di questa struttura.

Ritengo paradossale, poi, che il sindaco di Celico, che almeno quando io sono stato presente al tavolo in prefettura a Cosenza, e prima che intervenisse una legge regionale che consente l'utilizzo di impianti privati, non manifestava questo atteggiamento, adesso pretenderebbe di portare ancora i suoi rifiuti in altri territori della regione, segnatamente nel catanzarese". Per l'assessore Pugliano "il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che avrebbe dovuto almeno dal 2006 occuparsi degli ambiti territoriali coordinati dall'ente e chiamati a realizzare il Piano d'ambito per raggiungere l'autosufficienza territoriale, non si è accorto che, nel 2010, è diventata esecutiva la legge 42, che esautora l'ente in materia. Così ha approvato qualche giorno addietro un Piano provinciale con otto anni di ritardo. Un documento assolutamente inutile". "Questo mi ha fatto venire in mente - ha concluso Pugliano - il giapponese che continuava a combattere nella giungla senza essersi accorto che la guerra era finita".

"C'è strumentalizzazione politica" 

"La responsabilità che si sta assumendo chi alimenta il fronte del no all'utilizzo delle discariche di Celico e Scala Coeli è che la Calabria, per altri tre mesi almeno, resterà invasa dai rifiuti. Oggi - ha aggiunto Pugliano - la situazione è questa: riusciamo a gestire la produzione giornaliera, che è di 2.400 tonnellate al giorno, con la riapertura di Pianopoli. Non siamo, però, sicuramente, nelle condizioni di poter ripulire neanche di una miseria il territorio calabrese, che è invaso attualmente da quarantamila tonnellate di immondizia. La partita si sta giocando quasi esclusivamente sul territorio cosentino. Soluzioni alternative a Celico e Scala Coeli, entrambe autorizzate nel 2008 e quindi prima del nostro insediamento, né io né Scopelliti e né nessun altro è nelle condizioni di trovarle". "C'è in atto una strumentalizzazione politico elettorale - ha detto ancora l'assessore - perché non mi convince il fatto che rappresentanti istituzionali di una sola area politica, sindaci, presidente di Provincia e parlamentari, supportino la posizione di chiusura del sindaco di Celico senza conoscere gli atti e le autorizzazioni".

Rifiuti ok su diagnosi, più difficile è terapia 

"In Calabria siamo allenati a fare diagnosi e a dire che le cose non funzionano, la difficoltà per noi è avere il coraggio e la forza di fare terapia e cura". Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Pugliano, rispondendo, nel corso di una conferenza stampa, ad una domanda sulle polemiche legate all'emergenza rifiuti in Calabria che vedono coinvolti anche esponenti della maggioranza di centrodestra. "Tutto nasce - ha aggiunto Pugliano - dal primo effetto negativo prodotto dai 16 anni di commissariamento e cioè l'ignoranza sulla materia. Il tema dei rifiuti, per tutto questo periodo, non è stato trattato e sviluppato dalla classe dirigente calabrese che ha pensato bene di lavarsene le mani evitando di affrontare il tema perché c'era sempre qualcuno delegato ad occuparsene. E' ovvio che il sistema dei rifiuti è in disordine e non funziona e questa è la cosa più semplice da dichiarare. Difficile è, invece, capire le cause che producono il disordine del sistema e individuare una terapia. Le dichiarazioni che io registro sono legate ai ritardi e le posso anche sottoscrivere. Certo non addebito né e me né a Scopelliti questi ritardi perché lo dimostro con atti alle mani che quello che è stato fatto in questi undici mesi era impensabile che si potesse fare".

Barbanti-Molinari, illegittima ordinanza 'tal quale'

''In Calabria con la scusa dell'emergenza rifiuti si stanno calpestando i diritti primari dei cittadini : il diritto alla salute, all'ambiente, alla vita. Noi non vogliamo vedere arrivare l'esercito nella nostra regione, come avvenne durante l'emergenza a Napoli, e non vogliamo assistere a scene come quelle che si stanno verificando in queste ore a Celico, dove un ragazzo è rimasto ferito mentre cercava di bloccare un camion carico di spazzatura che tentava di forzare il blocco del presidio anti-discarica''. Lo affermano, in una nota, i parlamentari del M5S Sebastiano Barbanti e Francesco Molinari. ''Pur considerando prezioso il ruolo svolto in questi giorni, quanto mai concitati, dalla Prefettura e dalle forze dell'ordine - proseguono - non possiamo che essere dalla parte dei cittadini di Celico. Sappiamo bene che l'ordinanza con la quale Scopelliti e il suo sodale assessore all'Ambiente autorizzano lo sversamento nelle discariche private del 'tal quale' è totalmente illegittima, come abbiamo sottolineato nel recente tavolo tecnico a Catanzaro, che ci ha visto attori del futuro Piano regionale, e sarà motivo di contestazione da parte dell'Unione Europea. Sappiamo bene che questo atto di forza non risolverà il problema dei rifiuti in Calabria, creando invece un precedente che contribuirà all'esacerbazione dell'emergenza. La vicenda mette in luce due cose: l'impotenza della Regione (e del Dipartimento Ambiente) nella gestione dei rifiuti e la conseguente assenza di volontà nel risolvere il problema. Abbiamo assistito all'immobilismo di Pugliano e Scopelliti in materia di programmazione a breve, medio e lungo periodo. Come Movimento 5 Stelle ribadiamo la nostra disponibilità a trovare soluzioni immediate e durature al problema, ma ci opporremo nelle sedi opportune (come già abbiamo fatto con diverse interrogazioni, peraltro mai evase dal Ministro) affinché finisca una volta per tutte la deroga indiscriminata a tutte le normative in materia ambientale''. ''I cittadini di Celico come quelli di Scala Coeli - concludono Barbanti e Molinari - non possono pagare un prezzo così alto per colpa del dilettantismo di chi ci governa. La nostra opposizione non è una strumentalizzazione politica della situazione ma la semplice constatazione dell'assenza di alternative portate avanti da una classe politica che fa incancrenire i problemi per garantire interessi e far sopravvivere clientele''.

 

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.