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Lamezia Terme - Promuovere la parità tra uomo e donna, attraverso principi quali la parità salariale e reddituale, la parità nei posti di responsabilità e la promozione dell’imprenditorialità femminile e del lavoro autonomo. Questi gli obiettivi della strategia che la Commissione Europea ha adottato nel 2010. La parità di genere è anche il tema del protocollo di collaborazione siglato i primi di novembre da Massimiliano Tavella, Presidente Confprofessioni Calabria e dalla Consigliera di Parità della Regione Calabria Stella Ciarletta. “Questa collaborazione - spiegno i promotori dell’iniziativa - si articola in una serie di azioni comuni volte a promuovere un’equa rappresentanza di genere attraverso strumenti quali il monitoraggio regionale della presenza di donne e uomini sia tra gli iscritti agli ordini professionali che nelle posizioni di rappresentanza e l’individuazione del gender pay gap esistente”.

Guardando ai dati Istat relativi alla Calabria sulla disoccupazione emerge un quadro allarmante: le disoccupate raggiungono il 26,51% rispetto al 23,8% degli uomini.  “L’obiettivo - dichiara Tavella - è quello di perseguire un’occupazione buona rappresentata da un lavoro adeguato all’istruzione ricevuta. Nonostante la crisi - ha proseguito Tavella - il settore degli studi professionali continua a macinare nuovi posti di lavoro. Nei primi sei mesi del 2013 quasi 8 mila lavoratori, tra impiegati e apprendisti, hanno trovato un impiego stabile presso gli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri”. “Il protocollo di collaborazione siglato - spiegano dalla Confprofessioni Calabria  - è rivolto anche ad eliminare le criticità riguardanti la qualità del lavoro in termini di stabilità, regolarità, retribuzione e formazione professionale. Ed infatti mentre il divario di genere si è ridotto per quanto riguarda l’accesso, molto ancora si deve fare per quanto riguarda la qualità del lavoro. L’obiettivo è quello di consentire alle collaboratrici e soprattutto a quelle con figli in tenerissima età, di conciliare il lavoro nell’ambito degli studi professionali con le attività di cura familiare”. “È stato siglato anche un accordo - ricorda Massimiliano Tavella - tra Confprofessioni e le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs. Le parti hanno deciso di avviare per il triennio 2013/2015 un sistema sperimentale di prestazioni integrative al reddito per i casi di sospensione dell’attività lavorativa, di crisi aziendale e per i lavoratori ai quali si applicano i contratti di solidarietà difensivi. I lavoratori - conclude - potranno inoltre accedere ai percorsi di riqualificazione di Fondoprofessioni, beneficiare della continuità della copertura sanitaria e sociale erogata dalla cassa sanitaria del settore Cadiprof e degli interventi di politiche attive del lavoro definiti da Ebipro”.

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