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anna-cardamone.jpgDecollatura – “Sono amareggiata perché in questo percorso c’ho creduto, c’ho dato l’anima e non mi sono mai tirata indietro. Mi dispiace per il Comune di Decollatura e soprattutto mi dispiace per la mia comunità”. Una debacle in piena regola per Anna Maria Cardamone, sindaco di Decollatura che ha dovuto inevitabilmente rassegnare le dimissioni dopo il voto contrario del consiglio al rendiconto di gestione 2016. La sua approvazione, insieme alla discussione politica del Comune, erano gli unici due punti all’ordine del giorno di un assemblea che invece è finita a fulmini e saette.

A quasi un anno dalla sua rielezione con la lista “Decollatura Viva”, il Sindaco ha così dovuto fare dietrofront per una situazione che aveva definito ormai insostenibile. “Era da tempo che non avevo più la maggioranza in consiglio – racconta a il Lametino.it – da quando in quattro persone hanno formato il nuovo gruppo “Decollatura Democratica” mi si votava contro a qualsiasi iniziativa”. E ieri sera infatti, l’ennesima batosta. Nessun intervento di natura tecnica su un rendiconto finanziario che aveva avuto l’approvazione anche dai revisori dei conti, quanto piuttosto solo un voto contrario che il Sindaco dimissionario ha letto come un fatto puramente personale. “Si trattava di un rendiconto portato avanti con tanti sacrifici – spiega ancora – e soprattutto fatto anche da loro che in questi mesi hanno gestito con me. Non c’erano rilievi di alcun'altra natura se non esclusivamente la volontà di fare un dispetto a me. Dispetto che inevitabilmente si è però voluto fare a tutta la comunità. C’erano importanti bandi in corso e sono molto preoccupata di questo atteggiamento che era volto solo a mandarmi via”.

Sembra così impossibile per la Cardamone, qualsiasi tipo di ripensamento: “Potrei metterci tutta la buona volontà e ripensarci. Avevo però chiesto loro un atto di responsabilità che non c’è stato e questo significa solo che non sono più voluta da chi è stato eletto con me”. Di sicuro però, continuerà il suo cammino politico iniziato ormai da tempo con il Pd, essendo anche fresca di nomina all’assemblea nazionale. “Continuerò a fare politica, continuerò a servire sia la mia comunità che la Regione fin quando posso e cercherò di lavorare per il bene della collettività anche se non sarò più sindaco”. Così come prevede la legge, la mancata approvazione del documento finanziario, e le dimissioni del sindaco, comportano l’avvio delle procedure per lo scioglimento del consiglio comunale.

Alessandra Renda

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