Lamezia Terme – “Se ci avessero detto tre anni fa che era allo studio una ipotesi di razionamento dell’energia, con una evidente e abnorme ricaduta sui servizi essenziali gestiti dagli enti pubblici, probabilmente non ci avremmo creduto, considerandola come una misura da tempi di guerra. Oggi, purtroppo, in guerra ci siamo davvero: una guerra atipica e asimmetrica che, dal campo di battaglia dell’Ucraina, si è ora spostata nel mercato del gas di Amsterdam e sta portando al collasso innumerevoli imprese, attività, famiglie intere”. Sul tema del caro energia interviene Massimo Cristiano, coordinatore regionale Italexit con Paragone e candidato Capolista Camera dei deputati che, aggiunge: “Per compiacere altre potenze mondiali d'oltre oceano, seguendo, la commissione europea, stiamo andando incontro a un inverno che si preannuncia assai difficile e gli enti periferici dello Stato stanno già mettendo le mani avanti, come si suol dire. Per il Comune di Lamezia Terme, ad esempio, secondo quanto appreso, la cifra di cassa pre-aumenti nel 2020 era di 1 milione e 355mila euro. Nel 2022 si prevede una spesa pari a 2mln e 500mila euro, esclusa l’illuminazione pubblica, per ragioni di sicurezza. Ma, al netto dell’illuminazione pubblica, sono innumerevoli i comparti e i servizi al cittadino che corrono forti rischi, per via dei costi delle bollette elettriche di asili, scuole elementari e medie, mercati, teatri e strutture sportive”.
Il caro bollette, secondo Cristiano: “rischia di trascinare nel baratro anche i settori che non sono direttamente connessi agli aumenti delle bollette. Italexit ribadisce (unico partito a farlo e ad averlo sempre fatto, al di là delle chiacchiere propagandistiche di qualcuno) un secco e imperativo “no” alle sanzioni contro la Russia, che, in tutta evidenza, hanno in realtà investito l’intero tessuto produttivo e la trama sociale di un Paese, e da cui discende questa emergenza energetica. Nonostante la retorica dei “Settant’anni di pace” che l’Unione europea avrebbe garantito, siamo di fatto un Paese cobelligerante, inviando miliardi di euro di armamenti. Italexit dice no: no al razionamento energetico; no alle sanzioni alla Russia”.
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