
Catanzaro – "La Regione Calabria ha avviato il procedimento di sospensione del decreto autorizzativo della discarica di località Battaglina in quanto la società Sirim S.r.l. risulta essere priva della disponibilità dell'area su cui è previsto l'impianto. Su tale area, infatti, insistono diritti di uso civico". Così Andrea Dominijanni vice presidente di Legambiente Calabria che ricorda come "in data 8/01/2014, avevamo inviato alla Regione Calabria una richiesta formale di ritirare e/o annullare e/o revocare e comunque di sospendere immediatamente in via di autotutela tale autorizzazione". La richiesta dei circoli di Legambiente di Girifalco e di Catanzaro era stata infatti firmata dal vice-presidente Andrea Dominijanni e dal legale del Ceag Anna Parretta, ed era stata seguita da quella analoga del Comitato No Battaglina ( di cui Legambiente fa parte)". Per l'associazione ambientalista tale richiesta, accolta dalla Regione Calabria non è che il prologo "all'annullamento o revoca dell'autorizzazione ambientale".
Per Dominijanni, dunque, tale accoglimento da parte della Regione, fa sì che "la lotta della Battaglina è, quindi, sulla strada della vittoria. Tuttavia Legambiente non abbasserà l'attenzione fino a quando non sarà definitivamente sgombrata ogni ipotesi di attività di gestione dei rifiuti in località Battaglina e lo stato dei luoghi non sarà ripristinato". Poi il vice presidente di Legambiente Calabria ritorna a puntare il dito sul comune di Borgia in quanto è "ormai evidente a tutti che l'area oggetto dell'impianto, sita nel Comune di San Floro e di proprietà del Comune di Borgia, è soggetta ad uso civico. Il Comune di Borgia ha, senza dubbio, violato la normativa sia in materia di usi civici che in materia di tutela paesistico-ambientale e soprattutto i diritti ed interessi della collettività". Alla luce di tali considerazioni, Dominijanni a nome di Legambiente Calabria chiede "una presa di posizione forte e definitiva sia ai Comuni di Borgia e San Floro sia alla Regione Calabria affinchè procedano, senza ulteriormente tergiversare, ad annullare e/o revocare i propri atti in via di autotutela ognuno per quanto di propria competenza".
Dominijanni ricorda inoltre come "il progetto autorizzato dalla Regione Calabria, per quanto è stato possibile accertare, è privo della VIA, obbligatoria per legge per le attività di gestione e smaltimento rifiuti proposte dalla società Sirim. La Regione Calabria, Dipartimento Politiche dell'Ambiente, nell'anno 2009, aveva correttamente espresso una valutazione altamente negativa sulla realizzazione dell'opera evidenziando, analiticamente, tutti gli impedimenti ed i gravissimi rischi ambientali e per la salute che ne sarebbero derivati. Non si riesce a comprendere, quindi, come la Regione Calabria possa avere, invece, l'anno successivo, con una valutazione così negativa, rilasciato un'A.i.a. (autorizzazione integrata ambientale) che presenta ulteriori e chiarissimi profili di illegittimità. Tale A.i.a., infatti, pone prescrizioni irrealizzate o irrealizzabili vista, ad esempio, la vicinanza di abitazioni o la presenza di falde acquifere sottostanti la costruenda discarica". In conclusione Legambiente Calabria chiede "un intervento risolutore che chiuda nell'interesse dell'ambiente e dei cittadini, l'ennesima brutta pagina di storia calabrese" ed a questo scopo presenterà al Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio richiesta di intervento, ai sensi del d.lgs. n. 152/2006, "per il ripristino del danno ambientale ed affinchè lo Stato attivi le procedure di risarcimento nei confronti dei responsabili".
© RIPRODUZIONE RISERVATA