
Catanzaro – “La prevenzione prima di tutto”. Quella di oggi è stata una mattinata dedicata all’informazione sul tema del dissesto idrogeologico e della Protezione Civile nella Sala Verde della Cittadella di Catanzaro. Durante l’incontro con i sindaci è stato illustrato un documento dettagliato sulla prevenzione. Capitolo a parte, la responsabilità dei sindaci autorità locale di protezione civile: “al verificarsi dell’emergenza nell’ambito territoriale comunale il sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari. Nell’ambito dell’autonomia degli Enti Locali i comuni possono dotarsi di una specifica ‘struttura’ di protezione civile che coadiuvi il Sindaco nei suoi compiti di ‘autorità di Protezione civile’”. È uno specifico obbligo di legge, quindi, “…informare le popolazioni di situazioni di pericolo o comunque connesse con esigenze di protezione civile…” e che tali attribuzioni sono compito specifico del Sindaco.
Tra le cause di vulnerabilità del territorio: l’urbanizzazione incontrollata; abusivismo; scarsa manutenzione; degrado; errata gestione dei sedimenti; cambiamenti climatici; modifiche dei corsi d’acqua. In particolare, si legge nel documento: La fitta rete di corsi d’acqua che solcano il territorio della Calabria richiede interventi strutturali ma soprattutto di manutenzione al fine di garantire una costante ed efficace azione di prevenzione dei dissesti.

Maltempo, Occhiuto: “Da migliorare sistema allerta meteo”
“I Comuni devono essere protagonisti insieme alla Regione di tutte le attività legate alla difesa del suolo, alla prevenzione e alla mitigazione del rischio, perché alcuni eventi che un tempo erano eccezionali stanno diventano purtroppo ora ordinari a causa dei cambiamenti climatici”. Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Occhiuto, parlando con i giornalisti nella sede della Giunta a Catanzaro, a margine dell’incontro con i sindaci calabresi. “È stato il turno di Ischia, prima ancora delle Marche. La Calabria – ha aggiunto Occhiuto - è una regione esposta a potenziali rischi dal punto di vista del dissesto e di eventi avversi. Abbiamo licenziato in Giunta la nuova legge sulla protezione civile: dal 1997 non si riformava la legge sulla protezione civile in Calabria eppure la Calabria è una regione che ha più rischi di altre. E ora stiamo mettendo mano a tutte le attività utili a svolgere le azioni necessarie per la difesa del suolo. Bisogna farlo insieme ai Comuni e sono molto contento – ha rilevato il presidente della Regione - che i sindaci abbiano risposto con questa disponibilità, dimostrando grande sensibilità”.
Occhiuto ha poi evidenziato: “Il sistema di allerta è governato a livello nazionale dal Dipartimento Protezione civile che poi manda i dati ad Arpacal e e Arpacal li restituisce alla Protezione civile regionale. Può essere migliorato ulteriormente, perché nei mesi passati Arpacal si è dotata di una stazione meteorologica molto avanzato ma non ha assunto meteorologi che la devono governare. Questo – ha sostenuto il presidente della Regione – è un tema alla mia attenzione: occorre un rilancio dell'Arpacal perché anche Arpacal deve svolgere la sua funzione, come può fare, in questa attività”. Occhiuto si è poi soffermato sul tema dei fondi: “Nella legge sulla protezione civile – ha rilevato il governatore della Calabria - abbiamo incrementato di molto le risorse, ma tutta l'attività legata alla difesa del suolo necessita di più risorse a livello nazionale. Noi però intanto dobbiamo spendere le risorse che abbiamo. Soprattutto deve farlo la Regione. Su questo i sindaci hanno ragione, Io appena insediato ho verificato che c'erano 400-450 milioni da impegnare per la difesa del suolo con un avanzamento della spesa molto lento, abbiamo raddoppiato la progressione di spesa ma non basta. Sono attività che si fanno in avvalimento sui Comuni, cioè li fanno i Comuni ma bisogna aiutare i Comuni a realizzarli più velocemente. Quindi – ha concluso Occhiuto - mi è ben chiaro il fatto che bisogna accelerare e soprattutto bisogna accelerare qui in Regione”.
Sindaco Catanzaro: “Sistema allerta meteo non funziona”
“Senza risorse eccezionali non si affrontano eventi eccezionali”. Così il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. “Condivido – ha sostenuto - le preoccupazioni che ha espresso il presidente della Regione nel presentare la convocazione di questa riunione, d'altra parte sono preoccupazioni che ho espresso subito nell'immediato. Dire che il sistema di allerta non funziona non significa voler accusare nessuno, anzi so che tutti fanno bene la loro parte, il problema è capire se questa parte è razionale e ci tutela veramente. Penso che dobbiamo essere tutti consapevoli che le allerta, i bollettini che ci vengono consegnati a inizio giornata con fasce di territorio molto ampie o con Pec che arrivano a notte inoltrata su indirizzi email che non vengono controllati e non possono essere controllati e non sono fatti per controllare 24 ore su 24 non ci tutelano, non ci possono tutelare da eventi imprevisti e imprevedibili a cui purtroppo dobbiamo abituarci. Allora io credo che intanto dobbiamo affinare il sistema di comunicazione e di previsione di questi eventi, ma anche – ripeto – essere consapevoli che questo non potrà bastare se non mettiamo in sicurezza un territorio fragile, devastato da anni, decenni di incuria e di costruzioni non razionali e non ragionevoli, altrimenti nessun allerta e nessuno sistema di prevenzione potrà essere sufficiente".

"Siamo qui – ha rilevato il sindaco di Catanzaro - per ascoltare il presidente, penso che questa iniziativa sia importante, utile, forse addirittura necessaria, quindi è altrettanto utile e necessaria la nostra presenza: vediamo cosa ci viene detto, noi ribadiremo questa esperienza che abbiamo maturato. I danni prodotti sul nostro territorio sono danni importanti, siamo in una fase ancora di emergenza a cui stiamo cercando di mettere riparo per quello che possiamo con le nostre risorse ma – ha concluso Fiorita - è chiaro che ci vorrà anche qui un intervento serio perché altrimenti continueremo a rattoppare un territorio devastato senza metterlo in sicurezza. Senza risorse eccezionali non si affrontano eventi eccezionali”.
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