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Lamezia Terme - Presentato stamane nella sede cittadina del Movimento Cinquestelle, un progetto di legge finalizzato a “tutelare le persone colpite dalla criminalità organizzata o da atti di terrorismo e di violenza”.  Ad illustrarlo alla stampa nel giorno dell’anniversario per trent’anni anni della strage di Capaci, il deputato lametino, Giuseppe D’Ippolito che ha anche ricordato il duplice delitto dei netturbini, Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, a 31 anni di distanza. Un crimine efferato per il quale ancora oggi non è stata fatta giustizia. Alla conferenza, oltre a D’Ippolito, presenti anche Eugenio Bonaddio, vittima incolpevole dell’attentato del 24 maggio 1991, Martino Ceravolo padre di Filippo, anch’egli vittima incolpevole di un omicidio avvenuto il 25 ottobre 2012. E poi, Francesco Cristiano, fratello di Pasquale. Rocco Mangiardi, testimone di giustizia e Giacomo Panizza della Progetto sud. Da Bonaddio, Cristiano e Ceravolo, testimonianze su come vivono i drammi di chi è stato vittima diretta o indiretto della mafia. Racconti che hanno commosso ancora una volta e hanno rimarcato, “l'assenza dello Stato e i ritardi nell'applicare le leggi".

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La necessità di un intervento legislativo, ha evidenziato D’Ippolito, “è arrivata anche da diverse vittime di mafia che chiedono un’innovazione normativa. Quella attuale non rispetta alcune cose come per esempio la riserva all’interno delle assunzioni negli Enti pubblici prevista dalla norma”. E su questo aspetto ha citato le inadempienze sia del Comune di Lamezia, sia della Regione Calabria. D'Ippolito, in sintesi ha spiegato i tratti più significativi della sua proposta che punta ad “ampliare ed equiparare le tutele nei confronti delle vittime della criminalità organizzata, del terrorismo e dei reati intenzionali violenti”. Aggiungendo che l'interesse è anche per “la violenza domestica e quella contro le donne. Abbiamo una normativa frammentata - ha stigmatizzato - il primo punto si fonda proprio sull’equiparazione di tutte le vittime con un unico trattamento. Semplifico la normativa vigente, attraverso una previsione di platea di beneficiari più ampia, eliminando il rapporto di dipendenza economica attualmente previsto, ovvero il diritto solo se si è conviventi a carico. Per me è importante riconoscere lo status di vittima, superare le interpretazioni attuali ma creare anche una normativa che non preveda la prescrizione o la decadenza dei diritti”.

Rispetto all’iter, il parlamentare di Cinquestelle ha auspicato tempi rapidi “anche se mancano in sostanza 10 mesi alla fine della legislatura e tenendo conto dei passaggi previsti, commissioni e i due rami del Parlamento. Ma spero di trovare condivisione dalle forze politiche così che i miglioramenti si potrebbero inserire tramite emendamenti specifici all’interno dei decreti di conversione o di altre leggi, abbreviando i termini per a portare ad approvazione in questa legislatura”. E poi, gli interventi di Rocco Mangiardi, testimone di giustizia dal 2009 e che ancora oggi, nonostante la scorta, “paga” un prezzo salato, ma che con grande dignità “va avanti” in una quotidianità che si traduce in sacrifici economici enormi. Da Giacomo Panizza l'esortazione alla presenza “dello Stato e al rispetto dell'applicazioni delle leggi”. Salutando con favore l'iniziativa parlamentare di D'Ippolito.

A.C.

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