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Catanzaro – “C'è una fortissima determinazione da parte della Regione e di tutte le istituzioni coinvolte come attori nel Piano per la prevenzione e la repressione degli incendi. Già nei mesi scorsi abbiamo stipulato una convenzione con i Carabinieri, non solo i forestali ma tutta l'Arma avrà l'obiettivo di reprimere gli incendi come obiettivo di servizio. Abbiamo fatto una convenzione con i Vigili del fuoco e poi la vera novità è che abbiamo capovolto il paradigma degli incentivi: abbiamo mutuato un percorso avviato non da un uomo di centrodestra ma da un uomo di sinistra come Tonino Perna (già vicesindaco di Reggio Calabria, ndr) che da direttore del Parco dell'Aspromonte assegno un incarico alle associazioni di volontariato e decise di pagarle in ragione del diminuito numero degli incendi. Abbiamo mutuato questo modello e le 80 associazioni della protezione civile che saranno coinvolte avranno gran parte della loro retribuzione parametrata al minor numero di incendi rispetto alla media degli anni passati”. È quanto ha affermato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo Piano antincendio boschivo regionale (Aib). All’incontro con la stampa sono intervenuti anche l'assessore alla Forestazione Gianluca Gallo, il dirigente regionale Uoa Forestazione, Domenico Pallaria, i vertici dei Carabinieri forestali, dei Vigili del fuoco, della Protezione Civile e di Calabria Verde, e rappresentanti dell’associazionismo. Secondo Occhiuto il percorso di premialità pensato per le associazioni di Protezione civile, con il consenso sei sindacati, deve essere esteso anche agli operai forestali “che in Calabria svolgono un lavoro straordinario e anche loro devono avere lo stesso meccanismo di incentivazione, non in ragione degli spegnimenti ma in ragione del minor numero di incendi”.

“Ringrazio l'assessore Gallo – ha proseguito Occhiuto -, i dirigenti del dipartimento Forestazione e di Calabria Verde ma anche il dirigente generale della Protezione civile che è riuscito a stipulare degli accordi col dipartimento nazionale per cui, questa volta, oltre ai droni e ai mezzi utili per reprimere gli incendi, avremo anche squadre della Regione Piemonte e della Regione Lombardia che aiuteranno la Calabria nell'attività di spegnimento e di prevenzione”.

“La stupidità non si può abolire per delibera, chiediamo l'aiuto dei cittadini”

“Purtroppo – ha rilevato Occhiuto – la stupidità non si può abolire con delibera. Se ci sono degli stupidi che appiccano incendi o dei disonesti che per piccoli interessi fanno un danno straordinario al capitale naturale della Calabria, questo non possiamo impedirlo con un Piano ma chiediamo il coinvolgimento attivo delle popolazioni. La mia convinzione è che in molte comunità si sa o si suppone chi va ad appiccare gli incendi. Sarebbe utile che i cittadini svolgessero su queste persone stupide un'attività intelligente di denuncia”.

Gallo: “Chiediamo ai calabresi un'azione di coinvolgimento sociale”

“L'anno scorso – ha ricordato l'assessore Gallo - abbiamo vissuto un annus horribilis, un attacco senza precedenti, fino a 280 incendi in una giornata con 50 incendi addirittura appiccati delle 9 di mattina. Quest'anno speriamo che ci sia buon senso che ci sia anche da parte della popolazione un intervento in termini sociali perché noi chiediamo anche i calabresi, attraverso questa azione di grande prevenzione, un'azione di coinvolgimento sociale per prevenire gli incendi e poi abbiamo organizzato una rete di interventi più efficiente, in ogni caso è chiaro che sarà difficile resistere ad attacco come quello dell'anno scorso ma ci stiamo predisponendo sicuramente per fare meglio rispetto lo scorso anno”.

Sollecitato dai cronisti sulla possibilità di nuove assunzioni tra i forestali, l'assessore Gallo ha affermato: “Io credo che il presidente Occhiuto abbia assunto consapevolezza così come tutto il governo regionale che il luogo comune secondo il quale in Calabria c'è un forestale per ogni albero sia ampiamente superato: ci sono 4300 forestali, sono quasi tutti ultrasessantenni e quasi tutti con patologie per cui ho sempre creduto che un ricambio generazionale nel settore della Forestazione sia assolutamente necessario anche per dare una possibilità mantenimento del grande patrimonio forestale che dobbiamo sicuramente utilizzare in termini di produttività”.

Bruno Mirante

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