
Reggio Calabria - Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato oggi la legge, di iniziativa della Giunta, recante "Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l'occupazione femminile". Il testo ha registrato il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e dell'opposizione di centrosinistra, e l'astensione del gruppo "De Magistris Presidente". La legge, promossa dalla vicepresidente della Giunta Giusi Princi, detta - riporta l'articolato - "disposizioni per favorire l'occupazione femminile anche attraverso il contrasto alle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro sia sotto l'aspetto dell'accesso al lavoro che della progressione di carriera in coerenza con quanto disposto dal decreto legislativo 198/2006; l'adozione di strumenti di equilibrio tra vita professionale e familiare, l'eliminazione delle disparità nella formazione e nel lavoro con riguardo alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, alla carriera ad all'imprenditorialità, anche attraverso la qualificazione professionale". Tra i contenuti più significativi della legge spiccano il riconoscimento di un "bollino di parità" alle aziende, utile per l’accesso a strumenti di incentivazione alle imprese pubbliche e private virtuose in materia di anti-discriminazione di genere, la promozione dell’equilibrio vita-lavoro e della parità retributiva insieme al contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro, il divieto di atti finalizzati alla cessazione del rapporto di lavoro per discriminazioni basate sul sesso, sul matrimonio, sulla maternità – anche in caso di adozione o affidamento – e a causa della domanda o fruizione del periodo di congedo parentale o per malattia del bambino, l'apertura di uno "Spazio Donna" nei Centri per l'impiego, e l'insediamento di un tavolo tecnico per attuare la legge stessa.
A relazionare sul testo il consigliere regionale Michele Comito (Forza Italia), presidente della terza commissione sanità. Quindi, gli interventi, riservati in via prioritaria alle donne presenti in Consiglio regionale: Amalia Bruni, capogruppo del Misto, Valeria Fedele (Forza Italia), Pasqualina Straface (Forza Italia), Katya Gentile (Forza Italia), e l'assessore regionale alle Politiche sociali, Tilde Minasi (Lega). Per la maggioranza di centrodestra, sono poi intervenuti l'assessore regionale al Turismo Fausto Orsomarso (Fratelli d'Italia) e Giuseppe Gelardi (Lega), mentre per l'opposizione di centrosinistra hanno preso la parola Ferdinando Nicola Irto (Pd), Raffaele Mammoliti (Pd) ed Ernesto Alecci (Pd), Davide Tavernise (Movimento 5 Stelle), Ferdinando Laghi (Dema) e Antonio Lo Schiavo (Dema). La maggioranza ha rimarcato gli aspetti positivi della legge, parlando di testo che rappresenta una svolta nelle politiche di genere, mentre il centrosinistra ha espresso alcune critiche lamentando la mancata previsione di investimenti finanziari e la genericità del provvedimento. A concludere, replicando agli interventi dell'opposizione, la vicepresidente della Giunta Giusi Princi, promotrice della legge sulla parità di genere:
"Il testo è partito proprio dal bisogno di affrontare il tema del basso tasso di occupazione femminile. Puntiamo a risolvere il problema dell'inserimento lavorativo ma anche del divario retributivo che penalizza le donne. È vero - ha proseguito la Princi - che nella legge non c'è un onere aggiuntivo a carico del bilancio, perché tutte le norme in essa contenute devono essere declinate in proposte fattive e concrete e in interventi attuativi. La legge odierna non è uno spot. A breve sarà convocato un tavolo tecnico che sarà aperto ai consiglieri regionali e alle parti sociali e sarà pronto ad accogliere proposte concrete. Auspico un sostegno trasversale al testo". Dopo l'intervento di Princi, la votazione, con l'ok anche dell'opposizione di centrosinistra e l'astensione del gruppo De Magistris Presidente, un'astensione - ha precisato il capogruppo Laghi - "non relativa al merito del testo ma dettata dalla nostra intenzione di presentarne uno più organico". Approvati anche alcuni emendamenti presentati dal centrosinistra.
Gli auguri del presidente Mancuso alle donne Calabresi ed Ucraine
Il presidente Filippo Mancuso ha rivolto (aprendo i lavori della seduta dell’8 marzo con all’ordine del giorno la legge recante “Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione femminile”) gli auguri “del Consiglio regionale alle donne calabresi e alle donne ucraine che vivono in Calabria e a tutte le donne della Repubblica Ucraina che stann resistendo all’aggressione unilaterale dell’esercito russo”. Ad avviso di Mancuso: “Se si sommano i dati che certificano lo svantaggio delle donne calabresi - meno occupate, più esposte ai lavori precari, spesso utilizzate senza adeguata valutazione di titoli di studio e professionalità e meno retribuite degli uomini - alla fragilità del welfare, si ravvisa la persistenza di problematiche a cui dobbiamo prestare attenzione, energie e risorse”. Ha aggiunto: “L'obiettivo del Pnrr è un aumento del 4 per cento di donne occupate entro il 2026 che potrà ridurre il distacco che vi è tra l’Italia e l’Europa, senza però dimenticare la gravita delle diseguaglianze di genere nel Mezzogiorno, dove lavora una donna su tre: il 33% contro il 50.5% nazionale”.
Ha sottolineato: “L’auspicio è che leggi come quella che oggi approviamo, rientrino in una efficace strategia nazionale ed europea, per agevolare, a una quota consistente di donne, l’entrata nel mercato del lavoro e aumentare reddito e consumi, partecipando cosi alla ricostruzione dell’economia nazionale e alla crescita del Sud”. Ha concluso il Presidente del Consiglio regionale: “Serve una terapia d’urto, come sostengono alcuni economisti che ipotizzano una tassazione più favorevole (“gender tax”) sul lavoro delle donne, ma serve anche un cambio di mentalità e del modello di sviluppo che, in linea con le previsioni dell’articolo 37 della Costituzione che vieta ogni discriminazione, annulli il divario di genere nell’interesse delle donne e del Paese”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA