Catanzaro - “Gli esiti elettorali del Partito Democratico nel Paese, nella nostra Regione e in particolare nella Città di Catanzaro, non devono condurre alla rassegnazione e al disimpegno, ma al contrario spingere in avanti una comunità politica, che non deve smarrire il proprio percorso e non può non tenere conto delle indicazioni del corpo elettorale”. Lo sostengono, in una nota, alcuni esponenti del Partito democratico tra cui, Deborah Chirico - componente Assemblea Nazionale PD, Pasquale Mancuso - componente Assemblea Nazionale PD, Domenico Giampà - dirigente Pd Catanzaro, Mariolina Tropea - capogruppo Pd Comune Lamezia Terme, Donato Veraldi - già Senatore della Repubblica, Michele Drosi - dirigente Pd Catanzaro, Francesco Severino - consigliere provinciale, Sebastiano Tarantino - Sindaco Comune Taverna, Domenico Gallelli - Sindaco Comune Zagarise, Alessandro Falvo - Sindaco Comune Cicala, Tonino Ciliberto - Vice sindaco Comune di Jacurso, Giandomenico Aloisi - Vice Sindaco Comune di Palermiti, Elisa Sestito – assessore Comune di Girifalco, Salvatore Bullotta - componente Assemblea Regionale PD, Immacolata Vincenza De Nisi - componente Assemblea Regionale PD, Arianna Luppino - componente Assemblea Regionale PD, Antonio Sorrentino - componente Assemblea Regionale PD, Giuseppe Arena - componente Assemblea Regionale PD, Marco Gentile - segretario di circolo Pd Taverna, Giovanni Paone - segretario di circolo Pd Tiriolo, Giuseppe Lucente - capogruppo Pd Tiriolo e Leonardo Ferraiolo - segretario circolo Pd San Pietro a Maida.
“Il voto sulla Città di Catanzaro non indica soltanto una condizione di crisi di rappresentanza – sottolineano - non nuova peraltro del PD nelle Città, ma interpella anche una riflessione più generale su come il nostro partito debba necessariamente risintonizzarsi con i bisogni e le esigenze dei calabresi”.
Per gli esponenti del Pd Calabria “l’unità del partito, ribadita anche dall’assemblea regionale di Falerna dell’autunno 2015, non ha prodotto gli effetti sperati. Ci riferiamo soprattutto alla Federazione provinciale di Catanzaro, dove sarebbe stato dirimente il superamento della gestione parziale ed assai precaria del Partito a favore di una gestione plurale e unitaria, con la relativa formazione degli organismi dirigenti. La suddetta mancanza ha fatto registrare un’ insopportabile condizione di minorità politica, che ha determinato per plastica conseguenza sconfitte pesantissime, prima a Lamezia Terme ed oggi a Catanzaro. Si aggiunga a ciò una carenza delle condizioni politico e organizzative del partito in tutta la provincia divenuta ormai intollerabile.
Queste sconfitte sono il portato diretto di una gestione del PD arroccata, autoreferenziale e sempre auto assolutoria, che ci ha fatto pagare a caro prezzo scelte improvvisate, come avvenuto a Lamezia Terme, o, come nel caso di Catanzaro, colpevolmente omesse”.
In attesa della convocazione degli organismi cittadini provvisori perché, nelle proprie sedi sia avviato l’ineludibile confronto interno, chiedono “la convocazione dei congressi nelle due Città per la costituzione degli organismi delle unioni cittadine, con la più ampia garanzia di una campagna adesione chiara e trasparente. Chiediamo inoltre, che la gestione della Federazione provinciale, il cui congresso è stato ufficialmente indetto in queste ore, venga affidata immediatamente al gruppo dirigente naturale per favorire un’azione congressuale che consenta, finalmente a tutto il PD di esprimersi e di poter riprendere il cammino, anche in vista della decisiva campagna elettorale della prossima primavera. Il tempo è breve e non servono più dilazioni temporali e colpevoli omissioni. A tal fine abbiamo deciso di convocare nei prossimi giorni una grande assemblea provinciale aperta a tutti, per avviare il giusto confronto tra gli iscritti e i simpatizzanti di tutta la provincia”.
“Abbiamo per la parte che ci riguarda, difeso ciò che poteva essere difendibile offrendo, anche in questa difficile fase elettorale, un supplemento di generosità ulteriore – concludono - che non può più essere scambiato per arrendevolezza o tatticismo di comodo. Anche per questo chiameremo presto a raccolta, con una serie di iniziative su tutto il territorio provinciale, tutti coloro i quali non hanno smarrito la passione per la politica, il senso dell’impegno collettivo e il necessario ed indispensabile collegamento con i territori e i loro bisogni”.
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