Salta al contenuto principale

m5S_1.jpg

Lamezia Terme - Si presentano con attrezzature e mezzi propri, garantiti “grazie alla collaborazione dei cittadini di Lamezia Terme”, i candidati locali del Movimento 5stelle, che presentano le proprie liste senza l’appoggio logistico del Comune: “l’ultima esperienza di lotta fuori dalle istituzioni”, secondo le speranze di Bianca Laura Granato, insegnante - partigiana della scuola, candidata al collegio plurinominale del Senato, che snocciola un discorso incentrato non solo sui temi dell’istruzione a lei vicini, ma anche su quelli dell’ambiente e del welfare, per poi confessare di aver scelto la strada della politica per onestà nei confronti dei propri studenti: “Non me la sono sentita di ingannarli – dichiara infatti – rendendomi complice di un sistema sbagliato, in cui tocca o fare torto o subirlo. Noi quel sistema vogliamo cambiarlo”.

Un pensiero particolare per i giovani anche da parte di Silvia Vono, candidata nella lista uninominale al Senato, che condanna una “politica regionale “fatta di mancette”, che mantiene i disoccupati in uno stato di perenne precariato”.

A fare le veci di padrone di casa l’avvocato Giuseppe D’Ippolito, candidato alla lista uninominale alla Camera, che dopo aver messo in evidenza il “dovere etico” di presentare candidati provenienti dai territori di nomina, denuncia “l’anomala e sospetta migrazione” di candidati appartenenti ad altri schieramenti verso zone diverse della nazione o della regione, dovuta a ragioni di ormai “scarsa credibilità”.

m5s2-02182018-091604.jpg

A seguire un lungo excursus sui problemi del territorio, in primis delle zone degradate di Ciampa di Cavallo e di San Pietro Lametino, e la necessità impellente per la città di avere qualcuno disposto “a battere i pugni nelle stanze del potere”, qualcuno che attualmente proprio non c’è, “né al comune, né alla provincia, né alla Regione”.

Suonano straordinariamente attuali nelle sue parole le questioni dei rifiuti, della sanità, dell’acqua, ma anche i problemi della Sacal e quant’altro alimenterebbe la teoria di un “complotto ai danni di Lamezia”, teso a spogliarla di tutte le sue migliori ricchezze e opportunità. Quanto allo scioglimento D’Ippolito ci tiene a precisare che ci sono delle responsabilità precise: “La città non è tutta malata – dichiara infatti, - è malata la politica che l’ha amministrata”.

Quanto all’ospedale, chiude invitando i presenti al sit-in organizzato dal Comitato per la sanità Lametina giorno 22 febbraio, al quale lui stesso però non parteciperà per non dare adito a commenti che ricondurrebbero la sua presenza a finalità elettorali.

Di peso politico gli interventi di Paolo Parentela e Dalila Nesci. Quest’ultima, in particolare, commenta che paradossalmente, proprio a causa dei pochi “che non ce l’hanno fatta”, ora tutta Italia parla delle detrazioni volontarie che i parlamentari pentastellati si autoimpongono – lei, ad esempio, si sarebbe deprivata in un anno di 142.000 euro. “Servono a finanziare un fondo le piccole e medie imprese: grazie a noi finora ne sono nate 7.000”.

Giulia De Sensi

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.