
Palermo - "L'obiettivo non è mettere la prima pietra del ponte entro 4 anni, ma entro due anni. Se c'è qualche professionista del no, io vado dritto. Chi dice no, dice no al lavoro, al futuro, all'innovazione, a un'opera di ingegno italiano e non solo italiano. Conto di terminare il mio mandato con i lavori in buona fase di avanzamento". Lo ha detto il ministro alla Infrastrutture, Matteo Salvini, videocollegato con Palermo, al convegno "Noi e il Mediterraneo".
Alla domanda: per il Ponte sullo Stretto servirà una legge speciale o sarà sufficiente il nuoco Codice degli appalti?, risponde: "Ci stiamo ragionando, c'è un dibattito in corso tra gli esperti. C’è chi dice che serve un 'modello Genova', mentre altri sostengono che sia sufficiente l’attuale normativa. A me interessa partire con un progetto inattaccabile, ma deve essere un'opera che nei secoli dimostrerà l'ingegno e la bravura italiana”.
"Sarà straordinario acceleratore opere"
"Il ponte non è dello Stretto, non è della Sicilia o della Calabria, ma serve a garantire il collegamento stabile tra Sicilia e Berlino. Il commissario europeo ha detto 'andate avanti, se c'è un progetto valido noi ci siamo'... alla faccia dei tanti gufi". Ha affermato il ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini. "Venerdì - ha aggiunto - sono andato a visitare gli uffici che sono sopra la stazione Termini e che ospiteranno decine e decine di ragazze e ragazzi che lavoreranno a questo progetto. In questa Manovra economica riportiamo in vita la società Stretto di Messina e nelle prime settimane del 2023 lavoreremo sul Piano economico-finanziario. Venerdì mattina ci sarà la sesta riunione operativa con tecnici, ingegneri, strutturisti. Lo faremo perchè alla Sicilia costa di più non avere il ponte che non averlo, anche dal punto di vista ambientale. E sarà uno straordinario acceleratore di opere pubbliche".
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