
Gizzeria – “Proteggere il progetto dell'Alta velocità in Calabria, a maggior ragione, alla luce della discussione che si è aperta sul Ponte sullo Stretto perché noi non possimo mica immaginare che i calabresi vadano sul ponte con il cavallo. Sul ponte ci si deve arrivare con l'alta velocità”. Lo ha affermato l'ex ministro alle infrastrutture del governo Conte 2, Paola De Micheli a margine di una conferenza stampa convocata in un hotel di Gizzeria per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture calabresi con l'obiettivo di rilanciare il progetto originario del Ponte elaborato quando il Pd era al governo.
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“Da ministra – ha ricostruito De Micheli - avevo inseditato la commissione Catalano che aveva depositato alla commissione trasporti di Camera e Senato una relazione approfondita che dice una cosa molto chiara: un attraversamento stabile dello Stretto è necessario prima di tutto per le due regioni che collegherebbe ma la cosa importante della relazione è che afferma che il Ponte è necessario per l'Italia e rappresenta la ragione per quale abbiamo convinto gli italiani e la maggioranza di allora e poi il governo Draghi ad andare avanti con lo studio di fattibilità. Quella infrastruttura serve a rendere Calabria e Sicilia hub del mediterraneo dove con il raddoppio di Suez passeranno 950 miliardi di merci. Il mediterraneo è e rimane una delle aree più ricche del mondo ed avere la Calabria e la Sicilia nelle condizioni trasportistiche e portuali di poter interccettare merci e persone in una delle aree più ricche del mondo determina una ricaduta in termini di sviluppo per tutto il Paese”.
“Con il progetto di Salvini la realizzazione del Ponte è a rischio”
Il problema secondo l'ex ministra è che “con il decreto Salvini c'è il rischio che l'opera non si realizzi. Anzitutto perché ha rimesso in mezzo la società. Il ponte – ha rilevato De Micheli – è un'opera talmente importante che deve essere relalizzato dall'azienda pubblica che si occupa di infrastrutture ovvero il gruppo Ferrovie dello Stato che possiede la società di progettazione, ha la società che fa le ferrovie, ha la società che fa le strade e quindi il ponte non può essere affidato a una società che ha già dimostrato di non essere in grado, per questioni civilistiche e amministrativistiche”. Ma non è tutto. Per De Micheli il progetto sponsorizzato da Salvini "è insostenibile dal punto di vista ambientale: c'è da sbancare mezza Villa San Giovanni, si distrugge mezza Messina. La prossima settimana il decreto arriverà alla Camera e noi insisteremo con il ministro per fargli comprendere le nostre ragioni”.
L'ex ministra suona la sveglia al presidente Occhiuto: “Sia protagonista di una nuova stagione delle infrastrutture calabresi”
Paola De Micheli ha dedicato un passaggio della conferenza stampa al presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto invitandolo a non sottostare a diktat di partito. “Occhiuto si svegli – è stato il monito dell'ex ministra. Il ministro Salvini lo ha convocato solo dopo che il progetto era stato approvato. Il governatore deve essere protagonista delle nuova stagione che attende le infrastrutture calabresi senza farsi abbagliare dalle tentazioni di carrierismo politico”.
Si insedia Rigenerazione Democratica, “non si tratta dell'ennesima corrente”
Ad accogliere l'ex candidata alla segreteria nazionale del Pd erano presenti l'ex deputata e componente della direzione nazionale Enza Bruno Bossio, il segretario provinciale di Catanzaro, Domenico Giampà che ha portato i saluti del segretario regionale Nicola Irto, il presidente della federazione provinciale Michele Drosi e Teresa Esposito, responsabile donne del Pd Calabria. In platea, l'ex vicepresidente della Regione Nicola Adamo, la presidente dell'assemblea regionale e vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma e i dirigenti Mario Paraboschi e Lidia Vescio.
Nel pomeriggio sempre a Gizzeria si svolgerà una riunione per l'insediamento in Calabria della area politico-culturale, Rigenerazione Democratica, aperta alla partecipazione ed adesione non solo degli iscritti ma anche dei simpatizzanti e degli elettori del Pd. L' area politica, ‘Rigenerazione Democratica’, - tendono a chiarire gli ispiratori del progetto - non avrà la configurazione di una ulteriore corrente interna di partito, si pone l'ambizione di essere un movimento che sui temi dello sviluppo, della modernizzazione del Paese e della garanzia dei diritti primari agirà come soggetto attivo, oltre che nel Pd, nel campo delle forze progressiste con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di un nuovo centrosinistra”.
L'associazione è nata prima del Congresso per iniziativa di un gruppo di giovani che hanno sostenuto Nicola Zingaretti nel congresso 2019. Finita quella esperienza e terminato il governo Conte 2, l'ex ministra ha inteso rilanciarne il progetto e l'associazione è diventata la base operativa della mozione De Micheli. L'obiettivo principale del sodalizio - è stato spiegato - è quello di fare cultura politica: convegnistica, approfondimento e diffusione di idee per “spingere” il Pd su posizioni che l'ex ministra ha definito "moderne", al passo con i tempi. E allo scopo di selezionare la nuova classe dirigente secondo criteri competenziali. La profondità e la competenza secondo l'esponente del Pd devranno essere sempre alla base delle scelte. “Io non credo nella capacità della sinistra di rilanciare la propria azione se diventiamo quelli dell'instant politics twittarola, siamo lontani dalla politica degli slogan. La profondità ha sempre caratterizzato la nostra azione politica”.
Bruno Mirante
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