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Catanzaro - Il presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, ha incontrato a Palazzo di Vetro i consiglieri provinciali eletti alle elezioni di metà mandato dello scorso 18 dicembre. Abramo, infatti, resterà alla guida dell'ente intermedio fino alla prossima primavera quando scadrà il suo mandato da primo cittadino del capoluogo e conseguentemente decadrà da presidente della provincia. Nelle prossime settimane, il presidente sarà chiamato a distribuire le deleghe all'interno di un consesso nel quale, in conseguenza della legge Delrio, vige una impostazione collegiale che di fatto riduce ai minimi termini l'opposizione. Ancor di più, in una fase che vede la Provincia in forte sofferenza dal punto di vista economico e rispetto alla quale la priorità di tutti, secondo quanto è stato espresso nel corso dell'incontro, è quella di salvare l'ente dal dissesto.

Occhi puntati sulla vicepresidenza

Abramo, infatti, dovrà scegliere il proprio vice che, verosimilmente, sarà in seguito chiamato a traghettare l'ente fino all'elezione del nuovo presidente. Sollecitato dai cornisti sull'eventualità di riconoscere tale ruolo ad un esponente di area lametina Abramo ha fatto appello al manuale Cencelli: “Non credo sia una questione di aree territoriali, è sempre valsa la regola che il vicepresidente sia il consigliere provinciale più votato e anche in questa consiliatura non verremo meno agli accordi”. Numeri alla mano, il ruolo di vice Abramo dovrebbe essere ricoperto dal sindaco di Centrache e consigliere provinciale uscente Ferdinando Sinopoli di Coraggio Italia.

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“Una legge regionale per attribuire nuove deleghe alle province”

“Un augurio a tutti consiglieri provinciali che sono stati eletti” - ha affermato il presidente Abramo. Il centrodestra ha ottenuto un ottimo risultato ma quello provinciale è un consiglio con il quale ho sempre lavorato non considerando i colori politici, abbiamo sempre collaborato e sono sicuro che anche con i nuovi consiglieri procederemo sicuramente per portare avanti quelle che sono le istanze del territorio: Pnrr, finanziamento scuole e soprattutto una legge che prevede che la regione ci dia qualche delega (al momento le uniche materie delegate sono viabilità ed edilizia scolastica, ndr) che ci poterebbe far recuperare almeno i costi del personale ma soprattutto potremmo dare un contributo alla regione su alcune materie importanti come i fiumi e i bacini che a mio parere devono tornare ad essere di pertinenza della Provincia. Su questo, ha rilevato Abramo, c'è stata un'apertura da parte del presidente Occhiuto, c'è una proposta di legge che abbiamo presentato come Upi (Unione Province Italiane, ndr) e un dossier con il quale abbiamo dimostrato che altre regioni avevano già in passato delegato diverse funzioni alle province, alcune regioni hanno delegato a metà, la Calabria non ha delegato assolutamente nulla e questo può servire alla Regione Calabria per approvare subito una legge regionale che possa dare soddisfazione al ruolo delle province perché il governo non ha ancora deciso cosa fare”. Secondo Abramo, dunque, è prioritario tornare all'elezione diretta del Consiglio provinciale perché - ha spiegato - “io sono contrario all'idea che un sindaco debba avere doppio incarico”.

Bruno Mirante

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