
Catanzaro - La condizione di pre dissesto che sta interessando l'amministrazione provinciale di Catanzaro è stata affrontata dal viceministro per l'Economia Laura Castelli che, in videoconferenza, ha incontrato il presidente Sergio Abramo per conoscere da vicino le cause di una crisi finanziaria che sta mettendo a rischio il pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti. Alla riunione hanno partecipato anche le rappresentanze sindacali, il sottosegretario di Stato al Sud, Dalila Nesci, e il professor Francesco Delfino in rappresentanza dell'Unione Province Italiane. Ammontano a 42 milioni le spese fisse dell'ente intermedio a fronte di entrate che non vanno oltre i 30 milioni.
“Al viceministro abbiamo rappresentato quella che è stata la storia della provincia di Catanzaro – ha affermato il presidente Abramo. Ho tenuto ha sottolineare – ha aggiunto - che da quando mi trovo alla guida dell'ente mi sono impegnato a risparmiare e a incassare maggiori tributi, la mia amministrazione non ha realizzato alcun intervento, né sono stati accesi dei mutui, ma la verità è che ci troviamo in una situazione che non ha precedenti nel senso che qualche errore è stato fatto da punto di vista tecnico nel non aver presentato una fotografia reale nel momento in cui sono subentrati i tagli previsti dalla legge Delrio e poi c'è stato il fenomeno dei derivati che ci ha creato non pochi problemi. Viviamo una situazione – ha evidenziato Abramo - che vede le spese fisse superare di gran lunga le entrate e se a ciò si unisce il debito pregresso accumulato dall'ente, il risultato è che non riusciamo a garantire gli stipendi dei dipendenti. Siamo riusciti a sbloccare i pagamenti per la mensilità di gennaio e stiamo lavorando con la Regione Calabria per acquisire un'anticipazione per cercare di risolvere il problema di febbraio ma in previsione la situazione non è rosea”. “Il viceministro – ha fatto sapere Abramo - ha detto che valuterà il Piano di riequilibrio finanziario approvato dal Consiglio provinciale e che vaglierà inoltre le proposte avanzate dall'Upi per gli enti in dissesto o pre dissesto”.
Bruno Mirante
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