
Catanzaro – C'è anche lo stadio Carlei di Lamezia Terme tra i beni alienabili inseriti dalla Provincia di Catanzaro nel piano di riequilibrio finanziario, approvato oggi nel corso di una seduta consiliare convocata d'urgenza dal presidente Sergio Abramo. Attraverso il piano di riequilibrio ( che qualora dovesse essere accolto dal Governo cristallizzerebbe la situazione di pre-dissesto vissuta dalla Provincia) il debito può essere, infatti, ripianato in un arco temporale massimo di 20 anni. L'azione di risanamento finanziario proposta dalla burocrazia di Palazzo di Vetro, è stata illustrata dal dirigente del settore ragioneria Salvatore Saraceno e prevede sia azioni volte a ridurre le spese, specie quelle correnti, nonché azioni volte ad aumentare le entrate allo scopo di abbattere la quota di disavanzo che si è creato nel tempo. Un disavanzo che, come ha spiegato Saraceno, nel 2021 è passato da 37 milioni di euro a oltre 44. Dalle ipotesi e dalle previsioni elaborate dai tecnici, l'ente potrebbe uscire dal guado circa cinque anni prima rispetto alla data ultima entro la quale l'ente deve essere risanato, ovvero il 2040. Il piano contiene inoltre la richiesta di accesso al fondo di rotazione “che ci dovrebbe consentire di avere un po' di liquidità per estinguere vecchi debiti e andare avanti con il pagamento delle spese di personale e di gestione” - ha spiegato il dirigente.
Strutture sportive alienabili
Nel piano viene ipotizzata l'alienazione di alcuni beni di proprietà provinciale e segnatamente le strutture sportive come il Centro sportivo Poligiovino di Catanzaro, quotato 1 milione di euro, lo stadio Carlei di Lamezia Terme, quotato 800mila euro e il centro sportivo Cassiodoro di Squillace, quotato oltre 900mila euro. Diversi dubbi sono stati espressi a riguardo, con accenti diversi, dai consiglieri di entrambi gli schieramenti anche da parte di coloro i quali hanno votato favorevolmente la pratica, come il sindaco di Feroleto Fazio. Mentre non saranno alienate le opere d'arte detenute dall'ente. Nei giorni scorsi era arrivata la rassicurazione del consigliere Paolo Mattia, delegato del presidente alle politiche culturali, il quale, intervenendo in aula ha inteso ringraziare i colleghi di entrambi gli schieramenti per la sensibilità dimostrata a tutela del patrimonio artistico della provincia.
Quote Sacal, l'ipotesi di cessione a un consorzio di comuni
Soffermandosi con i cronisti a margine della seduta dell'assise, il presidente Abramo ha affrontato la questione Sacal. “La legge sugli enti locali – ha affermato - prevede le dismissione delle quote societarie detenute da comuni e province ma una consuetudine consolidata in questi anni ha visto gli enti locali assumersi la responsabilità di definire strategiche tali quote per scongiurarne la cessione. Ma nel momento in cui un ente come la Provincia di Catanzaro è in pre-dissesto – ha rilevato Abramo - è automatico procedere verso la dismissione. Quello che posso affermare con certezza è che noi non venderemo mai le quote a un privato, c'è l'interessamento della Regione Calabria e della Città metropolitana di Reggio Calabria ma al vaglio vi è anche un'altra ipotesi: quella di costituire un consorzio di 40-50 comuni sui quali spalmare la quota del 4% detenuta dalla Provincia di Catanzaro”.
Bruno Mirante
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