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Lamezia Terme – “La fase congressuale dei democratici si sta svolgendo in un virtuoso confronto sulla base delle opzioni politico-programmatiche dei tre candidati a Segretario Nazionale (Andrea Orlando, Michele Emiliano e Matteo Renzi). Nessun altro partito riesce a far vivere questo momento di confronto come esempio di democrazia partecipata dove al centro del dibattito è in discussione il ruolo del partito, la sua funzione, la sua organizzazione, la leadership e la prospettiva politica”. Ad affermarlo è Giovanni Puccio, Responsabile Organizzazione Regionale Pd, che aggiunge: “Il confronto può essere vivace, in alcuni momenti anche aspro ma non deve mai cedere all’interesse di parte scivolando su polemiche sterili che vanno oltre il limite della normale dialettica per scadere in tentativi di manipolare la realtà pensando di avere dei vantaggi.  Io penso che questo atteggiamento sia sbagliato, contraddittorio e non utile a nessuno. L'assunzione di responsabilità, in questi casi, diventa la prima regola per tutti”.

“Le norme congressuali non impediscono ai Segretari di candidarsi, - precisa - prevedono delle incompatibilità che possono essere rimosse all'atto dell'accettazione della candidatura. Ora appare abbastanza sorprendente che da parte dell'area che fa riferimento alla mozione Orlando si metta in discussione una scelta del tutto legittima della candidatura di alcuni Segretari. Non penso che queste dinamiche - sottolinea - favoriscano  una ripresa di credibilità della politica proprio anche in ragione delle tesi sostenute da Andrea Orlando nella sua mozione. Penso invece, che di fronte alle drammatiche questioni sociali e per risanare la politica dai rancori che ne riducono la credibilità, sarebbe necessario un più serrato confronto sulle scelte e le iniziative di governo a tutti i livelli per costruire una politica che parli al futuro della nostra terra e delle giovani generazioni”. “Ne ricaverebbe vantaggio non solo la nostra funzione politica ma anche lo stimolo a rendere visibile il rapporto tra il congresso del PD che non rappresenta solo una conta dei poteri – aggiunge - ma la definizione di una soggettività politica plurale che costruisce il futuro della democrazia italiana ed europea in un mondo che rischia di andare nella direzione di vecchie conflittualità che mettono a repentaglio la sicurezza e la vita del pianeta”. 

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