
Lamezia Terme - Italo Reale interviene sulla vicenda dell’Area centrale della Calabria tra chi è a favore e chi, invece, ancora no. Reale punta l’attenzione sulle criticità della fascia tra Ionio e Tirreno, il punto più stretto d’Italia, che, ricorda: “ha perso 25 mila abitanti negli ultimi anni e, ovviamente, ad andarsene, sono stati i giovani ed i più preparati. Un impoverimento di risorse umane terribile e non è necessario “uno scienziato” per capirne le cause. Poco lavoro e non qualificato, servizi, come sanità, trasporti e servizi sociali in profonda crisi e quindi, solo la testarda caparbietà dei Calabresi può convincere qualcuno a rimanere dove è nato”.
Eppure, sostiene Reale “in questi pochi chilometri quadrati è stata realizzata un’università con un polo medico di eccellenza, sono ubicati atri 4 ospedali, vi è il nodo di trasporti tra i più importanti del mezzogiorno ed è bagnato da due mari (molto diversi), da una montagna di tutto rispetto e da vestigia storiche importanti. Perché non riusciamo a trasformare queste risorse incredibili in “oro”?. La risposta è complessa ma sostanzialmente si può individuare nella difficoltà a metter in rete queste positività e ciò per l’incapacità della classe politica che non è capace di guardare oltre il proprio naso. Se tre politici diversissimi tra loro come Italo Reale, Pierino Amato e Mario Tassone oggi chiamano tutti a una riflessione è perché non c’è più tempo da perdere e forse dovremmo già piangere le opportunità perse con il PNRR”.
Reale precisa: “voglio essere ancora più chiaro, non pensiamo ad una conurbazione forzata (il fallimento della città Metropolitana di Reggio Calabria è sotto gli occhi di tutti) ma ad una serie di progetti che stiano in un unico disegno che sappia sfruttare la scala più grande rappresentata dall’intero istmo ed i punti di forza sopra indicati per realizzare servizi efficienti e soddisfacenti, iniziando dalla sanità nonché tante occasioni di sviluppo e lavoro. Si tratta di una strada obbligata in quanto, lo stato comatoso di tutti i Comuni Calabresi, richiede una capacità di progettualità condivisa che consenta di lavorare e raggiungere risultati, con il poco ancora a disposizione. Tutte le Associazioni Professionali, l’Istituto Nazionale di Urbanistica e Singoli professionisti e Docenti Universitari, hanno compreso la sfida di cui stiamo parlando e si sono resi disponibili per discutere su come costruire un progetto economico che parta dalla qualità dei servizi alla persona, delle risorse ambientali e dalla facilità di movimento per costruire uno schema di sviluppo che sia anche al servizio di tutta la Calabria. Questo è il quadro, e non serve richiamare vecchi torti perché la potenzialità dell’Area centrale della Calabria è espressa dal riconoscimento del Quadro di Coordinamento territoriale, dalla delibera (noi i primi e non se ne vedono altri) della Giunta Regionale e dalla presenza importante del Vicepresidente della Giunta Regionale, Filippo Mancuso, alla grande e bella riunione dell’8 giugno. Quindi, se si lavora insieme con serietà, i risultati si vedono”.
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