
Catanzaro – Una proposta di legge regionale, che potrebbe arrivare all'esame del Consiglio già nella seduta in programma lunedì prossimo, ha generato un vespaio di polemiche. La proposta reca la firma di cinque capigruppo di maggioranza, Giacomo Crinò (Forza Azzurri), Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), Francesco De Nisi (Coraggio Italia-Italia al Centro), Giuseppe Graziano (Udc) e Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), si compone di tre articoli, e riporta alla luce la figura del “Consigliere supplente”. Il testo di legge introduce infatti l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di assessore regionale stabilendo le procedure per la sospensione dalla carica di consigliere dopo la designazione in Giunta e la relativa sostituzione temporanea con il cosiddetto “consigliere supplente”. In sostanza, si stabilisce che quando il consigliere sostituito cessa dalla carica di assessore, il Consiglio regionale dispone la revoca della supplenza e il reintegro dello stesso nella carica elettiva. Da un punto di vista squisitamente politico il via libera al testo da parte del Consiglio regionale consentirebbe al centrodestra di chiudere la pratica del rimpasto di giunta – i cui tempi si stanno dilatando ben oltre le previsioni del presidente Occhiuto – perché di fatto aumenterebbe le postazioni a cui ambiscono i partiti di maggioranza.
Pd: “Proposta fuori dalla realtà”
Per il gruppo consiliare del Partito democratico si tratta di una proposta “fuori dalla realtà”, che era già stata impugnata dal governo nazionale per diversi profili di incostituzionalità al momento della sua proposta, nel 2014. “Una proposta – si legge in una nota – che vuole tornare al passato dopo i tanti sforzi fatti per ridurre la spesa pubblica per il funzionamento di palazzo Campanella. Il momento in cui viene depositata, inoltre, proprio alla vigilia di un rimpasto di giunta a seguito delle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, indica chiaramente la volontà precisa del centrodestra di aumentare le poltrone disponibile e concedere l’ingresso ai primi dei non eletti delle varie liste. Una mossa che potrà servire anche a puntellare gli equilibri tra i partiti che sostengono il governo Occhiuto, ma che difficilmente potrà essere spiegata ai calabresi che attendono, invece, risposte sul caro bollette, sulla crisi economica in atto e sulla tutela dei propri più elementari diritti”.
Insorge il Movimento 5 Stelle
Sulla questione sono intervenuti i consiglieri regionali del M5S Davide Tavernise e Francesco Afflitto. “La proposta di legge regionale - scrivono in una nota - sottoscritta dai cinque capigruppo della maggioranza di centrodestra, con la quale di fatto si vuole aumentare le poltrone, mentre formalmente si vorrebbe introdurre una incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di assessore regionale presenta evidenti profili di illegittimità costituzionale. È una proposta tanto imbarazzante quanto aberrante, per il messaggio di sfiducia verso le istituzioni regionali che questa politica continua a mandare ai cittadini calabresi”. Parole di fuoco sono state espresse anche dalla parlamentare Vittoria Baldino. “Mentre i calabresi – scrive – continuano a fare i conti con malasanità, assenza di infrastrutture, spopolamento e carenza di lavoro e servizi, la giunta Occhiuto e la maggioranza di centrodestra pensano ad approvare una proposta di legge che garantisce incarichi e poltrone”.
Doppia poltrona, Bruni: "Proposta di legge vergognosa"
“La proposta di legge presentata dai cinque capigruppo della maggioranza in Consiglio Regionale è vergognosa. Siamo in una Regione dove non si riesce mai a trovare la strada per risolvere i problemi perché mancano mezzi e risorse ma se bisogna elargire fondi, reperire risorse per raddoppiare le poltrone e gli incarichi, ci si inventa le cose più assurde. La “trovata” dell’incompatibilità tra consigliere regionale e assessore è indegna dal punto di vista morale ma soprattutto è incostituzionale. Infatti, nel nostro ordinamento non esiste la figura del consigliere supplente e soltanto le menti fantasiose di chi si fa di tutto pur di sperperare denaro pubblico, potevano pensare una cosa simile. Inoltre, c’è da dire che se i capigruppo del centrodestra avessero studiato attentamente prima di presentare la proposta di legge avrebbero scoperto che la Corte Costituzionale si è già espressa nel merito con una sonora bocciatura attraverso l’Ordinanza N.238/2016 di una simile proposta voluta dall’allora Giunta Scopelliti. Come opposizione faremo la nostra parte perché questa proposta non solo non venga discussa ma semplicemente ritirata. Il meccanismo è semplice quanto perverso: se un consigliere regionale venisse chiamato in giunta da Occhiuto, perderebbe temporaneamente lo scranno consegnandolo al primo dei non eletti, mentre riavrebbe il posto in caso di fuoriuscita dalla giunta, insomma una legge ad personam per il Centrodestra che in questo modo vuole mettere tutti i suoi uomini in sicurezza. Dai primi conti fatti a spanne, il costo per i calabresi sarebbe di oltre 400mila euro all’anno, mentre si chiudono accordi, vedi quello sul 118, concedendo ai medici pochi spiccioli. Al di là del profilo assolutamente illegittimo dal punto di vista costituzionale, quello che più sconcerta è l’assoluta mancanza di rispetto per i cittadini su cui gravano tutte le scelte maldestre e inique di questa maggioranza. Se ritengono che per puntellare la giunta c’è bisogno di altri incentivi non possono far ricadere i costi sulla comunità calabrese che attende da tempo invece risposte su cose reali come la sanità, i posti di lavoro, le infrastrutture e aiuti concreti per il caro bollette”. Scrive in una nota Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale.
Bruno Mirante
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