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Catanzaro - Prosegue la battaglia del comitato "No Battaglina", che da tempo si prodiga perché l'autorizzazione della discarica in via di costruzione, che dovrebbe sorgere nel comune di San Floro, su un area di proprietà del Comune di Borgia, venga revocata. I componenti del comitato hanno tenuto una conferenza stampa a Catanzaro per ribadire e chiarire quali sono le volontà di "No Battaglina". "Siamo qui - ha detto Eugenio Occhini, portavoce del comitato - per sottolineare che il problema relativo alla discarica 'Battaglina', non riguarda solo i comuni territorialmente interessati, ma tutta la Calabria. La gente, anche con la manifestazione di Giovedì, chiede una cosa che non può essere equivocata o strumentalizzata da chicchessia. Su quel sito non deve essere realizzato nulla. Né discarica, né isola ecologica. La questione riguarda la salute delle popolazioni. Non è più possibile stuprare e saccheggiare in maniera impunita un territorio per convertirlo a scopi speculativi. Il comitato ha avuto dalla popolazione il mandato di impedire che l'impianto si realizzi. Cesseremo l'azione non solo quando sarà revocata l'autorizzazione alla società in questione, ma quando tutta l'area sarà bonificata".

Il comitato, ha anche inoltrato richiesta di riesame alla Regione Calabria perché riveda l'autorizzazione: "Nel 2009 la Regione ha autorizzato l'inizio dell'attività e noi - prosegue Occhini - vogliamo che questa venga revocata. Inoltre, abbiamo presentato istanza al Comune di Borgia perché revochi l'ordinanza che autorizza i lavori". Lavori che da sabato 4 gennaio sono stati sospesi a causa di un'ordinanza del sindaco di San Floro, Teresa Procopio. Per vigilare sulla situazione sono nati dei presidi spontanei e volontari fatti soprattutto di giovani del posto, che controllano il cantiere della discarica. Accanto alla richiesta di riesame e di revoca, poi, sarà presentata anche una istanza di sequestro preventivo dei luoghi, nell'attesa che inizi il ricorso che il comitato ha intenzione di presentare al Tar della Calabria. "E' in gioco - ha detto l'avvocato Salvatore Gullì - il tema della legalità nella nostra regione. Si parla di terreno gravato da diversi vincoli. Per questo il comitato ha chiesto di riesaminare e revocare il decreto d'approvazione. Per questo andremo avanti. C'è in gioco il futuro dei nostri figli, e adiremo tutte le sedi competenti, Tar, Tribunale penale e anche europeo".

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