
Roma - Quella che ha istituito l'Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie "è una legge straordinaria perché toccare i soldi dei clan significa colpire il cuore del potere mafioso, ma occorre dotare l'Agenzia degli strumenti necessari per gestore con modalità imprenditoriale i beni e le aziende sottratte". L’ha detto la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, intervenendo alla presentazione al Viminale del cortometraggio “Fiori dal cemento”, realizzato da un gruppo di giovani di San Damiano d'Asti sulla storia di Alberto Varone, imprenditore ucciso dalla camorra nel 1991 a Sessa Aurunca (Caserta). "La commissione Antimafia - ha assicurato Bindi - svolgerà anche funzioni di stimolo per l'elaborazione di politiche e leggi, come appunto sulla confisca dei beni". Secondo la presidente della commissione "serve anche un Albo degli amministratori dei beni confiscati".
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