
San Pietro a Maida – Il gruppo consiliare di minoranza “Alternativa Giovani” del comune di San Pietro a Maida in una nota manifesta la sua preoccupazione in merito alla situazione che si sta vivendo in merito a quella che definiscono “la malattia del nostro comune: i debiti”. Dal gruppo consiliare di minoranza sostengono che “per uscire da questa situazione che possiamo definire di fallimento economico dell’ente, le prospettive sono due: il dissesto o il piano di riequilibrio, il così detto pre-dissesto”.
Le conseguenze per i cittadini “sono pressoché identiche”, e, spiegano “la differenza è nei tempi di risanamento, e sono sicuramente più agevoli quelle del Dissesto che ci permette di risanare in 20 anni con oneri a carico dello stato. Le differenze sono solo per gli amministratori e i creditori. Il dissesto azzera ogni situazione pregressa, consentendo all’ente di ripartire da zero e con la possibilità di iniziare un percorso nuovo. Una delle differenze fondamentali tra dissesto e pre-dissesto è che il primo ha durata 5 anni mentre il secondo può arrivare a 10 anni, quindi a parità di sacrifici a cui sarà sottoposto il cittadino la durata sarà inferiore. Inoltre, il dissesto avrebbe conseguenze su quegli amministratori che sarebbero ritenuti responsabili, i quali non potranno per un periodo di 10 anni ricoprire cariche di assessore, revisore dei conti o di rappresentare enti pubblici. Risulta quindi evidente che l’istituto del pre-dissesto se da un lato ha le stesse identiche ricadute sociali ed economiche sul cittadino serve a tutelare i responsabili da eventuali ricadute sulla loro persona”.
“Lungi dall’affermare e sostenere che la colpa sia esclusivamente di questa amministrazione – concludono - ma certi del fatto piuttosto che le colpe sono da ricercare tra tutte le amministrazioni che negli anni si sono succedute e che con grande senso di irresponsabilità gestionale ed amministrativa hanno determinato lo stato delle cose. Le colpe sono da ricercare nel tempo, da chi per anni si è succeduto alla guida del paese sino all’ultimo periodo durante il quale il nostro ente ha subito il “colpo di grazia”. Le responsabilità effettive per giustizia e correttezza dovrebbero essere effettivamente accertate, per cui pubblicamente rivolgiamo un appello al Sindaco pro tempore di tirare fuori le “famose carte”, che come lo stesso ha più volte pubblicamente sostenuto accerterebbero delle responsabilità al limite del legale di chi lo ha preceduto. Pretendiamo che venga fatta chiarezza in nome dei cittadini, perché mai più possano essere alimentati dubbi e sospetti”.
“Certamente - aggiungono - non tolleriamo che passi il messaggio che la colpa è solo dei cittadini che non pagano le tasse”. “Il nostro appello - concludono da Alternativa Giovani - a chi sta facendo intraprendere questo percorso ai cittadini, è di valutare bene la scelta e soprattutto di valutare opportunamente la facoltà di riconoscere al comune la possibilità di azzerare tutto e rinascere a nuova vita attraverso il dissesto. Nessuno ha il diritto di negare alla comunità l’opportunità di azzerare e ripartire pagando comunque lo stesso prezzo. E’ giunto il momento di tirare le somme e di porre finalmente la comunità al centro delle intenzioni e degli interessi della politica. Infine ci rivolgiamo ai cittadini residenti ed a quelli che vivono all’estero, pagheremo sulla nostra pelle il peso di tutte le disfatte politiche del tempo, pagheremo gli inganni ed i favoritismi della politica, pagheremo noi ed in parte i nostri figli, per cui non commettiamo l’errore di rendere questo immenso sacrificio vano”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA