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Catanzaro - Il commissario ad acta per la sanità della Calabria, Saverio Cotticelli, ha presentato le sue dimissioni al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute, che inoltre precisano che il piano Covid-19 (art. 2 DL. 34/2020) per il potenziamento della rete ospedaliera di emergenza è stato adottato dalla struttura commissariale della regione Calabria il 18 giugno scorso, integrato il 3 luglio, approvato dal Ministero della Salute il 16 luglio e successivamente inviato al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, così come fatto nelle stesse settimane per tutte le altre Regioni. I termini e le procedure dei piani per aumentare la dotazione di terapie intensive sono gli stessi anche per le Regioni commissariate che li hanno adottati nei tempi previsti. Già nelle prossime ore è prevista la nomina del nuovo Commissario per la Calabria.

Cotticelli: "Firmato dimissioni stamane" 

"Ho firmato le dimissioni stamattina. Ho già fatto tutto, ho preceduto il premier Conte. Sono andato al ministero della Salute, dal ministro Speranza, e siccome era previsto pure il Mef, ho firmato anche lì". Lo ha detto all'Ansa Saverio Cotticelli, commissario ad Acta alla Sanità della Calabria dimissionario. Sul fatto che in Calabria manchi un piano Covid, Cotticelli evidenzia "che non è vero". "Farò delle dichiarazioni", conclude.

REAZIONI

Provenzano: "Commissario Calabria non può restare"

"L'attuale Commissario alla Sanità in Calabria non può restare al suo posto un minuto in più. Il Governo darà corso alla nuova nomina, sulla base del nuovo commissariamento deciso in CdM. La #ZonaRossa però è il frutto non di una decisione politica, ma di un RT elevatissimo e di gravi inadempienze nell'organizzazione regionale, nonostante le importanti risorse stanziate in questi mesi". Lo afferma, in un post su Facebook, il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. "Una sola cosa è certa. Tutto questo - prosegue Provenxzano - non può essere pagato dai cittadini calabresi. Con il decreto di stanotte arriveranno i primi importanti ristori per gli imprenditori, i lavoratori e i cittadini colpiti dalle restrizioni. Soprattutto, sul fronte sanitario vanno recuperati con tutta l'urgenza del caso i ritardi (storici e attuali) per tutelare i diritti dei calabresi. Basta polemiche. E ciascuno faccia fino in fondo la sua parte. È in gioco la vita e la dignità dei cittadini".

Sirianni (PD):  “È colpevole chi lo nomina e chi lo riconferma”

“L’intervista al Commissario calabrese della Sanità Cotticelli alla trasmissione Titolo V di Rai Tre, conferma lo stato paludoso in cui si trova la sanità calabrese e indigna tutti i calabresi onesti che quotidianamente, sia come utenti che come operatori hanno a che fare con la Sanità”. Per Antonio Sirianni, segretario PD Lamezia: “indigna, pensando alla prima intervista di Cotticelli che dichiarava: “dove c’è inefficienza  c’è il malaffare”; doveva aggiungere anche che l’incompetenza alimenta il malaffare. Indigna, pensando a quanti validi professionisti calabresi lasciano questa terra prestando la loro esperienza altrove, o altri che decidono di rimanere e operano con onestà e competenza e che non vengono mai valorizzati, importando questi ‘’campioni’’ solo in nome della legalità. Immagino quante dichiarazioni di soloni ci saranno nelle prossime ore, ma in questa vicenda non ci sono innocenti. È colpevole in primis Cotticelli che accetta un incarico del genere sapendo di essere un incompetente. È colpevole chi lo nomina e chi lo riconferma, soprattutto quella forza politica che della competenza ne ha fatto un ‘’cavallo di battaglia’’. È colpevole chi da dieci mesi governa questa regione e che in piena emergenza Covid ha pensato ad attaccare i provvedimenti del governo, come sta facendo nelle ultime ore, convocando in barba allo statuto regionale, un Consiglio Regionale ad hoc per impugnare il decreto sulla ‘zona rossa’. È altresì colpevole l’opposizione regionale perché non ha fatto fino in fondo il proprio lavoro. È colpevole il Ministero della Salute che non ha vigilato sull’operato del Commissario, ancora più colpevole se risponde al vero che abbia risposto alla richiesta di Cotticelli dopo quattro mesi. È opportuno che chi debba dare risposte e debba fare delle scelte, le faccia subito senza tentennamenti e mi auguro che questa ‘’squallida’’ vicenda sia da monito per l’immediato futuro, soprattutto per la mia parte politica; questa terra non ha bisogno di Commissari calati dall’alto per porre rimedio agli errori che la stessa politica compie, e soprattutto smettiamola di nominare prefetti, magistrati, generali e questori in pensione senza che abbiano  un minimo di competenza ma solo in nome della legalità,  valorizziamo quanto di meglio questa terra esprime”.

Furgiuele: "Ora Governo rifilerà un altro Cotticelli"

"Attenzione che di Cotticelli non ce n'è solo uno. Il governo nazionale ce ne sta per rifilare degli altri che ci dovremo tenere per almeno 3 anni. Ma la misura è ormai colma, la Calabria è stanca, e non accetterà più gestioni incompetenti. Inutile che oggi qualche improbabile difensore Dem in consiglio regionale, evidentemente in cerca di un posto al sole, attribuisca ad altri colpe che lui e i suoi compari hanno avuto per decenni". Lo afferma, in una nota, il deputato della Lega Domenico Furgiuele. "La Calabria è stufa - prosegue Furgiuele - di commissari che falliscono in tutti gli ambiti dove operino con il pieno sostegno di certe forze politiche. L'Italia tutta sta però capendo che il disastro sanitario in cui è precipitata la nostra terra in piena pandemia è figlio dell'esecutivo nazionale. Alla luce di tutto questo, la maggioranza che sostiene Conte e Speranza, invece di restituire ai calabresi dignità e diritto alla salute si appresta a varare un nuovo decreto Calabria con una nuova struttura commissariale che già si annuncia inadeguata al pari di quelle che l'hanno preceduta. Perché in una situazione del genere, non c'è bisogno di soloni o peggio di uomini soli al comando, ma di scelte politiche discusse, condivise, calibrate sulla conoscenza territoriale che che i prossimi 'scienziati' governativi non potranno avere prima di diverso tempo". "Questo governo - conclude il deputato della Lega - scherza con la salute dei calabresi, le forze politiche responsabili anche quelle che non si ritrovano necessariamente nell'area moderata di centro-destra a fare fronte comune per evitare nuovi Cotticelli".

Esposito (Fismu): "Sanità a chi ha competenze sanitarie e a chi conosce la regione"

"Una lunga gestione del Commissario sbagliata, dalle conseguenze gravi per la tenuta della sanità regionale in piena crisi per l’epidemia da Covid19". Questo il duro giudizio di Francesco Esposito segretario Nazionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu che valuta positivamente le dimissioni del Commissario Saverio Cotticelli: “Abbiamo perso mesi preziosi per preparare i nostri servizi sanitari sul territorio e ospedalieri all’ondata del Covid19 - sottolinea Esposito - ma non si è fatto nulla, si è scaricato tutto sui medici, sul loro enorme impegno professionale e sacrificio.La gestione del Commissario ‘venuto dalla capitale’ è stata sbagliata, anche nella fase precedente al Covid19 e anche nella neppure accennata modernizzazione della nostra organizzazione sanitaria”. “Ora ci rivolgiamo al ministro Speranza - conclude Esposito - basta con presunti tecnici, per la sanità della nostra regione serve competenza e conoscenza della realtà, si guardi ai molti professionisti e medici calabresi di grande esperienza. È importante dare un segnale positivo e di vero cambio, è urgente soprattuto in piena epidemia. Il ministro batta un colpo”. 

Gianturco: “Dimissioni Cotticelli non bastano. Indennizzare subito i calabresi”

"È vero, decenni di mala politica hanno distrutto il sistema sanitario calabrese ma, da ben 11 anni, ad occuparsene è il Governo nazionale attraverso commissari strapagati per risolvere problemi, gli stessi che dovevano realizzare il piano COVID-19 ma ignoravano di doverlo fare". Lo afferma Mimmo Gianturco consigliere comunale di Lamezia. "La verità è che siamo stati classificati zona rossa per incompetenza del governo e a farne le spese, come al solito, sono sempre e solo i cittadini. Le dimissioni del Generale Cotticelli non bastano, pretendiamo le dimissioni del Ministro alla Sanità Roberto Speranza il quale doveva vigilare sull’operato del Commissario ad acta ma, evidentemente, non lo ha fatto, nonché le pubbliche scuse del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte nei confronti dei calabresi e un intervento rapido nell’attuazione del Piano COVID-19 che ci permetta di uscire rapidamente dalla zona rossa. La situazione sta diventando, purtroppo, oggi giorno più complessa e serve un’accelerazione da parte del governo nazionale anche con gli indennizzi e i ristori a tutela delle attività economiche penalizzate, dei cittadini calabresi costretti in casa e degli enti locali che, a causa delle misure restrittive, stanno subendo anch’essi notevoli disagi. A misure di prevenzione speciali devono seguire misure economiche speciali".

De Biase: “Governo si esponga con una condanna forte a difesa della Calabria"

“Per dignità e orgoglio calabrese, come si può rimanere zitti, dopo quanto ha colpevolmente affermato il Commissario Straordinario Saverio Cotticelli, di fronte alle telecamere? Non si trattava di una intervista di una TV, con tutto il rispetto “di paese”, ma di una TV Nazional, vista dal Paese intero, “Titolo Quinto”, tanto seguita ed apprezzata.  Da qui sentire che non si era accorto che il Piano Covid era di sua compenza; che ha trovato un debito di centinaia di milioni; embè. Che per il rosso assegnato alla Calabria, non ne intuiva le motivazioni, è grave. Le dichiarazioni rilasciate, sono una stupefacente offesa per il popolo calabrese, dove, anche nell’occasione, bistrattato su un tema sanitario, che vede un commissariamento voluto dal governo centrale da un decennio, con il risultato di una sanità che non c’è, che emigra, che taglia una sanità territoriale essenziale, che aggiunge costi elevati, che taglia reparti e servizi, che foraggia commissariamenti inutili, dannosi, inconcludenti, e colpevolmente ingenui, anche in una intervista. Ma un Generale dell’Arma dei Carabinieri, è così preparato per gestire una sanità così complessa come quella Calabrese? Non è che un medico, a parte invertite, possa fare anche il Generale ?  A parte la inverosimile battuta, il risultato vissuto nella sanità, è semplicemente catastrofico. Insomma finanche nella pandemia, l’isolata Calabria è sempre ultima, non trova soluzioni, fino al punto che l’amata terra calabra, seppur con meno morti, è territorio pandemico di color rosso, paragonata alla Lombardia, fulcro di devastazione di un Covid che avanza. A tergo, dopo quanto accaduto, oltre ad immaginare le dimissioni del Generale Cotticelli, quale Commissario impotente e “inattuante del ruolo assegnato”, ritengo che nel suo ruolo, di rappresentante dell’Arma, abbia mostrato i suoi valori, ma da Commissario, si Lega ad una continuità, che nulla ha prodotto per la Calabria, se non “danni e brutte figure”. Il mio appello, da cittadino e da politico impegnato, è quello che oggi in Consiglio Regionale, si invochino le dimissioni di Cotticelli, e contestualmente il governo Cinque Stelle-Lega di ieri e il governo attuale, si espongano con una condanna forte a difesa della Calabria e a difesa dei Calabresi, ed in tal senso i Deputati della nostra terra a partite dall’On D’Ippolito e Furgiuele, urlino il loro dissenso a difesa di un territorio che li ha eletti e merita quindi, una posizione forte su una sanità morente”, conclude Salvatore De Biase già Presidente Consiglio Comunale Lamezia.

Salvini: "Cotticelli scandaloso come il governo"

"La scandalosa inadeguatezza del commissario Cotticelli dimostra la scandalosa inadeguatezza di tutto il governo, che l'aveva appena confermato alla guida della Sanità calabrese. I cittadini non meritano uomini come Arcuri e Cotticelli, ora sia la Calabria a riprendersi in mano la sua dignità e la sua Sanità''. Lo affrerma il leader della Lega Matteo Salvini.

Meloni: "Su Cotticellli ignobile scaricabarile governo"

"Sul commissario governativo alla Sanità della Calabria Cotticelli sta andando in scena uno spettacolo indecoroso e un ignobile scaricabarile. Oggi il presidente del Consiglio Conte si scandalizza per una nomina che lui stesso ha fatto nel dicembre 2018, insieme all'allora ministro M5S della Salute Grillo, e che ha confermato solo pochi giorni fa. Il M5S, partito della Grillo, prende le distanze, ringrazia Conte e dice che servono 'persone all'altezza' per gestire l'emergenza Covid. I grillini dimenticano però che la responsabilità è anche loro e che è stato un loro ministro a sottoscrivere la nomina di Cotticelli". Lo afferma Giorgia Meloni di Fdi. "Stiamo assistendo ad una scandalosa sceneggiata sulla pelle di due milioni di cittadini calabresi e della Calabria, che oggi per colpa del M5S e della sinistra non ha un piano Covid per affrontare la seconda ondata dell'epidemia. Questo disastro è l'ennesima conferma dell'inadeguatezza di questo Governo, che dall'inizio dell'emergenza naviga a vista e non ha la benché minima idea di come affrontarla. Conte e il suo governo chiedano scusa e si dimettano", conclude.

Federalberghi Calabria: “Basiti e sconvolti”

“Rimaniamo basiti e sconvolti dall’ascolto dell’intervista apparsa ieri su Rai Tre durante la trasmissione “Titolo Quinto” da parte del Commissario Cotticelli”. Affermano da Federalberghi Calabria che , aggiungono: “Il Generale disconosceva che era suo compito redigere e attuare il piano operativo Covid per la Regione Calabria; una comunicazione ministeriale di fine ottobre rimasta sulla scrivania e dallo stesso mai letta (in risposta ad un quesito posto solo a giugno – dopo 4 mesi - allo stesso ministero della sanità su chi dovesse predisporre ed attuare il piano) e consegnata da una persona dietro le quinte (Maria !!!) che gli consigliava, ad alta voce, di “andare preparato”. Abbiamo pertanto deciso di rivolgerci ai nostri legali della Federazione per attivare, laddove possibile, una Class Action oltre ad un'azione di responsabilità del Commissario che rappresenta lo Stato. La vicenda Covid ha ucciso un'economia turistica regionale (che ricordiamo era, solo fino a pochi giorni fa, considerata regione “verde” da parte dei mercati esteri – in primis la Germania) e, pertanto, non si può più rimanere inermi di fronte a dichiarazioni del genere che rappresentano la fotografia di un sistema sanitario regionale al collasso”.

Vono: "Frasi commissario Calabria fallimento sistema"

"Ancora una volta si grida alla cacciata del commissario attuale come fu fatto con Scura senza che nessuno richieda mai le responsabilità: è dalla stesura del primo decreto Calabria (che non ho condiviso) che lotto per questo. Non mi sorprendono le dichiarazioni del commissario alla sanità calabrese che dimostrano nei fatti un fallimento di questo sistema che, a parte rare eccezioni, è sempre stato determinato dalla 'moda politica del momento' senza valutare competenze e capacità di gestione e organizzazione in materia sanitaria necessarie a svolgere adeguatamente il ruolo assegnato". Cosi' la senatrice di Italia Viva, Silvia Vono. "Anche il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri - prosegue Vono - indica la nomina semplicemente di un 'commissario ad acta' senza definire qualifiche, competenze, responsabilità e adeguatezza del ruolo. Da sempre ho criticato le scelte e lavorato per far valere le potenzialità della sanità/salute calabrese mediando personalmente un sistema di comunicazioni tra commissariamento e Regione per ottenere risultati tangibili. È ora che i calabresi decidano con forza le sorti della sanità territoriale quale diritto fondamentale garantito dalla Costituzione". "Continuerò a discutere con il Governo - sostiene la parlamentare di Italia Viva - perché non venga mai abbassata la guardia nei confronti della Calabria. Se commissariamento deve essere, che il ruolo sia affidato ad un calabrese competente e qualificato, come tanti ce ne sono in Calabria, in Italia e nel mondo, per ristabilire gli equilibri dei servizi essenziali per i cittadini".

Ferro: "Da Commissario emerge pagina buia Calabria"

"Ci aspettiamo le immediate dimissioni del generale Cotticelli. Ciò che emerge dalla sua intervista rappresenta davvero una pagina buia della gestione della sanità calabrese". E' quanto ha affermato il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, intervenuta questa mattina nel corso della trasmissione Omnibus su La7. Nel corso della trasmissione condotta da Flavia Fratello, la parlamentare, riporta un comunicato, "ha contestato la decisione del governo di dichiarare la Calabria zona rossa, e ha rimarcato i ritardi e le gravi responsabilità del governo nella definizione del piano anticovid in Calabria. Elementi emersi anche da un'intervista, andata in onda nel corso della trasmissione di Rai Tre 'Titolo V', al commissario alla sanità Saverio Cotticelli, nominato dal ministro Grillo durante il primo governo Conte e confermato dal ministro Speranza". "Il governo - ha detto Ferro - aveva probabilmente la necessità di giustificare l'adozione del nuovo Decreto Calabria, con cui ha deciso di accentrare ancor di più la gestione della sanità calabrese, in maniera degna di un regime. I risultati disastrosi del commissariamento governativo sono sotto gli occhi di tutti. Altrettanto gravi sono le responsabilità del commissario Arcuri - ha aggiunto la parlamentare di FdI - che avrebbe dovuto attuare il piano covid di riordino della rete ospedaliera insieme ai commissari delle aziende. L'Italia intera ha ora ben chiare le responsabilità, che non abbiamo mai smesso di denunciare, sullo stato della sanità in Calabria".

Oliverio: "Combattuto contro muro interessi consolidati"

"Durante questi mesi mi sono imposto il silenzio. Anche di fronte ad evidenti e strumentali alterazioni della verità e dei fatti ho volutamente taciuto. La gravità della situazione mi induce ad intervenire. Come è noto in questi anni ho condotto una ostinata battaglia contro la piaga del commissariamento della Sanità". Lo afferma, in una dichiarazione, l'ex presidente della Regione Mario Oliverio. "L'ho fatto contro tutti i Governi nazionali, anche contro quelli del mio stesso partito e schieramento - prosegue Oliverio - che dal 2010 hanno mantenuto la Sanità calabrese in condizioni da Terzo Mondo. L'ho fatto opponendomi con tutte le mie energie al cosiddetto 'Decreto Calabria' che il Governo Lega/Cinque Stelle approvava in una seduta straordinaria, convocata in pompa magna a Reggio Calabria e che in realtà altro non era, così come è risultato, l'ultimo colpo mortale al già provato sistema sanitario calabrese. L'ho fatto, come mio dovere, per tutelare il diritto alla salute dei calabresi e per liberare la Calabria dalla condizione coloniale della disastrosa gestione di commissari mandati da Roma. Ho combattuto contro un muro di forze e di interessi consolidati che prosperano sulla pelle dei calabresi". "La drammatica esperienza di questi mesi con il Covid - sostiene ancora l'ex governatore calabrese - ha ancor più evidenziato ciò che prima veniva sottovalutato e distorto in modo strumentale ed interessato. A distanza di otto mesi dalla prima ondata è grave che non siano state utilizzate le risorse (86 mln di euro) destinate all'emergenza in Calabria per potenziare i servizi di terapia intensiva ed i servizi sanitari sui territori per far fronte alla nuova ondata di pandemia prevista ed annunciata dagli esperti con sufficiente anticipo. È anche questa la ragione che il Governo ha addotto per dichiarare la Calabria 'Zona Rossa' con gravi implicazioni per l'economia e per le attività produttive della regione. L'emergenza Covid avrebbe imposto e impone misure straordinarie da realizzare in tempi rapidi, per mettere le strutture ed il personale sanitario, a cui vanno il nostro pensiero e la nostra gratitudine, nelle condizioni di poter fronteggiare questa pandemia che sta assumendo anche in Calabria dimensioni e pervasività preoccupanti. Su questo oggi è necessario concentrare ogni sforzo ed energia. Bisogna agire per potenziare subito le strutture ospedaliere e sanitarie per far fronte ad una emergenza inedita che mette a rischio la vita delle persone e l'economia della Calabria".

Scarpelli (PRC Calabria): lettera aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza

“Egregio Ministro, l’intervista al commissario Cotticelli, molto sconcertante in sé ma prevedibile, in quanto forte sintesi di tutto il peggio immaginabile, dalla vergognosa superficialità con cui si procede alle nomine, all’assoluta mancanza di una cabina di regia tra il governo e il commissario, evidenzia in modo eclatante (cosa da noi sempre temuta e in tempi non sospetti denunciata) l’assoluta mancanza di volontà da parte dei governi nazionali, con il benestare dell’amministrazione regionale, non già di risolvere, ma neanche di affrontare l’annoso problema della sanità  in Calabria: soltanto una grande scena di teatro, con i personaggi trasversali al posto giusto, solo “per fare finta che” e lasciare tutto andare a rotoli, tra la rassegnazione “colpevole” di chi sta in basso e l’indifferenza più totale di chi sta in alto. Forse che la zona rossa, così tempestivamente  assegnata alla nostra regione, ha fatto finalmente saltare il coperchio? Noi di Rifondazione Comunista sapevamo quel che bolliva in pentola, tanto da gridarlo a chiare lettere, l’ultima volta davanti alla cittadella regionale nello scorso mese di giugno, richiedendo azioni forti e concrete, per essere pronti ad affrontare i nuovi scenari determinati dalla pandemia. Non si è fatto niente. Basta con la protervia! Adesso, cosa ci state preparando? Un altro Cotticelli che, “mutatis mutandis”, tra un paio d’anni dichiari che non sapeva cosa fare? Questa volta, noi Calabresi non vi concediamo l’alibi della scelta autonoma; se il commissario ci deve essere, che sia qualcuno che conosca  profondamente le difficoltà reali in cui versa la sanità calabrese e che, contemporaneamente, sia capace di avanzare proposte efficaci di soluzione. Una figura che, da decenni, si è caratterizzata – e si caratterizza- per la sua elevata preparazione in ambito sanitario, per il suo agire quotidiano e per  le sue indomite battaglie sempre dalla parte di chi soffre, è don Giacomo Panizza che io (con assoluto rispetto, da ateo) suggerisco, a nome del mio Partito, come commissario".

Rocca (Giovani Democratici Lamezia): "Appello su ritorno sanità allo Stato"

"La recente figuraccia di Cotticelli, andata in onda sulle principali tv e giornali sia locali che nazionali, mette in risalto - afferma Rocca Dario segretario Giovani Democratici Lamezia - quali sono le problematiche serie di questa terra e ha fatto muovere anche le coscienze di tanti giovani calabresi, che ora stanno chiedendo la verità e soprattutto chiedono il rispetto da parte di una classe politica incapace di governare la regione da anni. Una classe politica che ha sempre pensato a quale nomina e a quale spreco fare per arricchirsi, e oggi lo vediamo con la sanità, martoriata e distrutta da anni di sprechi, da anni di favoritismi verso strutture private o verso amici con nomine varie e con l’uso di un servizio fondamentale tipo la sanità come bancomat, col solo scopo di mantenere il potere ed essere rieletti il più possibile. Oggi tanti di questi politici incapaci hanno trovato in Cotticelli (quali inadeguatezza e incompetenza risultano comunque chiare) il capro espiatorio, un pretesto per giustificare 40 anni di sprechi, di regali, di ruberie e 10 anni di commissariamento inutili senza che nessuno abbia mai alzato un dito e fatto davvero qualcosa per la sanità . Possibile che i soliti della politica Calabrese, abbiano assistito all’apertura del vaso di pandora quasi come se ne fossero estranei? Possibile che tutti sono caduti dal pero facendo comunicati e accusando chiunque ma non loro stessi? Non mi pare cosa possibile o probabile e soprattutto non mi pare cosa che può passare facilmente sotto gli occhi della gente, perché nelle piazze della nostra regione c’è pieno di persone ormai stanche che hanno capito chi sono i colpevoli, arrivando a urlare nelle piazze “Fuori i Privati dalla Sanità, nemici della nostra terra”. Ecco perché secondo me la soluzione non è quella di un nuovo commissario, e lancio un appello: Dobbiamo fare ritornare la sanità calabrese (e in generale dalle regioni) in mano allo Stato, per evitare sprechi continui e prese in giro verso i cittadini, che meritano un servizio all’altezza ma soprattutto una classe politica degna che possa rappresentare davvero i bisogni dei cittadini calabresi. Purtroppo sappiamo tutti che è un processo lungo, visto che si tratta di modificare il Titolo V della costituzione, ma il ritorno della sanità allo stato e la diminuzione del ruolo del privato devono essere punti chiave di una discussione da affrontare se non all’istante, subito dopo la pandemia, perché le regioni, con l’esempio nostro e Lombardo sono assolutamente incapaci di farlo in modo corretto, soprattutto per i discorsi affrontati prima. Il Coronavirus ci ha insegnato che ciò che può dare una risposta rapida in tempi difficili come questi è una sanità Nazionale, Pubblica, Universale e Gratuita, ma soprattutto ci ha ricordato che le ingiustizie, come un’iniqua ripartizione dei fondi possono uccidere definitivamente la sanità in un territorio dove era già ferita profondamente".

Giannuzzi (Confartigianato Turismo Catanzaro): “Danno d’immagine alla nostra regione”

“Un’altra terribile pagina della storia della nostra regione è stata scritta ieri sera, nel programma televisivo “Non è L’Arena”, condotto da Massimo Giletti. Dopo la clamorosa intervista che è stata seguita dalle immediate dimissioni del generale Saverio Cotticelli dall’incarico di commissario ad acta della Sanità calabrese, quest’ultimo ha deciso di raccontare la sua verità durante un’ospitata che definire “imbarazzante” è dire poco. L’ex generale dell’Arma si è presentato in studio con un copione mal scritto che ha solo creato ulteriore sgomento e profonda rabbia nel nostro popolo. Ancora una volta la Calabria terra di nessuno, terra di improvvisazione, di incapacità e di approssimazione. È stato tanto criticato il video di Muccino per le bretelle e la coppola, ma ci rediamo conto di che messaggio è passato ieri sera? Di che terribile disegno della Calabria è stato tracciato in diretta nazionale? La Calabria terra di ‘ndrangheta, in cui sopravvivi solo se ti chiudi in clausura, una Calabria di cui aver paura. Ma ci rendiamo conto di che danno all’immagine è stato arrecato alla nostra regione? Le Calabria è esattamente uguale a tutte le altre regioni e, sì, anche qui abbiamo il malaffare, così come esiste nel resto del mondo. Ma è troppo facile usare la parola “mafia” per non ammettere le proprie negligenze, per lavarsi la coscienza e tentare di camuffare ciò che doveva essere fatto e invece è stato omesso. Abbiamo idea di che danno sia stato arrecato al nostro turismo, alle nostre imprese, alla nostra società e ai nostri giovani con quelle parole? L’ennesimo, del resto, che accompagna la beffa di chi continua a ridicolizzarci. Chi dobbiamo ringraziare? La lista è lunga e nessuno è esonerato! Ieri sera si è parlato di numeri, di costi ridotti, sì, ma sulle spalle di servizi sanitari portati al minimo. Perché tanto l’importante era conseguire i risultati, non garantire il diritto alla salute sancito peraltro dalla costituzione. Siamo “zona rossa” per l’incapacità di attuare un piano anti-Covid! Stiamo pagando le responsabilità di un sistema che si incarta su se stesso, non chiaro e incapace di connettersi tra i vari livelli amministrativi. Paghiamo ora e pagheremo ancora in futuro, viste le premesse. Ma la Calabria non è quella descritta ieri da Cotticelli, la Calabria è ben altro e ha bisogno di ben altro!  Ora basta essere considerati marginalmente e solo perché apparteniamo alla stessa cartina geografica del nostro Paese. Abbiamo urgente bisogno di interventi adesso, abbiamo bisogno di rialzarci, di responsabilità, efficienza, efficacia delle azioni, verità e trasparenza. Abbiamo bisogno di qualcuno che si batta con passione e con abnegazione per salvare la nostra terra!”. Lo sostiene Innocenza Giannuzzi Presidente Confartigianato Turismo Catanzaro.

Nuovo Cdu: “Risarcimento dei commissari ai calabresi”

“Di solito e purtroppo la Calabria risulta agli ultimi posti delle classifiche in tante situazioni. Vediamo se questa volta riusciamo ad essere la prima Regione che riesce a farsi risarcire i danni che tanti calabresi hanno dovuto subire in tanti anni di commissariamento della sanità calabrese. Questi commissariamenti non hanno portato nessun vantaggio, sia da un punto di vista di efficienza che di guadagno economico. In questi ultimi 11 anni solo tagli alla sanità, ma senza risultati positivi. Di chi è la colpa? In questi giorni, sicuramente uno dei colpevoli, Cotticelli, è stato individuato (anche per sua ammissione e conseguenti dimissioni) ma tanti altri, se solo guardassimo indietro, sarebbe facile scoprirli e individuarli. Sono anni che la politica romana nomina commissari nella sanità, quindi oltre agli stessi commissari che si sono avvicendati, anche chi li ha nominati ha la stessa colpa, ma anche i politici calabresi hanno colpe perché hanno dimostrato, in passato, di non saper gestire direttamente la sanità. Allora a questo punto, perché non si richiedono i danni (almeno economici) a questi colpevoli? I commissari vengono nominati in caso di difficoltà in un settore e questi dovrebbero avere le capacità per risolvere i problemi e non aumentarli. Se non ottengono risultati positivi, perché bisogna in ogni caso pagarli e con stipendi stratosferici? Se un finto medico esercita la professione (anche se in modo eccellente) senza avere i titoli, nel momento in cui viene scoperto, viene immediatamente allontanato, indagato e gli vengono sequestrati cautelativamente i beni ai fini di un risarcimento o di una restituzione per aver percepito, nel tempo, un compenso non dovuto e procurato danno alla collettività. La stessa cosa avviene ad un falso invalido, che percepisce una pensione, e ad un qualunque falso professionista che svolge un’attività e non ne ha i titoli e a tutte le “persone normali”. Pehé ai politici che sbagliano nella scelta e agli stessi commissari non si applica la stessa sanzione? I calabresi hanno già pagato abbastanza. Ora è arrivato il tempo di risarcirli. Lo dobbiamo almeno a tutti i morti e malati di covid-19 (perché il commissario, pur avendo tutti i mezzi, non è riuscito neanche a predisporre un piano anti covid ed i dovuti e previsti posti letto nelle terapie intensive e sub intensive o anche una semplice assistenza medica), ma lo dobbiamo anche alle tante vittime causate da negligenza e ritardi imputabili a tagli economici ed incompetenza dei commissari e politici. La scelta del commissario alla sanità (ma anche a tutti gli enti importanti come Alitalia, INAIL, ecc.) non può essere basata solo su scelte politiche e sulla scelta di persone di buona volontà e per bene, ma la scelta deve basarsi su professionalità e capacità specifiche. Gli ammalati e le vittime devono avere questi risarcimenti. Nei prossimi giorni valuteremo se esistono i presupposti e la possibilità di richiedere una Class Action (azione di gruppo) per ottenere la tutela dei diritti individuali dei calabresi in un unico procedimento. Inoltre valuteremo se è possibile applicare la stessa azione di risarcimento ai Dirigenti, “segretarie e uscieri” del settore sanitario perché, come ha dimostrato il servizio televisivo, “comandano” e hanno informazioni che neanche il Commissario ha. Il popolo calabrese ha diritto di avere e merita rispetto, non può attendere né deve pagare per gli errori commessi da altri”. È quanto dichiarano il coordinatore cittadino del Nuovo Cdu Giancarlo Muraca e il presidente Giuseppe Muraca.

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