
Catanzaro - Il sindaco vieta, con propria ordinanza, di praticare "attività ludico-sportive di qualsiasi genere", escluse le manifestazioni autorizzate, nelle "vie e piazze di tutto il territorio comunale che possano arrecare disturbo e molestie alle persone o cagionare danni al patrimonio pubblico e privato" e scoppiano le polemiche politiche e le critiche sui social. E' successo a Catanzaro dopo la decisione del sindaco Sergio Abramo (Fi) emessa dopo "varie sollecitazioni da parte di alcuni cittadini che hanno richiesto interventi a tutela della tranquillità nelle zone del centro abitato". Le violazioni all'ordinanza saranno punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro. Il circolo del Pd "Lauria" ha chiesto il ritiro dell'ordinanza ricorrendo all'ironia: "'Di ordine di monsignor illustrissimo, presidente di tutte le strade si proibisce a qualunque persona di gettare e far gettare in questo luogo immondezze di ogni sorte, sotto pena di scudi 10'. Succedeva a Roma il 15 giugno 1764. A Catanzaro - scrive il partito in una nota - due secoli e mezzo dopo, un'ordinanza del sindaco, 'presidente di tutte le strade', fa di più. La sanzione amministrativa, tenendo conto del cambio e dell'inflazione, passa da 10 scudi del 1764 ai 500 euro dei giorni nostri. Il messaggio, invece, è di un retrivo salto indietro nel tempo da parte di un sindaco che evidentemente firma atti senza alcuna cognizione di causa, senza interrogarsi sul valore delle proprie scelte. Cosa dobbiamo fare, sindaco Abramo? Giocare per strada è ufficialmente vietato, praticare sport in strutture pubbliche è ufficialmente impossibile (vedi chiusura di piscina, campi da tennis, condizioni di impraticabilità di diversi impianti), per cui oggi con inedita lungimiranza il sindaco ci propone di barricarci in casa e inchiodare i bambini catanzaresi al divano". Contro l'ordinanza si è schierato anche il Meetup.
"I bambini - rilevano i 5 stelle in una nota - hanno il diritto di giocare, il sindaco Abramo annulli in tempi rapidi la vergognosa delibera che impedisce loro di esercitare attività ludico/sportive in spazi pubblici. Vogliamo che i piccoli catanzaresi possano socializzare giocando per le vie della nostra città, che è già abbastanza triste e vuota a causa della gestione Abramo. Sarebbe diverso se ci fossero spazi pubblici polivalenti in ogni quartiere. Così non è ed appare emblematica la situazione in cui versa la palestra pubblica del quartiere Pontegrande. Per togliere i bambini dalle strade, non servono ordinanze, ma alternative credibili".
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