Lamezia Terme - La segretaria provinciale dell'Udc Felicia Villella interviene sul congresso del PPE tenutosi a Malta in questi giorni e che ha visto riuniti, in totale, cinquanta esponenti politici italiani, al fine di discutere sulla riorganizzazione dell’Area Popolare. "L’evento - prosegue la Villella - si denota di una particolare importanza, se si prende in considerazione l’attuale assetto politico europeo, da cui potrebbero dipendere le sorti di molti Stati Membri, anche alla luce di alcune scelte antieuropeistiche, tra cui la Brexit, ossia l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.
La ricorrenza Maltese, anche alla luce del Trattato firmato a Roma, nei giorni scorsi, fa emergere con chiarezza la volontà dell’Europa di adeguarsi alle moderne esigenze geopolitiche e quella dei leader europei di perseguirne l’idea e l’unità. Lo spirito del Congresso è quello di porre un freno ai tanto inutili, quanto pericolosi, populismi che, anziché parlare al cuore della gente, si insinuano nei loro problemi, cercando di trarne ingiusti profitti e speculazioni.
Un simile modo di fare, mal si confà al concetto moderno di crisi che attanaglia l’intero Stato Italiano e che allontana sempre di più la gente dalla politica, una politica di pancia e non risolutiva che svilisce i concetti stessi di tecnicismo e competenza. Proprio per questo, gli addetti ai lavori, in nome di una nuova e tanto agognata alleanza partitica dei moderati, hanno affrontato temi sociali, molto importanti, quali l’immigrazione, l’istituzione di un fondo per la disoccupazione, la difesa dell’euro, come unica forma monetaria europea, a garanzia dell’economia - per evitare quanto accade negli USA di Trump, con l’introduzione di dazi -, l’armonizzazione dei sistemi fiscali, nonché, sul versante di politica estera, l’apertura di una discussione sull’operato dei Socialisti europei, sempre più orientati a legarsi con la sinistra, che avvalora la voglia di un fronte comune di centro , forte e rinvigorito, che guarda al bene comune.
Scelte satisfattive, dunque, che non lasciano spazio ad alcuna forma di sciacallaggio e che, con coraggio, allontanano la politica sana del fare, da quella meramente populista, finalizzata alla sua stessa distruzione. Un forte segnale di ripresa dell’intera area di centro che deve far capire, alla gente, che questa qualificata unione di intenti è l’unica via per uscire da questo tunnel che l’intera politica sta attraversando e, alla classe dirigente, che la scelta del voto di protesta degli italiani porta con sé un malcelato rancore nei confronti di scelte politiche errate e populiste che hanno avuto l’obiettivo di rifocillare le tasche di pochi adepti a discapito dell’interesse di un intero popolo, lasciato sempre più solo e sfiduciato, dimostrando l’incapacità dei populisti, a governare. Quello che il nostro partito, l’UDC, sta facendo è dimostrare alla gente che la buona politica esiste ed è frutto di un percorso partitico ben delineato, perché solo all’interno di un partito si può e si deve formare la nuova classe politica dirigente. La buona politica non si urla nelle Piazze, ma si progetta, di concerto con le Istituzioni, dietro ai tavoli di lavoro, durante le riunioni, durante gli incontri e, soprattutto, dopo un serio percorso formativo, al fine di lavorare per il bene comune, guardando al futuro, con l’esperienza del passato e i frutti del presente.
Il peggior nemico da combattere sono i luoghi comuni, quelli che vengono portati avanti, solo grazie alla tecnica del “per sentito dire” , ma che, in realtà, sono ben lontani dalla realtà. Oggi, la politica, per rimediare alla malefatte e per riscattarsi, deve portare avanti progetti, cercare formule risolutive ai tanti problemi della società e unire le forze sul versante della politica estera, proprio come il Congresso Maltese del PPE ha dimostrato di voler fare, per farle confluire verso scelte orientate sull’unione di intenti - conclude - e così deve avvenire anche in Italia, con l’unione dei moderati".
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