
Catanzaro - Proseguono gli accertamenti della Sezione Operativa della Dia di Catanzaro sul patrimonio dell’imprenditore cosentino P.C., già colpito da provvedimento di sequestro emesso lo scorso 14 gennaio dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Cosenza, allo stato sottoposto alla detenzione domiciliare, perché definitivamente condannato a quattro anni ed otto mesi di reclusione per il reato di usura aggravata (art. 644 c.p., commi 1 e 5 n. 3 e n. 4) al termine dell’indagine convenzionalmente denominata “Twister”.
Questa volta a finire nel mirino degli uomini dell’antimafia del capoluogo, che stanno eseguendo un nuovo provvedimento di sequestro emesso il 26 febbraio dalla stessa Autorità Giudiziaria di Cosenza, sono state le quote societarie, stimate in un valore di circa 500.000 euro, di un Centro Clinico, con sede a Catanzaro, struttura sanitaria accreditata dal Servizio Sanitario calabrese, con circa 35 posti letto per pazienti affetti da patologie neuromuscolari. Nel corso dell’esecuzione del provvedimento di sequestro erano stati acquisiti elementi che confermavano la riconducibilità della struttura sanitaria proprio all’imprenditore, attraverso due società, entrambe con sede a Cosenza per le quali era stato disposto il sequestro del capitale sociale e dell’intero compendio aziendale. Gli approfondimenti della Dia catanzarese hanno consentito di ricostruire la “proprietà” della clinica sequestrata, individuandone la titolarità del 70% delle quote sociali in capo alla M. ed il restante 30% in capo alla R.. Oltre all’intero capitale sociale della clinica catanzarese, il cui sequestro costituisce un’integrazione della misura patrimoniale disposta nei confronti dell'uomo, è stata data formale estensione al provvedimento di gennaio su beni ricompresi, dagli uomini della Dia nella fase esecutiva, nel compendio delle società.
Nel dettaglio gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, in occasione dell’esecuzione del primo decreto, avevano riscontrato che taluni beni pur costituenti il “… compendio aziendale …” delle due citate società colpite, non vi risultavano espressamente compresi. La circostanza, prontamente rappresentata, ha indotto il Collegio della Prevenzione ad emettere in data 26 febbraio l’ulteriore provvedimento ove è stato disposto il sequestro, di quanto segue: 100% del capitale sociale del “CENTRO CLINICO”; 85% del capitale sociale della P. H. s.r.l., con sede in Cosenza e dedita all’assunzione e gestione di partecipazioni societarie, nonché al controllo di altre società. La stessa detiene la quota di maggioranza di altra società, editrice di un noto quotidiano calabrese; 49% del capitale sociale della V. L. s.r.l., con sede in Cetraro (CS), dedita alla gestione, manutenzione e ristrutturazione di immobili; tre rapporti finanziari; 9 autoveicoli. Le indagini patrimoniali che riguardano l’imprenditore C. e che hanno finora già consentito di sequestrare, ai sensi della normativa antimafia, beni, di un valore stimato in cento milioni di euro, sono state disposte dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, Arturo De Felice, che, a conclusione dei capillari e complessi accertamenti svolti dagli uomini della Sezione Operativa di Catanzaro, ha avanzato al Tribunale di Cosenza una proposta per l’adozione di misura patrimoniale nei confronti dell’imprenditore.
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