
Lamezia Terme - "La mobilitazione che in questi giorni sta attraversando la Calabria, la Sicilia, la Campania e altre aree del Mezzogiorno con trattori, camion e mezzi di lavoro in presidio lungo le arterie viarie e presso i nodi logistici non è una semplice fiammata di protesta di settore contro il caro carburanti o l'inflazione sui costi d'impresa. E’l'esplosione, periodica e drammatica, delle storture di un sistema economico e istituzionale che ha progressivamente impoverito il Sud Italia" è quanto si legge in una nota di Massimiliano Serrao Direttivo cittadino Azione.
"Vedere agricoltori e autotrasportatori costretti ad incrociare le braccia mette a nudo l'inadeguatezza di una risposta politica che si è quasi sempre limitata a tamponare le emergenze anziché risolverne le cause. Per anni si è parlato di decentramento, autonomie e federalismo. Tuttavia, l'Italia non ha mai attuato una vera ed equa devoluzione di risorse e competenze. Si è invece consolidato un inganno contabile e politico basato sul criterio della spesa storica: le Regioni con più servizi e infrastrutture hanno continuato a ricevere la quota principale delle risorse pubbliche, mentre i territori storicamente sprovvisti di interventi strutturali sono stati condannati a un trasferimento statale ridotto e insufficiente".
"Questa stortura ha prodotto tre conseguenze dirette che oggi gravano sui nostri produttori e trasportatori. La prima è il deficit infrastrutturale. Spostare merci dal Sud verso i mercati nazionali ed europei ha un costo logistico enormemente più alto a causa di connessioni ferroviarie, stradali e portuali incomplete. Quando sale il prezzo del carburante, le imprese del Sud entrano immediatamente fuori mercato. La seconda è l'assenza dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). Senza la definizione vincolante e il completo finanziamento dei LEP da parte dello Stato, i servizi minimi garantiti ai cittadini e al tessuto economico del Meridione continuano a rimanere sulla carta. Infine, l’ultima delle conseguenze è la risposta "a tamponamento". Gli interventi d'urgenza messi in campo a livello regionale (come gli stanziamenti straordinari attivati da alcune Giunte) costituiscono una boccata d'ossigeno, ma non modificano l'impianto strutturale. Il rischio è di prosciugare le casse locali senza aver scalfito la causa del divario".
"Dinanzi a tutto ciò è necessario un cambio di passo perché le Regioni e i Sindaci del Mezzogiorno non possono e non devono limitarsi a fare da spettatori o da semplici mediatori dell'esasperazione sociale. Occorre passare da una logica di scontro di pancia a una strategia negoziale rigorosa ed efficiente nei confronti dello Stato centrale. Come Azione, riteniamo che i governatori e i sindaci delle principali città e aree interne debbono coordinarsi attorno a un piano d'azione chiaro e pragmatico. E’ necessario creare un fronte comune dei Comuni e delle Regioni sui LEP ed i Sindaci e Presidenti di Regione devono sedersi ai tavoli istituzionali pretendendo che l'assegnazione delle risorse statali e la perequazione fiscale avvengano unicamente in base ai reali fabbisogni standard dei cittadini e delle imprese, accantonando definitivamente il criterio della spesa storica. Un altro passaggio fondamentale è la creazione di una fiscalità di svantaggio per la logistica e l'agricoltura del Sud".
"L'autotrasporto e la produzione agricola al Sud non sono settori accessori, ma l'ossatura della nostra economia. Le Regioni devono interfacciarsi con il Governo centrale per strutturare crediti d'imposta sul carburante e decontribuzioni mirate, compensando lo svantaggio geografico e la distanza dai mercati. Bisogna poi arrivare alla piena ed effettiva spesa dei fondi di coesione (senza sostituzioni). Le risorse comunitarie (PNRR e FSC) devono servire a creare infrastrutture durature (piattaforme logistiche, reti idriche per l'agricoltura, elettrificazione dei trasporti) e non possono essere impiegate dallo Stato per coprire la spesa ordinaria mancante. Infine, deve istituirsi un Tavolo Permanente Stato-Regioni del Sud per la Logistica e la Produttività aiutando i Sindaci dei comuni a vocazione agricola e industriale a formare una rete con la Regione per monitorare direttamente i costi della filiera e intervenire celermente, evitando che l'aumento dei costi alla stalla o al campo e il blocco dei trasporti mettano in ginocchio consumatori e lavoratori. La piazza esprime una sofferenza reale e legittima. Compito della buona politica e della forza riformista e di governo che rappresentiamo è quello di trasformare la rabbia in una proposta istituzionale credibile, per far si che la devoluzione non sia un alibi per abbandonare il Meridione, ma uno strumento d'autonomia responsabile e fondato su pari dignità e pari risorse per tutti i cittadini italiani".
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