
Lamezia Terme – E’ andata avanti per tutta la notte ed è ancora in corso l’attività di spegnimento del rogo nell’area industriale di Lamezia Terme scoppiato nella giornata di ieri. Stamattina il lavoro dei vigili del fuoco prosegue nella gestione dei roghi di pneumatici e nella messa in sicurezza della zona, dopo che per l’intera notte squadre dei vigili si sono alternate sul posto per le operazioni di smassamento del materiale combusto, raffreddamento dei focolai residui ed estinzione completa dell'incendio, interventi particolarmente complessi per la natura e la consistenza dei materiali coinvolti.
Il rogo è scoppiato nel primo pomeriggio di ieri, provocando un’imponente colonna di fumo nero tale da rendere l’intervento dell’Arpacal per il monitoraggio dell’aria e provocando preoccupazione soprattutto tra i residenti della zona sud della città. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine per fare luce sulle cause dell’incendio e in alcuni frangenti, per consentire gli interventi di spegnimento, è stato necessario chiudere al transito un tratto della Statale 18.
Reazioni
Carito (Pd): "Comprendere quali falle si siano aperte nei sistemi di allertamento locale"
"Le drammatiche immagini del vasto incendio che ha colpito l'area industriale di Lamezia Terme destano profonda e legittima preoccupazione nell'intera cittadinanza. Una densa e minacciosa nube di fumo nero, scaturita dal rogo di pneumatici, si è levata per ore a ridosso non solo dei centri abitati, ma anche di un'area vocata a importanti coltivazioni agricole, creando uno scenario di potenziale e grave pericolo per la salute pubblica, per l'ecosistema e per l'economia locale che non può lasciare indifferenti. Se da un lato è doveroso ringraziare i Vigili del Fuoco per il loro incessante lavoro di contenimento e spegnimento, e prendere atto degli interventi sulla viabilità e dell'avvio dei monitoraggi ambientali da parte dell'Arpacal, dall'altro emergono interrogativi urgenti sulla gestione dell'emergenza nei confronti della comunità e del territorio" così Francesco Carito Vicesegretario PD Lamezia Terme.
"Ci si chiede, infatti, come sia possibile che di fronte a una colonna di fumo di tale portata, con il rischio concreto di ricaduta di sostanze tossiche visibilmente incombente sulle case e sui campi coltivati, non sia scattata una tempestiva e capillare campagna di informazione. È lecito domandarsi perché l'amministrazione comunale, il Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria locale, l'assessore all'ambiente e la Protezione Civile non abbiano ritenuto necessario o urgente diramare comunicazioni immediate per suggerire ai residenti le più basilari misure di autoprotezione, come l'indicazione di rimanere in casa serrando porte e finestre".
"Di fronte a un evento così macroscopico, sorge spontaneo chiedersi se non sussistessero gli estremi per valutare un'evacuazione precauzionale delle abitazioni più esposte, o se quantomeno non fosse doveroso far sentire la presenza rassicurante e la guida delle istituzioni a chi si è trovato improvvisamente avvolto da un'aria potenzialmente irrespirabile. I protocolli di emergenza non dovrebbero prevedere la comunicazione tempestiva del rischio come primo e imprescindibile strumento di salvaguardia per i cittadini e per le produzioni agricole, gravemente esposte a potenziali contaminazioni?".
"Il silenzio informativo registrato in queste ore cruciali rappresenta una criticità su cui è necessario avviare una seria riflessione collettiva. Non si tratta di sollevare accuse strumentali in un momento di oggettiva difficoltà operativa, ma di comprendere quali falle si siano aperte nei sistemi di allertamento locale. I cittadini, così come gli agricoltori della zona, hanno il diritto fondamentale di sapere come comportarsi per tutelare la propria salute e il proprio lavoro durante emergenze di questa portata. Restiamo in attesa che vengano chiariti i motivi di questo vuoto comunicativo, auspicando che tale circostanza diventi l'occasione per una revisione e un potenziamento delle procedure di tutela e informazione per il futuro".
Partito della Rifondazione Comunista Lamezia: "La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull'altare del profitto, della negligenza e della mancanza di controlli"
"Ci risiamo L'Incendio al deposito di pneumatici nell’area ex Sir: un disastro annunciato. Ora basta silenzio dalle istituzioni, si faccia chiarezza sui rischi ambientali e per i lavoratori impegnati nell'area industriale. Già più volte in passato abbiamo definito l'area industriale lametina come Zona Franca. Perché di una vera e propria Zona Franca si tratta a causa di ripetuti incidenti che hanno provocato gravi danni all'ambiente e numerosi anche incidenti che hanno colpito lavoratori alcuni dei quali uccisi sul lavoro" è quanto si legge in una ota del Partito della Rifondazione Comunista Lamezia Terme.
"Il gravissimo incendio che ieri ha incenerito un ingente quantitativo di pneumatici rappresenta l’ennesima ferita inferta a un territorio già profondamente penalizzato e saturo di criticità ambientali. Davanti alla densa colonna di fumo nero che ha appestato l'aria e ha costretto persino alla temporanea chiusura della SS 18, non possiamo e non vogliamo più tacere. Siamo di fronte a un vero e proprio disastro annunciato. La vicenda, come le tante che l'hanno preceduta ci parla di una totale assenza di prevenzione e, probabilmente, ci dice che chi deve controllare non svolge fino in fondo il suo ruolo. Esprimiamo innanzitutto la nostra totale vicinanza ai cittadini delle aree limitrofe, che vivono ancora nell'incertezza e nel timore per la propria salute. Così come esprimiamo gratitudine ai numerosi Vigili del Fuoco che hanno lottato con forte impegno contro le fiamme. A loro esprimimiamo, inoltre, solidarietà per le condizioni di rischio ai quali sono costretti e che si potrebbero evitare con serie politiche di prevenzione".
"È inaccettabile che in un'area industriale strategica ma vulnerabile continuino a ripetersi episodi di tale portata senza che vi sia un monitoraggio preventivo stringente e rigoroso sulla sicurezza degli impianti ad iniziare da quelli di stoccaggio e riciclo. Come sappiamo la combustione di materiali plastici e pneumatici rilascia sostanze altamente tossiche come diossine e idrocarburi policiclici aromatici; per questo motivo, pretendiamo che l’Arpacal pubblichi immediatamente e in totale trasparenza i dati sul monitoraggio della qualità dell’aria e dei terreni circostanti. Non si tratta di fatalità e visto che da più parti si parla della presenza sul territorio di altri depositi stipati all'inverosimile di pneumatici chiediamo che immediatamente si verifichino questi siti. Chiediamo alla Magistratura e alle autorità competenti di fare immediata luce sulle cause del rogo e di verificare il pieno rispetto delle norme antincendio e di sicurezza all’interno dell'area industriale ma anche su altri impianti presenti sul territorio. I cittadini lametini esigono risposte immediate soprattutto dalla Regione e chiedono di sapere quali misure concrete si intendono adottare per mettere in sicurezza l'intera zona industriale. La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull'altare del profitto, della negligenza e della mancanza di controlli".
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