Salta al contenuto principale

ruperti.jpg

Lamezia Terme - L’operazione Andromeda punta i riflettori su una cosca, quella degli Iannazzo e Cannizzaro-Daponte, che, come detto dallo stesso capo della Squadra Mobile di Catanzaro Rodolfo Ruperti, “aveva visto crescere la propria forza perchè non era stata colpita da provvedimenti giudiziari”. Le volte che era stata colpita, tutto si era risolto con un nulla di fatto e, quindi, era riuscita a fortificarsi mentre le altre cosche, sia quella dei Giampà che quella dei Cerra-Torcasio-Guatlieri si erano progressivamente indebolite per via di altri omicidi e per gli arresti. Ora, però, anche questa cosca definita “imprenditoriale” e più “sfuggente” è stata sottoposta ad arresti ed indagini che lo stesso procuratore aggiunto Bombardieri ha detto: “è solo l’inizio”.

Probabile che, a seguito di un’ordinanza custodia cautelare come Andromeda, ne seguano poi altre conseguenti di natura patrimoniale. Tutto questo è stato possibile dopo anni d’ indagini, d’intercettazioni e anche grazie a dichiarazioni, nonostante le reticenze iniziali, di qualche imprenditore vessato. Ma non solo. Un importante contributo a tale operazione è stato dato dai collaboratori di giustizia. Non è una novità, considerato che anche durante il processo in corso a Lamezia, molti collaboratori hanno parlato in aula dei rapporti che avevano con la cosca Iannazzo. Non è una novità se, nel provvedimento si trovano nomi di collaboratori quali, in primis il boss Giuseppe Giampà, Angelo Torcasio, Battista Cosentino, Saverio Cappello, Rosario Cappello, Umberto Egidio Muraca, L.P.

Si tratta di appartenenti alla cosca Giampà e che hanno già contribuito, con le loro dichiarazioni, ad altre operazioni quali Medusa e Perseo. Altri collaboratori che hanno parlato dei Iannazzo e Cannizzaro Daponte sono stati Giovanni Governa e Francesco Michienzi che apparteneva al gruppo “Fruci-Anello” di Filadelfia. C’è però una novità sostanziale in questa operazione Andromeda, ovvero che a questi nomi di collaboratori vanno aggiunti anche quelli che, fino a qualche tempo fa, erano “organici” alla cosca dei Iannazzo e Cannizzaro-Daponte. Si tratta quindi di più “falle” nell’apparente granitica cosca che hanno permesso, anche con le loro propalazioni, di creare la breccia necessaria all’operazione Andromeda. Stiamo parlando di nuovi collaboratori, “nuovi” perchè sconosciuti fino a ieri alle cronache ma che hanno iniziato già da tempo il loro percorso di collaborazione. Si tratta di Matteo Vescio, uomo di fiducia di Pietro Iannazzo, e di Pietro Paolo Stranges, cognato di Giovanni Cannizzaro.  Nuovi collaboratori che hanno fatto una scelta e che sono, oltre a Pasqualino D’Elia, le cui dichiarazioni sono più volte menzionate nel provvedimento, i primi collaboratori nella cosca Iannazzo.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.