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Lamezia Terme - La Sezione D.I.A. di Catanzaro ha proceduto alla notifica delle ordinanze di custodia cautelare emesse a carico di:

  1. Z. N., 13/03/1974;
  2. CARUSO Antonello, 17/05/1970;
  3. PROVENZANO Alessandro, 13/05/1987;
  4. PROVENZANO Angelo, 24/03/1969;
  5. CAVALIERE Giuseppe, 26/11/1956;
  6. SCARDAMAGLIA Claudio, 07/02/1972 (arresti domiciliari);
  7. CAPARELLO Raffaele, 03/11/1949 (obbligo di dimora);
  8. JANNATE Nadia, 21/08/1973 (obbligo di dimora).

 

Nello specifico le attività investigative della D.I.A. di Catanzaro hanno portato ad accertare che il capocosca IANNAZZO Vincenzino dello “U Moretto”, tramite alcuni degli odierni indagati, che fungevano da prestanomi, gestiva direttamente due aziende lametine, la “TIRRENA COSTRUZIONI S.r.l.” e “CASCINA DELLE BONTA’ S.r.l.” determinandone, di fatto, le scelte aziendali pur non risultando, evidentemente, in alcun modo, tra i soci o gli amministratori, allo scopo di eludere la normativa in materia di misure di prevenzione.

Fra i soggetti in contatto con il capocosca Iannazzo Vincenzino emergeva anche la figura di CAPARELLO Raffaele, medico dell’A.S.L. in servizio presso l’aeroporto di Lamezia Terme, il quale si prestava, su richiesta di IANNAZZO Vincenzino, a redigere certificazioni mediche attestanti patologie non veritiere che venivano trasmesse all’INPS di Lamezia Terme, che erogava ad altra indagata, dipendente della società Tirrena Costruzione, le somme spettanti a titolo di indennità per malattia, al fine di ottenere indebitamente i benefici previsti dalle leggi sul lavoro.

Tra gli arrestati c'è anche l'imprenditore Claudio Scardamaglia, che opera nella distribuzione alimentare. Nel corso dell’indagine della Dia sono state accertate ulteriori responsabilità penalo a  carico di Pietro Iannazzo, con particolare riferimento alla vicenda della mancata realizzazione di un centro commerciale della nota catena “Lidl” a Lamezia Terme, in località Savutano, area notariamente sotto influenza criminale della cosca Iannazzo. Iannazzo Pitero con Scardamaglia Claudio cl 72, ritenuto imprenditore “vicino” alla cosca Iannazzo, a cui all’epoca dei fatti era riconducibile il centro commerciale “Agorà”, in concorso fra loro impedivano la realizzazione del supermercato a marchio “Lidl” che sarebbe dovuto sorgere su di un’area d’interesse dello Scardamaglia. In particolare i due soggetti, entrambi destinatari dell’odierno provvedimento cautelare, avevano dapprima costretto gli operai dei lavori di sbancamento del terreno per la realizzazione del supermercato ad abbandonare i lavori poi, con minaccia, aggravata dal metodo mafioso, avevano indotto l’imprenditore aggiudicario dei lavori di abbandonare l’iniziativa imprenditoriale sul terreno in questione che verrà successivamente ceduto proprio alla stesso Claudio Scardamaglia.

 

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