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Catanzaro - La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di 20 persone e due società nell'inchiesta sul presunto sistema parallelo di gestione delle visite e delle prestazioni sanitarie private all'ex Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, oggi Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco.

L'udienza preliminare è stata fissata dal gip Roberta Cafiero per il 3 dicembre 2026. Al centro dell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giulia Pantano e dal sostituto Domenico Assumma, ci sarebbe un meccanismo attraverso il quale medici e operatori sanitari avrebbero organizzato visite e prestazioni private al di fuori delle procedure ufficiali dell'Ufficio Alpi, incassando direttamente dai pazienti, spesso in contanti, e registrando successivamente le attività nei sistemi informatici aziendali. L'obiettivo, secondo l'accusa, sarebbe stato sottrarre parte degli introiti al circuito ufficiale ed evitare il versamento delle quote spettanti all'azienda sanitaria.

La richiesta riguarda medici, infermieri, dirigenti, personale amministrativo e titolari di società. Le contestazioni, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, peculato, indebita percezione dell'indennità di esclusività, accesso abusivo al sistema informatico, falso informatico, riciclaggio, autoriciclaggio e reati tributari. Persone offese sono lo Stato e l'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, oggi Aou Renato Dulbecco. Le accuse dovranno essere vagliate nell'udienza preliminare.

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