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Catanzaro - All’esito della udienza di luglio 2026 si definisce con un’assoluzione per non avere commesso i fatti la posizione di Nicola Cirillo difeso dagli avvocati Massimiliano Carnovale e Piero Chiodo che risulta imputato di bancarotta fraudolenta impropria.

Il procedimento penale si avviava sin dal 2022 e si concludeva con la richiesta del PM di condanna per Cirillo alla pena di 3 anni di reclusione. Preliminare ai fini della decisione - è detto in una nota dei legali - risultava inquadrare Nicola Cirillo “nella categoria di “amministratore di fatto” della società Global Service s.r.l. e quindi verificare la possibilità di estendere al medesimo le qualifiche soggettive di cui all'art. 2639 c.c. Segnatamente il Tribunale Collegiale condivideva la ricostruzione defensionale articolata in specifica memoria secondo cui la nozione di amministratore di fatto presuppone l’esercizio in modo continuativo e significativo, e non meramente episodico od occasionale, di tutti i poteri inerenti alla qualifica o alla funzione, ovvero anche soltanto alcuni di essi”. Quindi, il Tribunale di Catanzaro alla luce della istruttoria dibattimentale e della escussione dei testimoni tra cui il curatore fallimentare, due dipendenti della società Global Service s.r.l. ed il consulente del lavoro “non ravvisava indici rivelatori di un inserimento di Cirillo nella gestione sociale”.

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