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Rende - lavori di recupero del sito archeologico di Sibari, danneggiato da un'alluvione nel gennaio del 2013, prenderanno il via entro un mese. Ad annunciarlo è stato il direttore regionale del Ministero per i Beni culturali, Francesco Prosperetti, intervenendo a Rende, all'Università della Calabria, alla manifestazione "La primavera di Sibari", organizzata dallo stesso ateneo e da un giornale quotidiano calabrese". "Si è trattato di un'iniziativa - è detto in un comunicato dell'Unical - di alto valore simbolico ed educativo, ma capace allo stesso tempo di fornire un aiuto concreto alla rinascita di uno dei patrimoni culturali più importanti della regione". L'iniziativa si è aperta con un ricordo dello scrittore Saverio Strati, in memoria del quale è stato osservato un minuto di silenzio. Il direttore del quotidiano calabrese, Matteo Cosenza, nel suo intervento, ha tracciato una sorta di "viaggio ideale tra la Sibari del passato, quella del presente e quella del futuro", affermando che l'iniziativa è stata promossa con lo scopo di "tenere vivo il ricordo del patrimonio di Sibari e, nello stesso tempo, mobilitare le coscienze dei calabresi per riappropriarsi del loro passato". Cosenza ha anche sottolineato il fatto che "ad oltre un anno dall'alluvione che ha devastato gli scavi archeologici di Sibari, il sito rimane impraticabile". Il rettore dell'Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, ha evidenziato che il convegno su Sibari "rientra a pieno titolo nella 'mission' più attuale dell'Università, chiamata a sostenere quelle iniziative capaci di aiutare la società calabrese ad attivarsi positivamente nei confronti della valorizzazione delle proprie ricchezze culturali". Il presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, ha consegnato al direttore Prosperetti il ricavato della raccolta fondi per Sibari, oltre 37 mila euro che lo stesso Prosperetti vorrebbe destinare alla cooperativa di giovani che nei prossimi mesi sarà selezionata per gestire il sito archeologico e il museo di Sibari. La fondazione Carical ha contribuito con 18 mila euro, mentre 15 mila sono arrivati dalla Cgil. Bozzo ha evidenziato come "non ci sia stata una risposta eccellente, in termini di donazioni, da parte di quella Calabria che avrebbe potuto certamente dare di più, mentre sono arrivate decine di micro donazioni che danno il segno, per certi aspetti più vero e commovente - ha detto il presidente della Fondazione Carical - dell'amore di questi calabresi con poche possibilità economiche nei confronti della loro terra".

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