
Catanzaro – Dopo l’attentato di Parigi la casa editrice calabrese Rubbettino propone una serie di libri per meglio capire cosa accade nel mondo islamico.
Il suicido della ragione
La minaccia del fondamentalismo islamico all’Occidente di Lee Harris
“Noi occidentali siamo prigionieri del mito della modernità. Da un lato, esso ci impone di valutare una cultura dal benessere materiale che è in grado di produrre, mentre dall'altro ci rassicura sul fatto che le guerre all'ultimo sangue tra le civiltà appartengono al passato e che la fine della storia si è consumata con la vittoria delle democrazie liberali. Tuttavia questo mito è il prodotto della nostra pia illusione e, a partire dall'11 settembre, ci siamo trovati così lontani dalla fine della storia come non lo siamo mai stati. Infatti, per quale motivo coloro che non beneficiano dell'attuale status quo, rappresentato dalla Pax americana, dovrebbero accettarlo o tanto meno difenderlo? M anoi vogliamo semplicemente essere lasciati in pace per godere edonisticamente i frutti del nostro progresso e siamo riluttanti ad ammettere l'esistenza di forze violente che provano un profondo risentimento verso i nostri valori. è stata così messa in atto una negazione collettiva, il suicidio della ragione, che ci ha impedito di confrontarci in modo diretto con la nostra vulnerabilità. Mentre noi educhiamo i nostri figli ad avere disprezzo per le tradizioni che hanno fondato le culture della ragione occidentali, altri educano i propri a essere pronti a morire per mantenere vive le loro. Nel lungo periodo, quali tradizioni vinceranno? Nel lungo periodo, quali figli domineranno la terra?”.
La civiltà e i suoi nemici
Il prossimo passo della storia di Lee Harris
“Conoscere il nemico per conoscere se stessi”: questa è la massima che sembra ispirare Lee Harris, definito il“filosofo dell'11 settembre”, perché non edulcora lo scontro di civiltà, e non ha paura di chiamare il nemico col suo vero nome: l'islam radicale.
Persuaso che la sua ascesa sia speculare alla crisi di valori dell'Occidente edonista e post-illuminista, egli individua due grandi minacce alla nostra sopravvivenza: una esagerata fiducia nel potere della ragione e una profonda sottovalutazione del potere del fanatismo.
Condotta dal relativismo morale in un vicolo cieco, la civiltà occidentale non è più in grado di chiamare le cose col loro vero nome: e l'islam radicale è una rivolta contro la decadenza occidentale. «Questo fatto», egli scrive, «dovrebbe cambiare tutto riguardo al modo in cui vediamo il mondo.
E se il nostro nemico è fatto di uomini che non si fermano davanti a nulla, pronti a morire ed uccidere, allora dobbiamo trovare uomini che combattano al nostro fianco e siano disposti a fare lo stesso»”.
La Jihad Teoria e pratica di Michael Bonner
“Il termine jihad è da tempo entrato a far parte del nostro uso quotidiano, e ogni qualvolta lo si legge e lo si sente, il nostro pensiero non può non correre alle terribili immagini delle Torri Gemelle che si sgretolano anticipando l'apocalisse.
Ma cos'è in realtà la jihad? Da dove nasce questo concetto? Quali sono le interpretaizoni che di esso sono state date lungo la storia dell'Islam? Quali sono i significati che oggi la maggior parte dei musulmani vi attribuiscono? Questo libro, scritto da uno dei massimi esperti mondiali di Islam, risponde in maniera precisa e puntuale a questi interrogativi”.
Violenza. Un'analisi sociologica di Randall Collins a cura di Alessandro Orsini
“Per dare un pugno in faccia a una persona e farla sanguinare, non occorre avere un corpo muscoloso. E non occorrono nemmeno motivazioni o ideologie particolari. Occorre superare ciò che Randall Collins chiama la «barriera emotiva della paura dello scontro» che si è sviluppata negli uomini in seguito al processo di civilizzazione. Gli scontri che avvengono nelle interazioni della vita quotidiana – per le strade, nei bar, sui luoghi di lavoro, nelle aule scolastiche − si concludono, nella grande maggioranza dei casi, con insulti, grida e minacce. Anche nei rari casi in cui si giunge al contatto fisico, la violenza è, quasi sempre, incompetente e inefficace. Non è vero − spiega Collins − che gli uomini sono naturalmente violenti, pronti ad aggredirsi al minimo pretesto. Questa idea è un “mito” alimentato dal cinema, dalla televisione e dai romanzi. L’uomo si riempie di una grande tensione emotiva tutte le volte che è in procinto di aggredire o di essere aggredito. Affinché la violenza sia efficace, gli uomini devono interagire strategicamente per colpire in condizioni emotivamente favorevoli”.
Il pensiero politico islamico del ‘900. Tra riformismo, restaurazione e laicismo di Rocco Pezzimenti
“Il testo ripercorre gli aspetti caratterizzanti del pensiero politico islamico del secolo XX nel suo tentativo di rispondere alla riflessione e all’azione politica dell’Occidente. Vengono evidenziati i contenuti del riformismo, del nazionalismo e anche del socialismo islamico sottolineando come, al di là di una terminologia apparentemente simile, l’islamismo ha fornito contenuti in linea con la propria tradizione che spesso, oltre alla questione terminologica, non ha niente a che vedere con quanto elaborato in Europa.
Un esempio per tutti può essere quello del riformismo, che in un’ottica esclusivamente “religiosa”, sta più che altro per “riformatore”. Indica quindi il tentativo, tipico di non pochi europei al tempo delle Riforme, di recuperare la purezza originaria dell’Islam per salvaguardarla da ogni possibile contaminazione dalle idee occidentali.
Lo studio cerca anche di evidenziare come la speculazione islamica del Novecento cerchi di superare l’idea di un complesso d’inferiorità nei confronti delle culture rivali; per questo, proprio nella politica, trova la ragione del suo esistere”.
La politica del terrorismo suicida di Francesco Marone
“Dalla catastrofe dell’11 settembre alla Seconda Intifada palestinese, dalle esplosioni nella metropolitana di Londra del 2005 agli attentati che continuano a seminare morte e distruzione in Iraq, in Afghanistan e in molte altre aree del mondo: gli attacchi suicidi rappresentano una delle forme di violenza politica più impressionanti ed emblematiche della nostra epoca. Questo libro ricostruisce l’evoluzione del terrorismo suicida, e ne esamina le cause, svolgendo l’analisi su tre livelli: il livello individuale dell’attentatore suicida, il livello organizzativo del gruppo armato e il livello ambientale della comunità di sostegno e dell’ambiente circostante. Il volume indaga, inoltre, gli scopi e gli esiti politici di questa arma micidiale”.
La Cattedrale e il Cubo
Europa, America e politica senza Dio di George Weigel a cura di Flavio Felice
“Perché gli europei hanno una visione del mondo così diversa dagli americani?
Perché l'Europa è agonizzante sul piano demografico? NeLa Cattedrale e il Cubo, George Weigel offre un'analisi penetrante del“problema dell'Europa” e trae da esso lezioni che interessano il resto del mondo. Mettendo in opposizione la civiltà che ha prodotto il modernissimo“cubo” de La Grande Arche de la Défence a Parigi con la civiltà che ha prodotto la“cattedrale” di Notre-Dame, Weigel sostiene che il rigido secolarismo abbracciato dall'Europa ha portato a una crisi di morale civile che ne sta erodendo l'anima. Egli fa risalire le origini del“problema dell'Europa” al“dramma dell'umanesimo ateistico” che investì la vita intellettuale europea nel xix secolo. I leader culturali del tempo pensarono che disfarsi del Dio della Bibbia fosse necessario per l'emancipazione umana.
Weigel espone in maniera efficace le ragioni per cui non ci può essere una vera e propria“politica” , un'autentica deliberazione sul bene comune e una forte difesa della libertà , senza Dio perché le società e le culture sono grandi soltanto a patto che siano grandi le loro aspirazioni spirituali e il popolo della“cattedrale” a differenza del popolo del“cubo” può fornire un'irresistibile motivazione del proprio impegno a favore della libertà di ciascuno”.
L'altro Islam di Karim Mezran, Ahmad Gianpiero Vincenzo
“Dopo Platone, mentre in Europa la filosofia della politica e della storia attendevano ancora un Machiavelli per vedere compiutamente la luce, nel mondo islamico si assisteva alla fioritura di intellettuali destinati a lasciare un segno profondo nella storia del sapere, come al-Farabi (870-950) e Ibn Khaldun (1332-1406). A partire da loro è possibile tracciare i caratteri fondamentali che determinano la stabilità dei sistemi politici anche in presenza di grandi migrazioni e di civiltà i cui confini non sono tracciati da rigide frontiere, quanto piuttosto da aree di influenza politica e culturale. Spirito di corpo, coloritura della mentalità e capacità di integrazione sono alcuni dei fattori su cui maggiormente gli intellettuali musulmani concentravano la loro attenzione. Da ciò emerge una dottrina del pluralismo quale elemento centrale di una originale analisi politica. Gli autori del volume la sviluppano sia in relazione alla storia dei grandi imperi del passato, sia nei confronti di alcune delle più significative e recenti crisi politiche e sociali”.
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