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Platania - Le feste natalizie saranno allietate da un momento teatrale e musicale “Il presepe lo facciamo noi” inserito nel programma del “Natale insieme” del piano pastorale della parrocchia San Michele Arcangelo di Platania. Il musical, firmato da Renato  Giorgi ed Elena Storchi, sarà proposto, Giovedì 2 gennaio alle 20:00, nell’aula magna dell’edificio scolastico “Valentino De Fazio” del paese del Reventino. I protagonisti saranno i bambini dell’Oratorio Benedetto XVI “Un tesoro per tutti” di Platania.

«Un’occasione - afferma il parroco don Pino Latelli - sia per stare tutti insieme e respirare, attraverso l’attività del teatro e della musica, il desiderio di pace e amore e  sia per ritrovare le magiche atmosfere e il vero senso del Natale». Durante la rappresentazione teatrale i bambini realizzeranno il classico presepe vivente con l’aiuto delle animatrici dell’oratorio: Maddalena Cimino, Elena Villella e Ilenia Gallo che hanno diretto e coordinato l’allestimento dello spettacolo. Il tecnico platanese Giuseppe Di Cello, invece, si occuperà delle luci e del suono. «Abbiamo realizzato questo spettacolo natalizio - commenta Maddalena Cimino - con l’intenzione di riaccendere la speranza in tante famiglie del mondo che sono in difficoltà accompagnandole nella povera grotta di Betlemme a contemplare l’amore e la tenerezza del Bambino Gesù, sorgente di gioia e di pace. «L’augurio - conclude Maddalena Cimino - è che l’umanità, tante volte immersa nel buio della sofferenza, della paura e della disperazione, ritrovi la pace e la ricchezza nell’Amore del Bambino Gesù capace di trasformare la nostra vita facendoci ritrovare la luce e la speranza nel buio della notte».

Il copione è arricchito da sei canzoni molto coinvolgenti, che inducono alla riflessione e a  creare momenti vivaci e suggestivi. Il vescovo di Lamezia Terme Luigi Antonio Cantafora,  ammirando l’encomiabile iniziativa “Il presepe lo facciamo noi”, invia ai bambini dell’oratorio una missiva nella quale sottolinea l’importanza di questo momento musicale e teatrale «perché offre loro la possibilità di crescere completando quella formazione umana e culturale» che ricevono «nelle famiglie e nella scuola».

E ricorda che nel messaggio di Natale di quest’anno, ribadito nell’omelia della Santa Messa di Natale, celebrata a mezzanotte in cattedrale, aveva proposto proprio il Presepe come scuola di vita, dove rappresentare il segreto della vera gioia che non passa. Una gioia - conclude - che non è legata al possesso delle cose ma all’amore ricevuto e ridonato». Infine, augurando di cuore ai bambini di «camminare sempre nella gioia del Signore che ci ama ed è presente in mezzo a noi», impartisce loro la sua benedizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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