
Catanzaro - In questi giorni, presso il Laboratorio d’arte dell’Associazione Karol Wojtyla di Catanzaro, a guida del direttore artistico Arcangelo Pugliese, alla presenza di un gruppo d’artisti provenienti da diverse regioni d’Italia tra cui: Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Mariella Costa, Nicola Guerino, Edoardo Jaccheo, Gianni Mastrantonio, Pippo Spina, Generoso Vella e Luigi Verrino, è stata inaugurata una nuova opera monumentale in ferro: “Trame inquiete nello spazio”. L’opera porta la firma della nota artista di origini siciliane Rosa Spina. I filamenti che ella ordisce sono sinonimo di legami, relazioni da stringere. Un invito ad aprirsi nei confronti di questa società sempre più sola ed auto celebrativa. Una realtà oramai multietnica e multiculturale. Tutto ciò nell’opera è ben rappresentato da una moltitudine di fili di ferro zincato che si intrecciano e che si aggrovigliano. Che si stagliano in giochi acrobatici e giocosi. L’opera è completata da due triangoli rosso vivo: uno in alto, l’altro in basso. E da un intenso sole giallo in alto sulla destra. Il tutto in un delicato equilibrio armonico di forme e di colori. Un’opera attraverso la quale l’autrice lascia trasparire una sua forte tensione verso il bello e la vita.
“La forma espressiva che adotto per i miei lavori si chiama Fiber Art o in Italiano Arte della Fibra. Si tratta di una corrente creativa che si è sviluppata negli Stati Uniti e nel Nord Europa, dopo gli anni sessanta e che vede al suo interno gli artisti esprimersi attraverso la fibra, il filo o il tessuto. Mi è stato attribuito dalla critica il termine di pioniera in Italia proprio di questo nuovo genere artistico. Col tempo ho maturato l’espressione pittorica più idonea a esprimere ciò che stavo elaborando dentro la mia indole artistica. E l’ho fatto vagando nel passato e nel presente, approdando ad una maturità creativa ricca di esperienze nutrite di mediterraneità. Ho ricollegato l’arte contemporanea a valori antichi, impregnati di tradizione. Il filo è il medium principale dei miei lavori. La tela diviene 'telaio', nel quale il tessuto della vita è avvolto dal tempo, senza il quale l'uomo perde il filo stesso dei sentimenti, dei sogni e delle speranze che collega tutti noi. Uno dei momenti fondamentali della mia storia artistica che mi ha influenzata, e permesso di evolvere la sintesi della mia ricerca, è stato l’incontro con il Maestro Mimmo Rotella negli anni settanta. Un incontro determinante che mi ha dato l’input a continuare. Questo assieme a quello avuto a Milano con il critico Pierry Restany. Nelle mie creazioni convivono lo studio, le esperienze di molti anni della mia vita e la ricerca delle potenzialità espressive del medium tessile. Ricerca che mi ha portata ad indagare nella cultura Magna Grecia e ad approfondire le tecniche della tradizione serica calabrese. Il tutto rielaborato in un linguaggio contemporaneo nuovo, nutrito da antiche radici. Con “Trame inquiete nello spazio”, attraverso l’utilizzo del filo di ferro e la lamiera colorata, mi sono espressa attraverso materiali nuovi che prima avevo poco utilizzato. Il risultato è stato sorprendente. Un buon incoraggiamento a continuare a collaborare con questo nuovo laboratorio artistico della Karol Wojtyla di Catanzaro che fino ad ora mi ha dato tanto sostegno e tanta fiducia, sia come donna impegnata nella diffusione dell’arte che come creativa.”
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