
Cosenza – Venerdì 19 dicembre alle 20:30 andrà in scena al teatro Rendano “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, quarto appuntamento della stagione lirico-sinfonica del teatro di tradizione cosentino. Il regista marchigiano Vincenzo Grisostomi Travaglini, che firma questo nuovo allestimento del melodramma pucciniano, autoprodotto dal “Rendano”, sta dando gli ultimi ritocchi alle scene e al disegno luci, dispensando gli ultimi consigli ai cantanti, tra i quali spicca il soprano Cinzia Forte, nel ruolo della protagonista Cio-Cio-San. Attorno a lei, negli altri ruoli, ruotano i giovani cantanti che il “Rendano” ha reclutato sulla base dell’esito del Concorso Internazionale “Maria Quintieri”, bandito dall’Associazione musicale “Maurizio Quintieri”, sostenuto dalla Fondazione Carical e conclusosi nello scorso mese di ottobre proprio con l’assegnazione dei ruoli della “Butterfly”.
“Oggi si parla spesso di innovazione, di prodotti “personalizzati” – dice Grisostomi Travaglini - A volte si abusa di questi termini, nel senso che l’opera lirica è una forma d’arte del tutto particolare rispetto alle altre. E’ l’unica ad aver bisogno, per essere fruita dal pubblico, di una mediazione, che è quella incarnata da tutti gli interpreti, intendendo riferirmi al direttore d’orchestra, al regista, ai solisti, all’orchestra, al coro e a tutto il personale che vi lavora. Tutto questo è già un’attualizzazione di per sé, perché cogliere gli umori, le sensibilità che stanno dietro ad una qualsiasi iniziativa, gesto, sguardo o canto che sia, fa sì che ogni produzione sia a sé stante, diversa, attuale. Certamente – prosegue Grisostomi - c’è poi da parte del regista, che lavora sempre in stretta collaborazione con il direttore d’orchestra, un’impronta che deve nascere all’interno di quella che è stata a sua volta la genesi dell’opera, per comprendere tutto quello che ci può essere dietro, alla base e alla fonte di ciò che ha contribuito ad accendere in Puccini quella scintilla emotiva che per lui era essenziale, per creare e comporre. La “Butterfly” è in qualche modo un dipinto musicale allineato con le esperienze di tutti quei compositori come Ravel, Debussy, Saint Saens e Puccini stesso, attratti dagli echi dell’Oriente. Di questo orientalismo Puccini si interessò e si informò in maniera precisissima, determinando l’accensione della sua poetica nei confronti di un amore impossibile e ideale e che, dopo essere stato cercato, per colpa di incompatibilità e di disattenzione da parte di qualcuno, si perde. E questa frattura la trasferisce nel rapporto Occidente-Oriente, nell’Orchestra così come nel libretto e nell’insieme, quindi nell’interpretazione”.
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